“Gli enti locali devono 15 milioni di euro alle imprese”

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23 aprile 2012

PESARO – Oltre 15 milioni di euro da parte delle pubbliche amministrazioni. A tanto ammontano i crediti che le imprese della provincia di Pesaro e Urbino vantano nei confronti delle amministrazioni pubbliche: Provincia, Comuni, Aziende sanitarie, amministrazioni dello Stato, eccetera.

Conferenza di fine anno Cna

Giorgio Aguzzi e Camilla Fabbri, presidente e segretario provinciale della Cna

“Una situazione pesante – denuncia la Cna provinciale – che non fa che aggravare lo stato di salute già precario di tante aziende del territorio già alle prese con una crisi devastante”.

In testa ci sono le imprese dell’edilizia: non solo quelle che hanno realizzato appalti pubblici, ma anche quelle impegnate nel corso dell’emergenza neve. E poi imprese della subfornitura, dei servizi, dell’elettronica. I crediti superano abbondantemente i 12 mesi ed in alcuni casi arrivano a 18-20. Si tratta di imprese sane che rischiano di chiudere a causa del patto di stabilità a cui sono costretti gli enti locali.

A questo punto la Cna sta pensando ad una azione forte che possa in qualche modo sbloccare l’attuale stato di paralisi. “Nei casi più gravi – annuncia il segretario provinciale della Cna di Pesaro e Urbino Camilla Fabbri – ricorreremo a decreti ingiuntivi nei confronti delle pubbliche amministrazioni per ottenere i crediti dovuti dalle imprese”.

“Si tratta di un problema gravissimo che non può più essere rinviato – continua la Fabbri – ed invitiamo per questo gli amministratori locali, in primis il presidente dell’amministrazione provinciale Matteo Ricci, a farsi portavoce di questa drammatica situazione che colpisce le imprese della nostra provincia sollecitando l’intervento del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in visita a Pesaro nelle prossime ore, per sottoporre direttamente la questione al presidente del consiglio Mario Monti”.

Tutto questo mentre sul fronte romano non sono stati fatti passi in avanti. Nonostante ci siano stati numerosi incontri continui tra il ministro Passera e le associazioni di categoria, l’emergenza non è affatto risolta.

“Ora ci attendono questioni rilevanti alle quali dobbiamo trovare soluzione per consentire alla più ampia platea di imprese di recuperare finalmente la liquidità mancante”.

“Le parole del Ministro Passera rappresentano un impegno ad assicurare il rilascio da parte delle pubbliche amministrazioni dell’attestazione del credito, e a potenziare lo strumento della garanzia pubblica come elemento fondante dell’operazione. Dobbiamo però consentire anche alle imprese con equilibri finanziari deteriorati dal ritardo negli incassi – conclude il segretario della Cna di Pesaro e Urbino – di ottenere credito sufficiente dalle banche, e prevedere forme di trasparenza dei flussi finanziari che permettano anche alle imprese sub-committenti del creditore principale della pubblica amministrazione di beneficiare della ritrovata liquidità”.

“Ma il credito non è tutto – aggiunge Giorgio Aguzzi, il presidente provinciale della Cna – Non possiamo più rinviare la possibilità di compensare i crediti certi vantati con la pubblica amministrazione con i debiti fiscali e contributivi. Dobbiamo lasciarci alle spalle, ed il più rapidamente possibile, la stagione dei pagamenti ritardati ed attuare al più presto la nuova Direttiva europea che, unitamente all’avvio del versamento dell’Iva per cassa, permetta all’Italia di allinearsi ai paesi più moderni, dove i pagamenti tra privati e tra pubblico e privato, avvengono in tempi normali”.

Secondo la Cna “occorre superare il Patto di stabilità, non solo perché le imprese non possono più continuare a vantare crediti nei confronti della pubblica amministrazione per periodi così lunghi ma, soprattutto, per dare nuovo impulso al mercato. Superarlo consentirebbe infatti alle nostre amministrazioni locali di sbloccare investimenti che consentirebbero di dare il via a nuovi lavori, di metter mano ad infrastrutture e servizi più che mai necessari per ridare competitività a questo territorio. Per questo serve una forte azione politica sul governo, anche da parte delle stesse istituzioni locali, per superare definitivamente il Patto di stabilità e consentire così ai Comuni virtuosi di poter investire finalmente le proprie risorse”.

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