Di Domenico e l’emozione dell’incontro con Liliana Segre, sopravvissuta ai campi di sterminio

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18 aprile 2012

PESARO – “All’uscita dell’incontro con Liliana Segre ho avuto un irrefrenabile bisogno di andare dai miei due figli a prenderli a scuola e portarli a casa”. Inizia così una riflessione di Alessandro Di Domenico, consigliere comunale Pdl, dopo aver assistito al palas – assieme a 2.700 studenti delle superiori di Pesaro e del Volta di Fano – alla testimonianza di una sopravvissuta ai campi di sterminio, cittadina onoraria di Pesaro.

Liliana Segre in un precedente incontro (foto tratta da bancadipesaro.it)

Liliana Segre in un precedente incontro (foto tratta da bancadipesaro.it)

“Anche se abitualmente lo faccio tutti i giorni con la bimba più grande – continua Di Domenico la sua riflessione che esula dalla politica – il piccolo di solito lo va a prendere mia moglie quando torna dal lavoro. Oggi no. Oggi dopo l’emozionante “film” della “nonna Liliana”, così si è definita, sulla sua vita e sulla vita delle persone che ha incontrato nella sua vicenda di deportata ebrea, ho avuto il bisogno umano di stringere i nostri due figli in un abbraccio forte, profondo e silenzioso”.

“L’incontro con Liliana Segre è sempre un incontro speciale, ed ogni volta ricado nella mia debolezza nell’emozionarmi. Ma queste emozioni sono quelle che fanno bene al cuore, magari un po’ meno agli occhi, rossi e con venature di capillari, forse un po’ meno alla pelle del viso solcata da lacrime calde e salate che scendono spontanee dagli occhi, persi, con le immagini di scene che solo dai racconti e dalle pellicole già proiettate, uomini e donne fortunate come noi non hanno mai visto dal vero né tanto meno vissuto sulla propria pelle.

Io voglio vivere, io voglio vivere, vivere, ecco l’appello di “nonna Liliana”, che così ha voluto definirsi in questo incontro pubblico. Ma io vorrei aggiungere che a quel messaggio d’amore c’è ne uno ancora più forte, e cioè che “io esisto” e se io esisto allora vuol dire che anche “tu esisti” e se “tu esisti” allora m’interessa e se mi interessa allora “non sono indifferente”.

“Nonna Liliana” ha rimarcato spesso questo principio, noi non dobbiamo morire d’indifferenza ma allo stesso tempo non dobbiamo “creare morte da indifferenza”.

Grazie! Un incontro che ci apre occhi e cuore che troppo spesso vengono accecati e chiusi dalla indifferenza o dalla quotidianità facendoci perdere il senso del valore intimo della vita e della felicità troppo spesso basata sul futile e l’irrisorio”.

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