Dalmonte: “Ci attende una partita anomala”

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19 aprile 2012

PESARO – Arriva la Dinamo Sassari, che potrebbe anche essere presentata così: la squadra dei “cugini di Sardegna”. Drake e Travis Diener, due giocatori che hanno fatto, e fanno, la fortuna di coach Sacchetti. Drake era con lui anche a Capo d’Orlando. Travis è – a livello di regia pura – il miglior playmaker del campionato. L’amico di Dwayne Wade (i due hanno giocato insieme a Marquette) ha mani fatate e straordinario quoziente d’intelligenza, anche se non è sempre sostenuto dal fisico che sovente richiede soste in panchina o a casa. Eppure sono in molti a fare il tifo perché – ha moglie di origini italiane – prenda il nostro passaporto e sia eleggibile per la Nazionale.

Luca Dalmonte

Luca Dalmonte

Sassari, però, non è solo Diener&Diener. Intanto è una squadra fuori sistema, che non vive di pick&roll, ma sa proporre gioco piacevole, fatto di velocità, di contropiede. Con tutto il rispetto per le altre, è la grande sorpresa della stagione, dopo avere centrato il traguardo dei playoff già lo scorso anno, da matricola.

La Scavolini Siviglia, però, è stata a un passo, anche meno, dalla vittoria in trasferta e – malgrado l’assenza di Cusin – ha tutti i mezzi per prendersi la rivincita e passare in vantaggio nel confronto diretto. Basta un solo canestro di differenza. Detto questo, non ci sono due squadre più antitetiche di Vuelle e Dinamo. La difesa contro l’attacco, è il tema di domenica sera sul parquet dell’Adriatic Arena.

“Per la tipologia di gioco che Sassari esprime, ci attende una partita anomala, sia dal punto di vista tecnico sia da quello tattico – condivide coach Dalmonte -. Propongono una pallacanestro diversa. Il loro modo di giocare, che toglie punti di riferimento, si basa sui cugini Diener che creano vantaggi all’attacco: sono la sostanza offensiva della squadra sassarese. Al loro fianco compagni in grado di concludere, di concretizzare i vantaggi creati da Drake e Travis. Il loro sistema parte prima di tutto dall’idea di cercare il più velocemente possibile, con uno sprint, con una corsa, il canestro, in ogni situazione, da qualsiasi situazione, con tutti i giocatori. E’ una sorta di ricerca asfissiante del contropiede, una filosofia di corri e tira che tenga la difesa avversaria sempre sotto pressione. In sintesi, ha due giocatori che creano, tanti altri che finiscono. Il Banco di Sardegna ha rotazioni lunghe, ma anche chiarezza di ruoli all’interno del sistema. I cugini Diener creano. Hosley è diventato di recente il loro migliore realizzatore. Apro una parentesi: giocano con quattro americani, perché la carriera di Hosley racconta che è stato il migliore giocatore-realizzatore del basket turco. Poi ha firmato con il Real Madrid. E ha fatto molto bene a Badalona. Oggi è comunitario… Ha sostituito White, è stato offerto anche a noi, la scorsa estate e due anni fa”.

L’analisi prosegue con il giocatore che ha dato una svolta alla stagione sassarese: l’ex forlivese Tony Easley.
“Easley ha avuto un impatto importante in un sistema in cui avevano fallito Benson e Hunter. Plisnić è l’ago della bilancia, capace di fare un tiro importante da 3 punti con buone percentuali, ma anche colui che dà equilibrio al ritmo, ora tenendo la palla, ora ribaltando il gioco. Vanuzzo è il capitano che con i suoi tiri può cambiare il trend della partita. Brian Sacchetti può fare bene in diverse circostanze. Una peculiarità del gioco sassarese è la capacità di cambiare i quintetti, con Plisnić da 5, cioè da 4, e Vanuzzo da 4, e quindi di fatto un 3 offensivo. Sarà doverosa una nostra attenta interpretazione per togliere la corsa a Sassari, limitare i cugini, nella responsabilità difensiva assoluta nell’1 contro 1 e anche nell’interpretazione tecnico-tattica al cospetto di una squadra che può giocare con un 5 interno verticale oppure esclusivamente perimetrale. Le difficoltà nell’affrontarli sono altissime. Dobbiamo avere una prestazione difensiva, ma non solo, di grandissima attenzione, su tutti i 40 minuti. Loro sono in grado di proporre strappi in pochissimi minuti grazie ad aggressività e corsa. Lo spartito della partita dovrà essere chiaro, leggibile, perseguito senza pause, perché anche un momento di pausa può essere fatale”.

Un ottimo allenatore in panchina, quattro americani, un serbo e tanti specialisti…
“Non solo specialisti – commenta Dalmonte -, sono anche giocatori che accettano con il sorriso quanto chiesto e proposto dal coach. Che siano 3 o 15 minuti, danno il 100 per 100”. Sono, appunto, Vanuzzo, Sacchetti figlio, Pinton, il cugino di Danilo Gallinari, Jack De Vecchi, che il giocatore dei Nuggets ha soprannominato “ministro della difesa” per l’attitudine al lavoro difensivo, ma anche Binetti e Metreveli.

Intanto, l’ex sassarese Tsaldaris, che ha giocato anche a Montegranaro, è stato ingaggiato dall’Umana Venezia che vuole tutelarsi nel caso uno dei suoi stranieri abbia problemi fisici.

Stasera si recupera la partita Montepaschi Siena – Sidigas Avellino, valida per la decima giornata di ritorno in programma lo scorso 1 aprile, non giocata per gli impegni europei dei campioni d’Italia.

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