“Caro Presidente, si ricordi del soccorso alpino”

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18 aprile 2012

PESARO –  “Presidente Napolitano, siamo onorati del suo arrivo a Pesaro per la festa nazionale della Liberazione e della sua presenza nel nostro territorio in un giorno così significativo. Anche in questa occasione si conferma un amico della provincia. E proprio per questo, con la certezza di avere un interlocutore attento, vorrei sottoporle un’esigenza della comunità che considero una rilevante questione di giustizia”.

Tarcisio Porto durante i giorni dell'emergenza neve

Tarcisio Porto durante i giorni dell'emergenza neve

Inizia così una lettera aperta di Tarcisio Porto, assessore all’ambiente della Provincia di Pesaro e Urbino. “Come saprà – continua – solo due mesi fa, abbiamo subito una vera catastrofe naturale, ribattezzata “terremoto bianco”. Quasi tre metri e mezzo di neve, che hanno messo a rischio la vita delle persone, la struttura produttiva e l’intera rete delle relazioni sociali della provincia. La reazione della cittadinanza è stata esemplare. Come amministratore, ho vissuto in prima linea l’emergenza, constatando il carattere e la solidarietà della nostra gente. Tuttavia è emerso, in questi frangenti, un grave deficit culturale sul tema della sicurezza del territorio. E in particolare la problematica che il Corpo nazionale del Soccorso Alpino e gli altri nuclei di volontariato, a cui abbiamo “letteralmente” legato la nostra vita, attraverso le loro corde, il loro coraggio e i loro volteggi nei tetti delle nostre case, devono dipendere in via esclusiva da autofinanziamenti. In Italia, in alcune regioni si è sopperito a questa lacuna. Ma in altre come la nostra, che storicamente non hanno visto un’alta percentuale di missioni speciali in montagna, questi corpi devono provvedere da soli all’acquisto di corde, scarponi, chiodi, apparati radio, macchine e ogni genere di attrezzatura. Con i loro soldi. Rischiando, però, la vita. Perché, in realtà, nei giorni del terremoto bianco, abbiamo davvero attaccato a quelle corde – private e non del Paese – anziani e bambini. E il Soccorso Alpino era lì anche quando abbiamo calato dal Palazzo Ducale di Urbino tonnellate e tonnellate di neve. Per assurdo, in caso di decesso di un volontario, la copertura assicurativa percepita corrisponde a un massimale di 80mila euro. Semplicemente vergognoso, a mio parere. Anche perché ho convissuto con loro e ho percepito il loro calore umano e il loro impegno straordinario. Le assicuro, Presidente, che neanche i Corpi di Stato sono in grado di coprire in modo così capillare il Paese con questa solerzia, perché il personale di Vigili del Fuoco, Finanza e altri organismi statali è estremamente ridotto sul fronte della soccorso ad alta intensità in ambiente ostile. La prego dunque, Presidente, di considerare il problema. Dal canto mio, farò di tutto per aiutare il Soccorso Alpino di Pesaro e Urbino e della regione, cercando di reperire fondi e trovare progetti per alimentare una sicurezza reale dei cittadini che sostiene la democrazia e la solidarietà, due cardini dell’Italia sana”.

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