La provocazione di FN: “Giorgio, il presidente più amato dalle banche”

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25 aprile 2012

PESARO – Come preannunciato nei giorni scorsi, un gruppo di militanti di Forza Nuova si è riunito a manifestare a Pesaro presso la piazza della Libertà prima dell’arrivo di Napolitano a Pesaro. I manifestanti hanno esposto uno striscione con scritto “Giorgio il presidente più amato dalle banche” alcuni cartelli in cui reclamano una moneta pubblica,  la nazionalizzazione delle banche, l’azzeramento del debito pubblico,  e soprattutto la libertà più cara per gli italiani: la libertà di poter arrivare a fine mese.

La manifestazione di Forza Nuova a Pesaro

Circondato dai tricolori e dalle bandiere del movimento il coordinato provinciale Davide Ditommaso si chiede quel è la libertà che tanto viene inneggiata e celebrata. “L’unica libertà che conta per il popolo italiano e che ci piacerebbe celebrare è quella di poter arrivare a fine mese. Vogliamo chiedere a Napolitano inoltre che cosa ne pensa dei  ventiquattro suoi cittadini morti suicidati a causa della crisi finanziaria che incombe sul nostro paese. Può veramente dichiarasi libero e civilizzato un Paese in cui le persone si sentono lasciate alla mercè della loro disperazione? “Noi di Forza Nuova – continua Ditommaso – riteniamo che un paese con duemila miliardi di debito in larga parte contratto con la speculazione finanziaria straniera, con l’estero non può di certo ritenersi libero ma sarà comunque schiavo dei proprio creditori. Contestiamo Napolitano inoltre per aver appoggiato un governo di banchieri il cui unico scopo è quello di  incassare il capitale degli speculatori giustificando l’adozione di misure che strangolano lavoratori, artigiani e imprenditori onesti di questo paese. La strada maestra per uscire dalla crisi l’ha già indicata l’Islanda che ha rifiutato di pagare il debito e ora vede il suo pil crescere del 4% ed è un esempio di libertà per tutta Europa. Oggi in piazza c’è un’Italia che non si piega,  per dare speranza ad un Paese che ne ha un bisogno disperato ma per farlo bisogna scendere in piazza e iniziare a lottare con noi con forza nuova. Cambiare si può!”

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