A pranzo con Scavolini parlando di un nuovo giocatore

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27 aprile 2012

 

PESARO – Due immagini della sera prima, Hackett e Kaukenas che rischiano l’incolumità per recuperare una palla, ma anche l’applauso che – a partita ancora in corso – il pubblico riserva alla Scavolini Siviglia, tutta, senza esclusioni. Quanta acqua è passata sotto i ponti sul fiume Foglia. Oggi pubblico e squadra sono un corpo unico, l’applauso di ringraziamento è il riconoscimento che di più era praticamente impossibile, contro una grandissima squadra che allinea giocatori semplicemente fantastici. Ogni riferimento a Mc Calebb e Andersen, ma anche a Kaukenas non è per niente casuale.

Coach Dalmonte

“Credo che questo gruppo di giocatori, dopo ventinove partite, non ha dato segni di appagamento e il loro percorso fatto insieme sia comunque da premiare. E’ importante che ieri sera ci sia stata, di fronte alle qualità dell’avversaria e allo sforzo fatto dai nostri giocatori, la conferma che questo è un gruppo da applaudire. Per me questo vale tantissimo”. Parola di coach Dalmonte.

La Scavolini Siviglia ha finito stremata la partita con Siena. E se è vero che si poteva fare di più nel momento decisivo, ad esempio attaccare Andersen e Stonerook, entrambi con 4 falli, è altrettanto vero che è facile a parole, un po’ più difficile quando le gambe non rispondono più ai comandi del cervello. Siena ha utilizzato dieci giocatori. Ci fossero stati gli assenti, al massimo avrebbero giocato in… undici. E se non vi accontentate, in dodici. Forse con maggiore qualità, ma sempre in dodici. La Vuelle, invece non aveva altro. Contro lunghi versatili quali Andersen e Lavrinovič, sarebbe stato importantissimo Cusin. Ma i numeri sono questi. Per fortuna, però, qualcosa potrebbe cambiare, se è vero che alle ore 13, nella mensa della Scavolini, si è svolto un incontro dove si è parlato di un rinforzo. Non resta che attendere. Se sono rose fioriranno, se arriverà un giocatore lo vedremo.

Oggi, però, la squadra osserva un giorno di quasi… riposo.

“Facciamo un lavoro differenziato, di scarico, guidato dal professor Venerandi (il preparatore atletico della Vuelle; ndr). Domani faremo il minimo indispensabile. Dobbiamo avere grande capacità di equilibrio tra la proposta di allenamento e la situazione fisica della squadra. Ci alleniamo sabato mattina e andiamo a Bologna domenica mattina. In questo momento è determinante la capacità di recupero, l’attenzione e la gestione del recupero, ma è anche decisivo come ci poniamo. Non possiamo pensare ad allenamenti convenzionali, dobbiamo dosare lo sforzo e quindi le energie, perché il carico dell’allenamento non vada a pesare su quello della partita. Come potete notare dalla distribuzione dei minutaggi…”.

Lo sforzo fatto contro Siena è stato enorme. Vincendo, il corpo accetta meglio la fatica. In vista dell’impegno di domenica sera a Bologna (ore 20,45, diretta su Rai Sport 1 a Radio Città) può pesare di avere sofferto tanto?

“Questa è una risposta che arriva dai giocatori. Tempo fa dissi che era necessario fare un salto mentale che comprende diversi elementi. Questo momento è uno di questi elementi. A maggiore ragione in un periodo in cui si gioca ogni 72 ore, è determinante la capacità di metabolizzare la sconfitta, lo sforzo fatto con Siena e rigenerarsi su Bologna. Questo deve esserci dentro la testa di un giocatore quando si vuole fare un salto di qualità. Ci sono tanti giocatori che fanno canestro, che sanno difendere. A fare la selezione è il contestualizzare queste capacità. Oggi è il giorno dopo una partita importante, ma è anche l’antivigilia di un’altra partita altrettanto importante e difficile. La capacità di resettare da una parte e di rigenerarsi dall’altra sta dentro il contenitore della forza mentale. Se vogliamo fare un salto di qualità dobbiamo entrare in quest’ordine di idee, anche in ottica playoff. E’ una salto dovuto, quanto saremo capaci di farlo ci dirà quanto siamo cresciuti anche mentalmente”.

Proiettiamoci sulla Virtus, che è molto brava ad attaccare in velocità, ma assai imprecisa dalla grande distanza (169/563 da 3 punti). L’ingaggio del tiratore serbo Ivan Paunić, che ha giocato per Umberto Badioli, assistente di Dalmonte, a Ostenda potrebbe risolvere il problema.

“Bisogna limitare la loro corsa, ma anche le iniziative di Poeta, che il loro motore. Dobbiamo avere attenzione straordinaria sui pick&roll che consentono loro di guadagnare i vantaggi più tangibili e un occhio in più perché la partita di Paunić è proiettata sul virtuale… Magar era così anche quella di Kaukenas, ma avete visto che giocatore è”. Semplicemente fantastico. Sperando che il nuovo serbo della Virtus non imiti il lituano.

 

 

 

 

 

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