Benzina, nuova accisa. Ricci: “Qui si rischia la rivolta”

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14 aprile 2012

PESARO – “Non si può pensare di rimpinguare il Fondo della Protezione civile sempre e soltanto con l’aumento dell’accisa sulla benzina”. Così il presidente della Provincia di Pesaro e Urbino Matteo Ricci, prima tramite Fb e poi all’Ansa, sulla ‘tassa sulla disgrazia’ bocciata dalla Consulta e reintrodotta dal testo di riforma della Protezione Civile approvato in via preliminare dal Consiglio dei ministri, con un’unica differenza rispetto al testo bocciato: in caso di calamità naturali e conseguente dichiarazione dello stato d’emergenza, le Regioni non saranno più obbligate ad aumentare le accise fino ad un massimo di 5 centesimi per litro, ma avranno la “facolta” di farlo.

Matteo Ricci ad Ancona

Matteo Ricci

“Alle Marche potrebbe anche andar bene”, commenta Ricci, riferendosi al fatto che il provvedimento restituisce al Dipartimento della Protezione Civile la possibilità di intervenire nell’immediatezza dell’emergenza, senza dover chiedere il ‘concorso’ dell’Economia. “Ma si tratta pur sempre – aggiunge il presidente pd della Provincia – di una reintroduzione della ‘tassa sulla disgrazia’, sia a livello nazionale che regionale, sebbene si dica che le Regioni abbiano la facoltà e non l’obbligo”.

“Di nuovo – conclude Ricci – si va ad agire sulla benzina, nel momento in cui il costo è già diventato insostenibile. Il tema vero è ridurre il costo, che incide in particolare sui ceti medio-bassi oltre che sulle imprese e i trasporti. La tassa sulla disgrazia è una strada sbagliata: così rischiamo la rivolta della gente”. (ANSA).

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