Alchimia del segno ed energia della forma, la mostra

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2 maggio 2012

PESARO – Venerdì 27 aprile, alle ore 21.00 presso il giardino di San Francesco, si è inaugurata la mostra “Alchimia del segno ed energia della forma”. In mostra le opere in legno dello scultoree emergente candelarese Marsilio Pianosi e le pitture ad olio su tela del pittore genovese Salvatore Belcastro.

Cosa accomuna i due artisti? Sicuramente il carattere (entrambi sono timidi ed introversi) e naturalmente la passione per l’arte; dal punto di vista artistico entrambi realizzano opere che imprigionano una grande forza energica.

Marsilio Pianosi, è un autodidatta. Dopo una vita lavorativa trascorsa a creare mobili in legno, con la pensione ha iniziato a creare sculture in legno di noce, olmo e tiglio. I suoi soggetti sono quelli quotidiani o religiosi; il suo capolavoro è la “Maternità” in cui l’artista mostra la padronanza della linea e della modulazione plastica. Ovunque voi la guardiate, girandoci attorno, non c’è un punto di vista privilegiato. Il cavallo ha una posizione antiaccademica e antinaturale, ma ciò attribuisce una maggior forza alla forma che l’artista cura nei minimi particolari levigando minuziosamente la superficie ed incidendo i particolari ad esempio della criniera. Interessante è anche il contrasto cromatico tra i materiali, il legno dell’opera e la pietra del piedistallo sbozzato irregolare. “Gli amanti: Venere e Marte” è un’opera che esalta la passione dell’eros: l’amore carnale che emerge prepotentemente nell’abbraccio due protagonisti.

Salvatore Belcastro è pure lui un pittore autodidatta. Ha imparato l’arte pittorica non tra i banchi di scuola ma attraverso l’osservazione della natura, dell’ambiente che lo circonda e attraverso lo studio delle opere d’arte! Aveva solo sedici anni quando ha iniziato a dipingere: “mi sentii attratto dai colori, dalla magia di certe sensazioni che sono coi miei pennelli sapevo e potevo esprimere”.

Guardando attentamente, ci accorgiamo che le sue opere sono un distillato delle sue esperienze visive che egli ha saputo assimilare ed elaborare creando un proprio stile pittorico che si caratterizza per la semplicità, freschezza e fantasia! Proprio per questo ho definito la sua arte il frutto di un procedimento alchemico.

I soggetti dell’artista sono quotidiani: donne, cavalli, qualche natura morta e paesaggi: il paesaggio della laguna genovese, in cui svetta gagliarda la Lanterna, simbolo di Genova; tanti i punti di vista da cui l’ha ritratta e, soprattutto, con luci diverse a seconda dell’ora. Spesso i colori e le luci sono anche frutto dello stato d’animo del pittore.

Enrica Marcenaro scrive: “la realtà dipinta da Belcastro non è una ricostruzione esatta, tipizzata o stilizzata del mondo; non è neppure un’interpretazione astratta. È “un’altra”la realtà che il pittore propone: un mondo…assomigliante a un rasserenante mistero di fiaba”. I luoghi in cui sono ambientate le composizioni di Belcastro sono frutto intellettuale della sua fantasia, in cui il dato reale è solo il punto di partenza del maestro.

Interessante è la tecnica che Salvatore utilizza: non fa studi preparatori, bozzetti o disegni ma gli fanno da guida solo pochi segni tracciati sulla tela che poi saranno ricoperti dal colore! Il “colore” è il protagonista dei suoi quadri: sono macchie che diventano una superficie di un palazzo o un cielo terso o un nuvolo; lo si vede soprattutto nelle ultime opere realizzate per la città di Gubbio, una serie di quadri dedicati alla festa dei ceri di Sant’Ubaldo, dove il pittore illustra la foga amorosa della folla nel rito ed il cielo perde i colori naturali per assumere il colore della passione di questo popolo in festa. Ecco che torna l’elemento religioso popolare. Dall’1 al 20 maggio questa serie è esposta a Gubbio: l’invito è quello – se volete farvi una piacevole gita – di visitare questa sua mostra egubina.

Nelle sue opere due sono i colori predominanti: il giallo ed il blu: secondo alcuni critici che lo conoscono bene, si tratta dei colori che egli vede affacciandosi dalla finestra del suo studio! Ma nelle ultime opere vi accorgerete che c’è un terzo colore che si afferma, il rosso, colore che rappresenta la passione.

La mostra rimane aperta fino domenica 13 maggio, con i seguenti orari: martedì, venerdì, sabato e domenica dalle 17 alle 19 e dalle 21,30 alle 23.

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