Servizio Idrico, bollette pesaresi tra le più salate

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2 maggio 2012

PESARO – La bolletta annua per una famiglia (utenza domestica residente), per una famiglia che consuma 100 metri cubi di acqua in un anno, parla chiaro: l’incremento percentuale rispetto all’anno scorso, per Pesaro, è del 20,25%. Un rincaro che pone la nostra città al quarto posto in Italia dopo Lecco, Lodi ed Enna.

La 10° Indagine sul servizio idrico integrato, che viene presentata, è stata realizzata dal C.R.E.E.F – Centro Ricerche Economiche, Educazione e Formazione della Federconsumatori Nazionale e si propone di fornire ai cittadini consumatori, alle strutture della Federconsumatori ed all’Associazionismo nel suo insieme, alle istituzioni, alle Autorità di A.T.O., ai gestori, alla nuova Autorithy acqua ed energia ed al Ministero Dell’Ambiente, un quadro di conoscenza sulle tariffe e sull’evoluzione intercorsa da 15 anni ad oggi. Periodo durante il quale sono state realizzate diverse indagini a campione sul servizio idrico integrato e sulle tariffe.

La presente Indagine campionaria è stata realizzata con elaborazione dei dati rilevati tra Novembre 2011 e Marzo 2012.

I dati sono stati richiesti attraverso un questionario strutturato alle A.T.O. esistenti in Italia, o in alcuni casi ai gestori; in altri casi i dati sono stati rilevati direttamente dai siti intenet delle ATO e dei Gestori del servizio idrico integrato.

Complessivamente i dati disponibili per l’Indagine si riferiscono ad un totale di 105 città capoluogo di provincia italiane su 113, pari al 93% del totale (considerando le 110 province più tre città doppie: Massa e Carrara, Forlì e Cesena, Pesaro e Urbino).

Si tratta, quindi, di un campione estremamente significativo e rappresentativo, quasi corrispondente al totale del campione costituito dalle città capoluogo di provincia.

Struttura tariffaria per il servizio idrico adottata dalle A.T.O. per l’anno 2011

Si può verificare una certa omogeneità nella struttura tariffaria; in tutte le città infatti viene applicata una quota fissa, diverse tariffe per il servizio acquedotto applicate secondo fasce di consumo, una tariffa per il servizio di fognatura ed una per il servizio di depurazione.

La quota fissa (ex nolo contatore), viene richiesta in tutte le città tranne che a Campobasso, Cosenza e Venezia e va da un minimo di 4 € a Bolzano ad un massimo di € 72 a Gorizia (a fronte di un dato medio del campione di € 19,50 per le utenze domestiche).

La tariffa per il servizio acquedottistico prevede tariffe differenziate per fasce di consumo con una tariffa agevolata per i consumi bassi e tariffe più elevate al crescere dei consumi. La fascia di “consumo agevolata” varia da un minimo di 20 m3 a Ascoli e Fermo ad massimo di 150 m3 a L’Aquila, Novara e Verbania e di 165 m3 per Campobasso.

Tutte le città (tranne Biella e Pavia, che hanno un’unica tariffa indifferenziata applicata cioè a tutto il consumo fatturato), prevedono almeno tre fasce di consumo (agevolata, base e eccedenza 1): in una quota significativa di città esiste anche una quarta fascia tariffaria e di consumo (eccedenza 2 in 79 su 105); in un numero minore di città è prevista anche una quinta fascia tariffaria (eccedenza 3 in 42 città su 105).

Le fasce normalmente sono fisse e indipendenti dal numero dei componenti del nucleo familiare. Tuttavia in nove città (Bologna, Carrara, La Spezia, Lecco, Massa, Napoli, Rovigo, Siracusa e Terni) si è applicata la cosiddetta tariffa pro capite: le fasce di consumo cui si applicano le tariffe non sono fisse ma variano seconda del numero dei componenti il nucleo familiare. E’ una tendenza in crescita perchè è una struttura tariffaria che non penalizza le famiglie numerose e consente di applicare tariffe per disincentivare i veri sprechi, cioè consumi eccentrici rispetto alla propria tipologia famigliare.

Nella quasi totalità delle città è prevista una tariffa di fognatura ed una tariffa di depurazione applicate alla totalità dei consumi misurati. Fanno eccezione Alessandria, Carrara, Cremona, La Spezia, Latina, Massa, Perugia e Pisa nelle quali è prevista l’applicazione di tariffe a fasce di consumo anche per il servizio di fognatura e depurazione.

 Bolletta 2011 per 200 m3

Dai dati riferiti alle 105 città campione emerge che per un consumo annuo pari a 200 m3 l’utente domestico paga mediamente 313,41 € all’anno, il che significa che il servizio idrico integrato, cioè l’insieme dei servizi di acquedotto, fognatura e depurazione più l’IVA costa mediamente € 1,57 per m3 di acqua misurata.

Naturalmente la media nasconde realtà significativamente diverse; infatti a Milano e Isernia la bolletta annua è rispettivamente di € 134 e di € 126 (0,67 e 0,63 € a m3), mentre a Firenze, Pistoia e Prato si spende per la stessa quantità di acqua 503,03 € (2,52 € al m3). Le città più vicine alla media sono Ascoli e Fermo con 313,17 € (1,56 € a m3), seguite da Bologna, Padova e Piacenza (312 € di bolletta annua per un costo a m3 di € 1,56).

Pertanto, parametrato a 100 il costo di Isernia (segue Milano), che è il più basso, il costo di Roma è pari a 187,67 (quasi il doppio di Milano e Isernia), il costo di Venezia è pari a 191,62, il costo di Napoli è pari a 278,28, il costo di Torino è pari a 221,97, il costo di Cagliari (e delle altre città capoluogo di provincia della Sardegna) è pari a 238,05, il costo di Bologna è pari a 247,52 (tre volte e mezzo quello di Milano), il costo di Palermo è pari a 262,46, quello di Genova è 310,24 (tre volte il costo di Milano e Isernia), il costo di Bari (e delle altre città pugliesi) è pari a 282,50 e infine quello di Firenze è pari a 398,66. Quindi rispetto alla città meno cara (Milano) quella più costosa (Firenze) ha una bolletta superiore quasi di 4 volte.

Nella successiva tabella n. 3 sono riportate le 10 città più care confrontate con le 10 città meno care.


Confronto Bolletta 200 m3 per 2010 e 2011

Nella Tabella n° 2 per le città per le quali è stato possibile effettuare il confronto tra la bolletta 2010 e la bolletta 2011 relativamente ai consumi annui pari a 200 m3 è di 92 città, tenuto conto che il confronto è possibile solo per quelle città per le quali sono disponibili sia i dati 2010 che quelli 2011. Per questo campione di città la media della bolletta 2010 è pari a 304 €, la media 2011 per le stesse città invece è pari a 326,5 €. Quindi tra il 2010 e il 2011 la bolletta relativa a consumi annui di 200 m3 è aumentata in assoluto mediamente di 22 € pari ad un aumento percentuale del + 7,43% (si noti che la media riferita al campione complessivo di 105 città è invece pari a 313,41 € nel 2011 come riportato nella precedente tabella 1 a causa del fatto che evidentemente nel campione più ristretto sono maggiormente rappresentate città più care)

Rispetto alla media tra le 92 città confrontate va segnalato che in alcune città non risultano aumenti tra il 2010 e il 2011: Agrigento, Palermo, Lucca, Treviso, Mantova, Cremona, Salerno, Napoli e Bergamo.

In alcune città invece gli aumenti tra il 2010 e il 2011 sono sensibilmente superiori all’aumento medio.

A Lecco, Lodi, Carrara e Massa gli aumenti dal 2010 al 2011 sono superori al 20% (per Lecco in particolare tra il 2010 e il 2011 le tariffe sono triplicate).

Ad Aosta, Pesaro, Milano, Teramo, Viterbo, Venezia, Vicenza, Roma, Enna, Siracusa, Novara, Macerata, Reggio Emilia, Pisa e Cuneo gli aumenti dal 2009 al 2010 sono tra il 10% e il 20%.

In una città, Sondrio, risulta una diminuzione delle tariffe nel 2011 rispetto al 2010.

L’aumento maggiore in termini assoluti, pari a 170 €, si è registrato a Lecco.

Le città più care nel 2011 risultano essere:

Firenze, Pistoia e Prato (503,03 €) che erano le città più care anche nel 2010; seguono Arezzo, Grosseto, Siena, Pesaro, Urbino e Livorno.

Agrigento, con € 465,96, non avendo modificato le tariffe rispetto al 2010, è passata dal 4° al 10° posto.

A seguire vengono poi le altre città Toscane (Pisa, Massa e Carrara) e alcune città dell’Emilia Romagna (Reggio Emilia, Ravenna, Cesena, Forlì, Ferrara e Parma)

Le città più economiche sono Monza, Bergamo, Cosenza, Varese, Sondrio, Udine, Campobasso, Milano e Isernia (in queste città per un consumo di 200 m3 la bolletta è compresa tra 100 e 200 euro annui).


Bolletta 2011 per 200 m3 – Città più e meno care

Le 10 città più care in Italia sono: Firenze, Pistoia, Prato, Arezzo, Grosseto, Siena, Pesaro, Urbino, Livorno e Agrigento. Tra le 10 città più care 7 sono città toscane e 2 marchigiane.

Le 10 città meno care in Italia sono: Como, Monza, Bergamo, Cosenza, Varese, Sondrio, Udine, Campobasso, Milano e Isernia. Tra le 10 città meno care 6 sono città lombarde.

 

 


Bolletta 2011 per 200 m3 – dati ordinati per regione

Di seguito si riporta una tabella che riporta la bolletta media per regione, calcolata come media aritmetica delle bollette delle città capoluogo di Provincia.

Come si vede la Regione con la bolletta più elevata è la Toscana seguita da Umbria, Emilia Romagna e Marche.

Le Regioni con la bolletta meno cara sono Lombardia, Calabria e Molise.

TABELLA N° 4

La regione più cara (Toscana) mediamente ha una bolletta tre volte più elevata della Regione meno cara (Molise)

TABELLA N° 5

Bolletta 2011 per 200 m3 di consumo con dettagli

Come si è visto nella precedente tabella 1 il costo medio della bolletta del servizio idrico integrato relativo a un consumo annuo di 200 m3 è pari a 313,41 € (1,57 € al m3); al totale della bolletta concorrono 5 diverse componenti: la quota fissa, il costo del servizio acquedottistico; il costo del servizio di fognatura, il costo del servizio di depurazione e l’IVA (pari al 10% dell’imponibile). Mediamente la quota fissa rappresenta il 6,22% della bolletta per un costo medio di 19,50 €; il costo del servizio acquedotto rappresenta mediamente il 46,97% del totale per un costo medio di 147,20 €; il costo del servizio di fognatura è mediamente pari all’11,85% del totale per un importo di 37,14 € e la depurazione è mediamente pari al 25,87% del totale per un importo medio di 81,07 €. Rispetto all’andamento medio sopra indicato si possono indicare alcune eccezioni: a Gorizia per esempio è significativo il peso della quota fissa sul totale, più di ¼; le città nelle quali il peso del servizio acquedottistico è superiore al 50% del costo totale sono: Agrigento, Pesaro e Urbino, Livorno, Pisa, BARIRavenna, Ferrara, Cesena e Forlì, Parma, Enna, Bari (e le altre città capoluogo di provincia pugliesi), Rimini, BIELLAAsti, LA SPEZIA Ancona, Modena, PADOVABologna, Benevento, ASCOLIRieti, Viterbo, VICENZAL’aquila, Napoli e Cosenza.CHIETI

In alcune città il costo del servizio depurazione è superiore al costo del servizio acquedotto (Milano, Udine, Verona, Roma, Bolzano, Trento, Novara, Aosta, Isernia, Belluno).

In 9 città Bologna, Carrara, La Spezia, Lecco, Massa, Napoli, Rovigo, Siracusa e Terni risultano applicate tariffe pro capite per le utenze domestiche residenti, incentivando con le tariffe il risparmio idrico e penalizzando gli sprechi, garantendo più equità nella distribuzione dei costi. La tariffa pro capite viene generalmente determinata considerando fasce di consumo diversificate a seconda del numero dei componenti il nucleo familiare. Questo consente di determinare per ciascuna tipologia familiare i consumi agevolati e quelli eccedentari, consentendo una taratura più fine delle tariffe.

Nella successiva tabella n. 6 sono riportate le città più care per servizio confrontate con le città meno care.


Bolletta 2011 per 200 m3 di consumo con dettagli – città più e meno care

La quota fissa più elevata viene pagata in bolletta a Gorizia (€ 72,48); la quota di bolletta relativa al servizio acquedotto è più alta a Agrigento (€ 313,60); la quota fognatura più elevata viene pagata a Massa e a Carrara (€ 142,01); la quota di bolletta relativa al servizio depurazione è più alta a Pisa e Genova (€ 118,78 e € 118,11).

La quota fissa più bassa viene pagata a Venezia, Cosenza e Campobasso (€ 0); la quota di bolletta relativa al servizio acquedotto è più bassa a Milano (€ 30,35); la quota fognatura meno elevata viene pagata a Isernia (€ 3,62); la quota di bolletta relativa al servizio depurazione è più bassa a Arezzo (€ 23,80).

TABELLA N° 1 Bis

Bolletta 2011 per 100 m3

Dalle 105 città campione della 10° Indagine Nazionale sul servizio idrico integrato emerge che per un consumo annuo pari a 100 m3 l’utente domestico paga mediamente nel 2011 138,40 € all’anno il che significa che il servizio idrico integrato, l’insieme dei servizi di acquedotto, fognatura e depurazione più l’IVA costa mediamente € 1,38 a m3 di acqua misurata (il costo medio per 100 m3 è inferiore al costo medio calcolato sulla Bolletta di 200 m3 (vedi Tabella 2A) in quanto pesa maggiormente la tariffa agevolata). Comunque osservando i valori della media di queste città si può dedurre che in città come Isernia la bolletta annua è di € 59,57 (0,60 € a m3), seguita da Milano con € 61,30 (0,61 € a m3), Campobasso con € 78,68 (0,79 € a m3), da Como con € 78,87 (0,79 € a m3), da Varese € 80,03 (0,80 € a m3), mentre a Pisa, per la stessa quantità di acqua consumata, si spende 225,69 € (2,26 € al m3), seguita da Arezzo con 213,53 € (2,14 € a m3), da Grosseto e Siena con 211,21 € (2,11 € a m3) e da Enna e Agrigento con 207 € (2,08 € a m3). Le città che si collocano sulla linea mediana sono: Potenza e Matera con una spesa di 137,50 € (1,38 € a m3), e Bari (con le altre città pugliesi con 139,53 € (1,40 € a m3). Pertanto parametrato a 100 il costo di Isernia, il costo di Milano è pari a 103, il costo di Roma è pari a 182, il costo di Napoli è pari a 251, il costo di Torino è pari a 207, il costo di Palermo è pari a 238, il costo di Bologna è pari a 186,5, il costo di Cagliari è pari a 213, ovvero il poco più del doppio della spesa di Isernia, a Venezia 132, a Genova 311,5, il costo di Bari è pari a 234 e quello di Pisa è pari a 379. Quindi rispetto alle città meno care (Isernia e Milano) quella più costosa (Pisa) ha una bolletta superiore di quasi 4 volte.


Confronto Bolletta 100 m3 per 2010 e 2011

Nella Tabella n. 2B viene realizzato il confronto tra la bolletta 2010 e la bolletta 2011 relativamente a consumi annui pari a 100 m3; tale confronto è realizzato per 92 delle 105 città campione 2011, prendendo in considerazione solo quelle città per le quali sono disponibili sia i dati 2010 che quelli 2011. Per questo campione ridotto di città la media della bolletta 2011 è pari a € 144,44 (sul campione di 105 città la media è invece risultata pari a 138,40 €), la media 2010 è pari a 134,63 € quindi tra il 2010 e il 2011 la bolletta relativa a consumi annui di 100 m3 è aumentata in assoluto mediamente di 10 € pari ad un aumento percentuale del + 7,29%. Rispetto alla media va segnalato che in alcune città non risultano aumenti tra il 2010 e il 2011 (Agrigento, Bergamo, Cremona, Lucca, Mantova, Napoli, Palermo, Salerno e Treviso). In alcune città invece gli aumenti tra il 2010 e il 2011 sono sensibilmente superiori all’aumento medio.

Per es. a Lecco, Lodi, Enna e Pesaro si è verificato tra il 2010 e il 2011 un aumento superiore al 20%; a Aosta, Venezia, Roma, Imperia, Reggio Emilia, Teramo, Parma, Viterbo, Milano, Asti, Siracusa, Novara e Vicenza gli aumenti sono tra il 10 e il 20%.

La città più cara sia nel 2010 che nel 2011 risulta essere Pisa (225,69 € nel 2011) seguita da Arezzo, Grosseto, Siena, Enna, Agrigento, Reggio Emilia, Firenze, Prato, Pistoia e Ferrara, tutte città in cui si paga una bolletta annua per 100 m3 superiore a 200 € annui.

Bolletta 2011 per 100 m3 di consumo con dettagli

Dalla tabella n. 1B si è appurato che il costo medio della bolletta del servizio idrico integrato relativo a un consumo annuo di 100 m3 è pari a 138,40 € (1,38 m3); come per i 200 m3 al totale della bolletta concorrono 5 diverse componenti: la quota fissa, il costo del servizio acquedottistico; il costo del servizio di fognatura, il costo del servizio di depurazione e l’IVA (pari al 10% dell’ imponibile). Mediamente la quota fissa rappresenta il 14,02% della bolletta per un costo medio di 19,40 €; il costo del servizio acquedotto rappresenta mediamente il 35,25% del totale per un costo medio di 48,78 €; il costo del servizio di fognatura mediamente pari al 12,98% del totale per un importo medio di 17,96 € e la depurazione è mediamente pari al 28,67% del totale per un importo medio di 39,67 €. Rispetto all’andamento medio sopra indicato si possono indicare alcune eccezioni: come per il 2009 e il 2010 (e come anche per la bolletta per 200 m3) a Gorizia è determinante il peso della quota fissa sul totale, più della metà; in molte città il costo del servizio depurazione è superiore al costo del servizio acquedotto: Terni, Rovigo, Perugia, Padova, Vicenza, Lecco, Palermo, Novara, Trento, Ascoli, Fermo, Belluno, Torino, Mantova, Treviso, Verona, Bologna, Aosta, Pordenone, Lucca, Roma, Venezia, Brescia, Bolzano, Udine, Imperia, Monza, Bergamo, Sondrio, Savona, Varese, Como, Milano, Isernia.

Le città nelle quali il peso del servizio acquedottistico è superiore al 50% del costo totale sono:

Agrigento, Ferrara, Cosenza.

Considerazioni sulle tariffe idriche a confronto

Possiamo soltanto constatare l’infinità di diversificazioni esistenti fra le tariffe applicate nelle varie città, sia come importo unitario, sia soprattutto come struttura delle tariffe.

E’ noto che queste diversità possono trovare spiegazione in un moltitudine di fattori: dall’assetto idrogeologico, alla concentrazione degli utenti serviti, dai km di rete gestita, alla quantità di acqua distribuita, dalla qualità dell’acqua erogata, ai costi di potabilizzazione, dai costi di gestione , alle perdite sulla rete. Dal livello degli investimenti, dalla minore o maggiore efficienza di chi eroga il servizio, dal regolamento e carta del servizio in vigore, dai piani di ambito e tariffari adottati, dall’adozione delle tariffe sociali e pro capite.

Le diversità nascono anche dai provvedimenti normativi assunti dal C.I.P.E., dalle amministrazioni locali infine dalle stesse ATO con l’approvazione dei piani tariffari di ambito.

Certo dopo all’attribuzione delle competenze di regolazione del servizio idrico all’Autorità indipendente nazionale (da noi richiesta da 8 anni), ci si attende che la stessa Autorità, con il coinvolgimento di tutte le parti interessate, giunga finalmente alla definizione di un nuovo metodo tariffario, disciplinandone la metodologia e i criteri di calcolo delle tariffe idriche, dando applicazione all’esito referendario, e sulla base di criteri trasparenti che chiariscano le ragioni che giustificano gli incrementi tariffari e stabilendo parametri che consentano di determinare un rapporto ottimale tra i costi e la qualità del servizio erogato ai cittadini.

Una Autorithy che emani norme tese ad omogeneizzare fasce di consumo e tariffe poiché le forti differenze esistenti richiedono una graduale riduzione della forbice esistente, ma soprattutto una omogenea giustificazione metodologica. Oltre a ciò che intervenga a fronte di comportamenti vessatori nei confronti degli utenti con sanzioni ai gestori e alle nuove ATO.

GRAFICO N° 1

2000 – 2011 Costo medio della bolletta

Acqua: spesa media annua per utenza domestica

( consumo 200 mc)

 

 

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