“I soldi non ci sono né per l’ospedale unico né per le infrastrutture”

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21 aprile 2012

PESARO – “I turbamenti sulla carenza di risorse finanziarie per l’ospedale unico mi sembrano un poco ipocrite quando poi si subisce un’imposizione sulla scelta del sito da parte di altri enti, per i quali, il costo delle infrastrutture è di pari importo”. Il consigliere comunale Alessandro Di Domenico, Pdl, interviene sulla questione Ospedale unico a Fosso Sejore.

“Quando la Regione Marche ci comunica – continua – che il nuovo ospedale unico costerà non meno di 350 – 400 milioni di €, e che la scelta di farlo a Fosso Sejore comporterebbe una spesa infrastrutturale e di viabilità, se idonea e completa, di altri 250 – 300 milioni di €, allora c’è da mettersi a ridere per non piangere.

Non voglio essere pedante, ma la vicenda dell’ospedale unico di Fosso Sejore ha avuto la stessa “genesi” e lo stesso percorso che si è avverato per il casello di santa Veneranda .

Tutti si appellano al “senso di responsabilità”, ma quando la soluzione scelta si dimostra dannosa , allora io preferirei essere un “irresponsabile”.

Tornando all’ospedale unico, che nessuno mette in discussione, né nel suo indirizzo, né la volontà dell’integrazione tra Pesaro e Fano, lamentarsi o gridare che non ci sono i soldi per realizzarlo è un esercizio politico inutile.

Non solo occorre pensare a quei soldi, ma anche a quelli che comunque servirebbero per rendere funzionali gli attuali plessi e che non possono essere dismessi finché la nuova realtà ospedaliera non nasce. Ma anche tutto l’aspetto logistico di viabilità e mobilità per l’accesso al nuovo ospedale unico non può essere sottovalutato.

Se Ricci & C. non riescono a racimolare 15 milioni di € per una Circonvallazione come quella di Muraglia, ditemi che credibilità possono avere se devono trovare 200 – 300 milioni di € per le strade per Fosso Sejore.

Ed in ultimo, se la stazioncina di Fosso Sejore è stato il “grimaldello” per scardinare le opzioni di Muraglia o di Chiaruccia, quando la ferrovia verrà arretrata, diciamo tra 30 – 40 anni, tenuto conto che l’ospedale rimarrà lì per almeno un secolo, allora significa che quel sito non sarebbe poi più idoneo? Oppure la “favola” della stazioncina è solo stato un pretesto per lavarsi le coscienze? Forza e coraggio il 2014 è vicino!”

 

 

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