Di Domenico: “Politici? Prove tecniche di ribellione”

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2 maggio 2012

di Alessandro Di Domenico*

PESARO – Quando nascono Comitati Cittadini, o c’è un richiamo all’obiezione, ad esempio quella fiscale, oppure quando viene espresso un rifiuto diretto al mondo politico, credo che solo un’analisi superficiale porterebbe a sottovalutare questi fenomeni.

Da circa 15 anni svolgo attività politica, da otto anni sono Consigliere Comunale, sono stato Segretario Provinciale di partito e Consigliere Nazionale, ebbene, mi sono sempre definito un Cittadino prestato alla Politica e ho partecipato, ed anche promosso, iniziative di carattere popolare al di fuori delle Istituzioni e dagli ambiti partitici.

Alessandro Di Domenico

Il consigliere Pdl Alessandro Di Domenico

Sono solidale al ristoratore che ha assunto un’iniziativa davvero provocatoria, e per certi versi anche esemplare; sono sempre stato solidale alle associazioni e ai comitati di cittadini, spesso lavorandoci anche insieme, che volevano l’arretramento dell’autostrada, che hanno lavorato per il Porto di Pesaro, contro la chiusura di alcune sezioni delle scuole materne, per una migliore viabilità di Via Belgioioso, per il rispetto del diritto di vivibilità dei residenti, contro il casello di Santa Veneranda, o per la salvaguardia del centro storico, oppure con chi è contro l’ospedale a Fosso Sejore, o per il mantenimento dei servizi educativi comunali, insomma, con chi usa il buon senso in modo disinteressato e gratuito.

Sono stato l’unico esponente di centro destra che ha partecipato al primo V DAY dei gruppi locali di Beppe Grillo, ed ha dato disponibilità per la raccolta e le vidimazione delle firme per varie iniziative; insomma, come ho sempre sostenuto, laddove fallisce la politica nascono comitaticittadini ed iniziative contro le scelte di chi amministra, ed allora occorre necessariamente rifletteree fare autocritica.

In molti, in tanti, forse in troppi mi hanno sempre chiesto come facessi sopportare quell’ambiente “ovattato e impomatato” della politica partitica, e come, uno come me, che provenendo da un’esperienza come quella dello scautismo cattolico, facilmente in contrasto con certi meccanismi della politica, potesse rimanere dentro quell’ambito.

La risposta è una sola: credo nella forza e nella volontà del cambiamento, e tutti dovrebbero impegnarsi in prima persona perché questo si verifichi.

Molti ci hanno provato e alla fine ne sono usciti, forse accadrà anche a me, ma quando poi hai anche un mandato elettorale e risulti il più votato dei consiglieri di opposizione, allora la tua forza diventano i cittadini e chi ti ha eletto.

Quindi è per questo che rispetto tantissimo le iniziative dei cittadini, dei comitati e delle associazioni, e se la politica sapesse ascoltare di più, ad ogni livello, se la finirebbero con il criticare arbitrariamente e, facendo autocritica, farebbe un servizio per tutti e non solo per se stessi così come oggi emerge.

*Consigliere Comunale P.d.L.

 


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