Bagnini pesaresi a Roma protestano sulle concessioni

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19 aprile 2012

PESARO – Una folta delegazione di bagnini pesaresi della Cna ha manifestato ieri a Roma per il rinnovo delle concessioni balneari, aderendo così alla grande manifestazione di protesta che ha visto assieme quasi tutte le sigle delle associazioni di categoria dei concessionari di spiaggia.

Sabina Cardinali

Sabina Cardinali, presidente Cna Balneatori

“Una protesta – dice Sabina Cardinali, presidente di Cna Balneatori, che guidava la delegazione pesarese assieme al responsabile provinciale della categoria Antonio Bianchini – per rivendicare la specificità di un settore importante per l’economia del territorio che rischia di essere cancellata da direttive europee che non tengono conto degli investimenti fatti in attrezzature e servizi questi anni dalle imprese balneari e da una loro vocazione alla tradizionalità ed al passaggio generazionale”.

Una manifestazione di protesta (nella quale spiccava la quasi totale assenza di amministratori della nostra provincia), arrivata anche a seguito dell’impugnazione da parte del governo della legge della Regione Marche che già nel 2010 aveva approvato una legge per il rinnovo delle concessioni balneari in correlazione agli investimenti realizzati dalle micro e piccole imprese familiari che operano nel settore.

Un sistema particolarmente rilevante per l’economia di tutta la costa della provincia (che con 50 chilometri di costa conta tra Gabicce Mare, Pesaro, Fano e Marotta conta addirittura 180 attività); imprese del settore turistico che danno lavoro soprattutto nel periodo estivo.

Una legge regionale, spiega la Cna, che è stata impugnata dal governo e dichiarata incostituzionale dalla Consulta perché materia di competenza esclusiva dello Stato.

“Dopo questa decisione è alquanto facile comprendere – commenta Sabina Cardinali – le ragioni di questa manifestazione e la necessità di far ascoltare con più forza la voce delle imprese balneari presso la Commissione europea. La direttiva sui servizi, all’articolo 12, impone infatti che il demanio marittimo sia gestito in regime di concorrenza e quindi attraverso gare”.

Si tratta di una direttiva che si basa sul principio di un bene disponibile in forma limitata la cui gestione concessoria può recare danno sulla base del principio della concorrenza ad altre imprese nell’area europea.

“In realtà – spiega la Cardinali – queste imprese utilizzano soltanto il 25% del demanio marittimo e la loro natura di micro e piccole dimensioni, con forme giuridiche prevalentemente familiari, non reca sicuramente pregiudizio alla concorrenza europea”.

Anche secondo Gian Mario Spacca “esistono dunque le condizioni per sostenere le ragioni degli imprenditori balneari presso l’Europa, soprattutto nel momento in cui si dichiara di voler rilanciare la crescita dell’economia proprio puntando sulle micro e piccole imprese”.

“La Regione Marche – ha concluso il governatore raccogliendo anche il plauso della Cna – chiede quindi al governo italiano di farsi promotore di un’iniziativa forte presso l”Europa per derogare all’articolo 12 della direttiva sui servizi”.

Qualora l’Europa rimanga sorda dinanzi alla voce del governo italiano, a questo punto è sicuramente necessario legiferare in materia, in modo da salvaguardare l’iniziativa imprenditoriale di queste attività economiche, ricercando un’interpretazione alla normativa europea.

“In questo senso – dice il coordinatore provinciale della categoria Antonio Bianchini – siamo d’accordo con la proposta di Spacca. Quella secondo la quale le Regioni italiane potrebbero presentare al Parlamento una proposta di legge in considerazione della rilevanza sociale ed economica di questa attività, agevolando così la stesura del disegno di legge che viene richiesto dalle organizzazioni sindacali”.

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