Sogno Quatar per il futuro della Vuelle

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24 aprile 2012

PESARO – Dopo Sassari, Siena. Ancora uno scontro al vertice per la Scavolini Siviglia, al momento quarta in classifica con la possibilità – vincendo giovedì sera con i campioni d’Italia – di agguantare il secondo posto, complice la giornata di riposo della Bennet Cantù.

Eppure il clima attorno alla società fa pari con il “cielo sopra Pesaro”, di colore grigio scuro, carico di nuvoloni neri gonfi di pioggia. Le previsioni meteo annunciano che la pioggia odierna dovrebbe essere l’ultima di aprile, che è in arrivo il bel tempo, addirittura il caldo.

Sarà così anche per il futuro della Victoria Libertas? E’ una domanda d’obbligo, dopo che il fondo angloamericano che gestisce la TeamSystem, gioiello creato da Giovanni Ranocchi e poi venduto a un fondo d’investimento inglese, ha detto no alla proposta di diventare co-sponsor. Una doccia fredda per qualcuno, la conferma delle perplessità di molti. Difficile trattare con un’entità che per certi versi è astratta, lontana migliaia di miglia dal mondo del basket italiano che – diciamolo onestamente – non è che regali tanta visibilità, se è vero come è vero che la diretta da Varese di Cimberio-Scavolini Siviglia è stata seguita da 38.000 telespettatori.

No, per attirare novità, nuovi sponsor, per toccare le corde dei loro cuori e non soltanto aprire i loro portafogli, occorre passione. Magari amore per il bello, che non è sempre riservato al grande pubblico, a dati auditel che partono da più di 1 milione di spettatori. Fosse così, avrebbe cittadinanza solo il calcio, che non è più bello del basket, anzi, che ha più seguito perché è più facile da capirsi e siamo tutti convinti di capirne più di Prandelli e Allegri, di Conte e Luis Enrique.

Per fortuna non è così. Basta incappare nella persona giusta. Dopo il “no” della TeamSystem, si lavora attivamente per altre soluzioni.

Una l’hanno nel cuore i molti tifosi pesaresi che domenica sera hanno salutato l’uscita dal parterre di Sauro Bianchetti, invocando “Resta con noi grande Siviglia”. Sauro ha salutato, ringraziato e sorriso. La sua permanenza è ancora possibile? La risposta sarebbe un altro deciso no, ma il pressing asfissiante di Franco Del Moro, che poi ha il merito di avere portato alla Vuelle il Signor Siviglia, potrebbe aprire porte blindate, blindatissime, addirittura inespugnabili. La passione, dicevamo…

La passione anima anche Franco Arceci, portavoce del sindaco. L’abbiamo incrociato, per caso, in una Piazza del Popolo blindata per l’arrivo del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Archiviato il no della TeamSystem, Arceci – tessitore di trame positive per il bene dello sport cittadino – si è dimostrato grande conoscitore delle cose di sport, pesarese, italiano e internazionale.

Internazionale? Sì, ma rigorosamente minuscolo. La globalizzazione – oggettivamente non sempre positiva per i popoli più deboli – ha riservato sorprese inimmaginabili. Chi mai avrebbe pensato che un arabo sarebbe diventato proprietario dei grandi magazzini Harrods, a Londra? E chi mai avrebbe ipotizzato uno sceicco padrone del Manchester City, squadra di calcio da secoli con il complesso di inferiorità nei confronti dei cugini dello United? E che dire di un suo parente che compra il Paris Saint Germain?

Certo, un arabo, il principe ismailita Karim Aga Khan, ha inventato la Costa Smeralda, una volta regno dei miliardari, ora terra di conquista di veline, letterine, burleschine, calciatori e cafoni arricchiti, soprattutto russi. Poi l’Aga Khan ha venduto alla Starwood di Tom Barrack, libanese-americano che a sua volta ha ceduto alle offerte di Hamad bin Kalifa al-Thani, emiro del Quatar, emiro del Quatar, uno degli uomini più ricchi del mondo, che attraverso il fondo Quatar Holding – gestito dallo sceicco Hamad bin Jassim bin Jabr al-Thani – ha acquistato quote delle aziende che producono il “bello” del pianeta. Possiede azioni di Volkswagen, a cui fanno capo Audi e Lamborghini, ma anche Porsche e Tiffany.

Ora, senza volere creare illusioni, visto che ormai non c’è realtà che non dichiari di essere in trattativa o di interessare a Quatar Holding, parlando con Arceci, siamo rimasti sorpresi dalla sua profonda conoscenza dei rapporti tra Quatar e sport, addirittura del fatto che il portavoce del sindaco fosse informato dell’entità della sponsorizzazione che Quatar Foundation paga annualmente al Football Club Barcelona: 30 milioni di euro!

A Doha, capitale del Quatar, ci sono centri commerciali che il resto del mondo sogna. I prodotti in esposizione e vendita sono quanto di più lussuoso sia acquistabile. A Doha piacciono molto le cucine pesaresi. Il primo contatto sarebbe proprio questo. Da qui si sarebbe partiti per sondare gli sceicchi su un eventuale interessamento a una squadra che fa parte della storia della pallacanestro italiana. Anche il sapere che un grande industriale qual è Valter Scavolini è sponsor della Victoria Libertas dalla stagione 1975/76 e ne è diventato presidente nell’85/86 è una carta in più.

E che al Quatar piacciano realtà che – sulla carta, solo sulla carta – sono di secondo piano rispetto ai grandi nomi, è un motivo di speranza in più.

Agli incaricati agli affari esteri il compito di trasformare in realtà quello che al momento appare come un sogno. Certo è che se s’avverasse, non solo Pesaro e la Vuelle avrebbero risolto il problema più immediato, quello riguardante il futuro, ma porrebbero le basi per tornare a essere protagonisti assoluti in Italia e in Europa.

Alla squadra il compito di rendere ancor più eccitante l’idea di legarsi alla maglia biancorossa.

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