Forte con le forti, debole con le deboli

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7 maggio 2012

PESARO – C’è chi ha la fobia dei numeri e spiega che sono freddi, asettici e non possono descrivere i sentimenti, l’anima, e quindi le persone. Molti critici premettono subito di diffidare dalle cifre, dalle statistiche.

Scavolini Siviglia-Pistoia Memorial Ford 2011

La Scavo Siviglia al completo (foto Marco Giardini)

Non facciamo parte di questa corrente. Amando gli sport americani, dal baseball al basketball al football, ci è sempre piaciuto fare riferimento ai numeri per conoscere meglio, e quindi provare a capirla, o almeno a interpretarla, una squadra.

I numeri che vi proponiamo raccontano che il sesto posto al termine della stagione regolare è la giusta collocazione per la Scavolini Siviglia.

Da sempre, in quasi tutti gli sport, i campionati si vincono con le più forti, ma si perdono con le più deboli.

Fermatevi un momento al calcio, al freschissimo scudetto della Juventus e al secondo posto del Milan. La Juve – imbattuta in campionato, ma stando ai numeri non in stagione, visto che per accedere alla finale di Coppa Italia è stata costretta a disputare i tempi supplementari partendo dalla vittoria nella gara di andata a San Siro, e quindi perdendo con lo stesso punteggio la gara di ritorno – ha conquistato il tricolore perché è stata bravissima contro le più forti. Eppure ha rischiato di gettare al vento un campionato che, da qualunque angolo lo si guardi, anche da dentro la porta di Buffon mentre la palla di Muntari supera la linea, ha quasi dominato. Lo ha fatto quando ha lasciato per strada punti a Genoa, Cagliari, Lecce, Bologna (andata e ritorno), Parma.

A darle una mano ci ha pensato il Milan, che, una volta recuperato lo svantaggio e andato in testa, ha dilapidato il capitale perdendo in casa con la Fiorentina in lotta per non retrocedere e pareggiando con il Bologna. Cinque punti, che ancora oggi la collocherebbero al vertice della serie A.

Questa premessa per parlarvi del sesto posto della Scavolini Siviglia, che è stata a un passo dalla quarta piazza e si è ritrovata seduta sull’ultimo dei gradini della scala a sua disposizione.

I numeri della stagione regolare raccontano che la Vuelle ha vinto 11 delle 16 partite in casa, 8 delle 16 fuori.

Abbiamo diviso in due la classifica e lasciato fuori dai due tronconi la Sidigas per la parte alta e la Vanoli Braga per quella bassa, inserendo sempre come ottava dei gruppi la squadra di Luca Dalmonte.

Esaminando le partite del primo gruppo (Siena, Milano, Cantù, Sassari, Bologna, Pesaro, Venezia e Varese), abbiamo verificato che nella speciale classifica ha fatto meglio di tutte l’EA7 Emporio Armani (10 vittorie e 4 sconfitte), seguita da Siena e Pesaro (8-6); quindi con bilancio in equilibrio (7-7), Cantù, Bologna e Venezia. Sassari, che ha chiuso al quarto posto, nel mini campionato a otto, sarebbe addirittura settima (5-9). Ultimissima la Cimberio Varese (4-10). Pensate, nel confronto tra le migliori, la Vuelle è terza!

Tutto questo per dire che la Scavolini Siviglia ha sperperato con le più deboli quanto strappato alle più forti. Già, perché il bilancio dei biancorossi contro le ultime sette (Biella, Treviso, Roma, Teramo, Montegranaro, Caserta e Casale Monferrato) è uguale a quello registrato con le squadre di vertice: 8-6. Anche per colpa delle sconfitte casalinghe con Caserta e Montegranaro (con bis in trasferta).

Non è per caso che Siena ha chiuso in vetta anche il 2011/12. I campioni d’Italia vantano un 12-2 contro le ultime, sconfitti in casa da Caserta e a Roma. Milano, che pure ha perso a Biella, Caserta e Teramo e in casa con la Benetton, è 10-4, e così Cantù.

Sassari, invece, ha percorso netto in casa (7 su 7) e ha vinto a Roma, Biella, Casale e Caserta. Il bilancio è di 11-3.

Bologna ha vinto 4 volte lontano dal PalaUnipol (Roma, Montegranaro, Caserta e Casale), facendo come Sassari in casa, per un totale di 11-3.

A prescindere dalle opinioni, dalle discussioni sulla squadra corta e stanca, i numeri fotografano la realtà e spiegano perché Pesaro ha chiuso al sesto posto e disputerà i quarti di finale dei playoff contro la Bennet, che a pochi secondi dalla fine era ancora seconda.

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