PesaroFano poco Brillante sottoporta. Per i playoff non resta che aspettare

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16 aprile 2012

ITALSERVICE PESAROFANO – BRILLANTE ROMA 5-5 (p.t. 0-2)
ITALSERVICE PESAROFANO: Cavanhi, Pinguim, Ditommaso, Fabbroni, Sapinho, Fraccaro, Pizetta, Guinho, Perez, Costa, Cesaroni, Barbera. All. Marques
BRILLANTE ROMA: Galati, Santilli, Sachet, Pasculli, Fiore, Macciocca, Onori, Machado, Gattarelli, Sanna, Noschese, Tranquilli. All. Zaffiro
ARBITRI: Gianantonio Leonforte (Vicenza) e Luca Bizzotto (Bassano del Grappa), crono Mirko D’Angeli (Pesaro)
MARCATORI: 5’20” Fiore (BR), 17’06” Fiore (BR) del p.t.; 7’00” Guinho (PF), 7’15” Fiore (BR), 15’20” Sapinho (PF), 16’56” Sanna (BR), 17’47” Sanna (PF), 18’09” Guinho (PF), 19’26”, Sapinho (PF), 19’54” Costa (PF) del s.t.
NOTE: spettatori 200 circa; ammoniti Cavanhi, Pizetta, Perez, Onori

 

PesaroFano e Brillante al centro del campo

PesaroFano e Brillante al centro del campo

FANO – E’ stata una gara incredibile. L’Italservice PesaroFano ha chiuso la stagione regolare con un pareggio casalingo riacciuffato per i capelli. Al circolo tennis Trave, i biancorossi-granata hanno impattato sabato 5-5 contro la Brillante Roma, in quello che si prefigurava come un vero e proprio spareggio per l’entrata dei playoff.

Visto che l’Italservice sabato prossimo riposa, la quinta posizione attuale può essere insidiata dal Civitanova (30 punti contro i 31 dei ragazzi di Marques) che va a Chieti, da Villorba e Gruppo Fassina, due squadre appaiate a quota 28 che chiudono affrontandosi. A 28 ci sarebbe anche la Brillante Roma, ma vanta un doppio confronto diretto sfavorevole rispetto ai pesaro-fanesi.

Senza stare a scervellarsi con intrecci possibili o probabili, da dire che – con una vittoria sulla Brillante Roma – il PesaroFano avrebbe avuto un piede e mezzo nei playoff. Così invece dovrà sperare in risultati altrui propizi, anche se alla sirena sono i capitolini, in vantaggio di tre reti a meno di due minuti dalla fine, a mangiarsi le mani per quello che poteva essere e non è stato.

La Brillante ha fatto la sua onesta partita. Venuta a Fano senza timore reverenziale alcuno, i ragazzi di Zaffiro si sono portati avanti con Fiore, che appoggia in rete dopo aver dribblato Cavanhi in uscita. In precedenza un tiro di Costa finito largo e una conclusione di Sapinho che chiama Galati alla prima parata di giornata.

Dopo l’1-0 romano, il PesaroFano ha subito un’occasionissima per il pareggio, ma sul mancino del laterale-pivot locale Thiago Costa il portiere Galati si esibisce in una grande parata figlia di riflessi straordinari. Poi Ditommaso non arriva su un fallo laterale battuto velocemente da Pinguim.

Si gioca a mille all’ora, con le due squadre che non si risparmiano provando a cogliere tre punti fondamentali per entrare tra le magnifiche cinque (cioè in zona playoff). Sanna si esibisce in un altro tiro di rara potenza stavolta di destro: Cavanhi devia. E’ una fase, quella di metà tempo, in cui la Brillante si fa preferire, con il PesaroFano che fatica ad attaccare. Quando lo fa è comunque incisivo, come con Perez, su cui Galati si allunga a smorzare una conclusione a butta sicura o giù di lì. Poi Guinho è perfetto nella preparazione ma molto meno al tiro, scoccato comunque con quel destro che non è certo il suo piede preferito. Altra occasione per il PesaroFano con Cesaroni che di destro punta l’incrocio: prodigioso il riflesso di Galati che ci arriva. Clamorosa la chance che poco dopo ha Pizetta, che non riesce ad appoggiare da due passi, complice la deviazione di un avversario che mette il corpo a protezione del bersaglio. Una ripartenza locale con Guinho non porta al pareggio. La Brillante invece è mortifera ancora con Fiore, che appoggia di piattone un cioccolatino servitogli da Pasculli (sfuggito a Guinho).

Nella ripresa il PesaroFano ci prova ma inizialmente senza la convinzione necessaria. Poi, quando sale di giri, si mangia l’impossibile. In quantità industriale le occasioni create, ma sottoporta non è proprio giornata per i ragazzi di Marques, che comunque accorciano con Guinho, smarcato alla perfezione da un’ottima intuizione di Sapinho con il tacco.

Nemmeno il tempo di esultare che Roma allunga ancora. Merito di Fiore, che di petto appoggia un rete un passaggio orizzontale dal fondo di un compagno. Qualche timida protesta pesaro-fanese ma per gli arbitri il tocco non è di mano. Mister Marques si gioca la carta del portiere di movimento, quando sul cronometro mancano più di 10 minuti (entra Sapinho con la pettorina bucata al posto di Cavanhi).

Pizetta è costretto a salvare di testa il tiro da metà campo di Sanna verso la locale porta sguarnita. Una conclusione di Thiago Costa deviata da un avversario incoccia sulla traversa ed esce, con Galati stavolta fuori causa. Poi Guinho sbaglia da zero metri, mandando incredibilmente alto con il corpo. Occasionissima anche per Cesaroni, che su un contropiede ben architettato da Guinho si vede parare la conclusione. Quindi Roma è salvata dallo stinco di Machado, che respinge la conclusione a girare di Sapinho, prima che Pinguim mandi fuori un piattone che onestamente non sembrava complicato.

Quando Sapinho indovina la punizione del 2-3 mancano 5 minuti da giocare. Nell’azione successiva arriva la chance del pari, ma Perez assiste un pallone troppo lungo per Thiago Costa che avrebbe dovuto solo appoggiare. Lo stesso Costa da centro area spara alto.

Dopo così tante occasioni gettate alle ortiche arriva, puntuale, la segnatura ospite. Anzi le segnature, visto Sanna fa in rassegna 4-2 e 5-2 esterno. Nel mezzo un altro gol incredibile mangiato dai locali (con Perez). Quando Guinho insacca il terzo punto pesaro-fanese non esulta nemmeno, visto che sul cronometro manca poco più d’un minuto e i gol da recuperare sono due. Seguono attimi di tensione per un pallone che gironzola dalle parti di Galati, il quale viene colpito. Le squadre si fiondano in campo. Gli arbitri sedano il tutto con due gialli: uno per parte.

A 34 secondi dalla fine Sapinho approfitta di una deviazione e riapre: 4-5. Il PesaroFano ci crede e impatta a 6 secondi dalla fine, dopo aver sprecato l’impossibile ma aver rischiato seriamente di perdere.

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