Il coach va di corsa, Cioppi ha concluso la Colle Mar-athon

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7 maggio 2012

PESARO – Dal parquet di Frosinone alle strade sulle dolci colline metaurensi. Dalla delusione per una sconfitta che brucia ancora (76-73), all’orgoglio per avere portato a termine la decima Colle Mar-athon, maratona internazionale da Barchi a Fano.

Stefano Cioppi

Stefano Cioppi, l'allenatore-maratoneta (foto dailybasket.it)

Il protagonista dell’impresa – perché come racconteremo fra poco di impresa si tratta – è Stefano Cioppi, allenatore pesarese della Fileni Jesi militante in Legadue. Hanno concluso la gara in 896. Stefano è giunto 442° in 3 ore e 55 minuti. Non male per uno che era alla prima maratona e soprattutto si era presentato alla partenza dopo una notte in bianco.

“Sabato sera abbiamo giocato a Frosinone, contro la Prima Veroli, perdendo di tre punti e sbagliando il tiro del pareggio a fil di sirena. Eravamo a caccia di una vittoria che ci garantisse i playoff. Invece, dopo la sconfitta sono arrivate altre delusioni: i risultati maturati nelle altre partite ci hanno fatto chiudere la stagione escludendoci dai playoff… In verità, con una squadra giovane pure ricca dell’esperienza di Maggioli e Hoover, il nostro obiettivo iniziale era la salvezza, guadagnata con notevole anticipo e a dispetto di chi a novembre ci pronosticava già retrocessi…”.

Non bastasse la sconfitta, si è aggiunta la difficoltà di un giocatore jesino, il playmaker americano Richard McConnell, a espletare la formalità dell’antidoping, obbligando la comitiva jesina a lasciare il palasport laziale solo alla mezzanotte. Una notte in viaggio, con dentro la delusione per la sconfitta e l’adrenalina per non avere centrato i playoff che avrebbero ripagato le fatiche di una stagione di coach Cioppi e di tutto il gruppo.

“Siamo arrivati a Jesi alle 4 del mattino. Ho preso l’auto e sono tornato a casa mia, a Pesaro. Mi sono allungato un’oretta, ho fatto colazione e poi di nuovo al volante, diretto a Barchi. La mia intenzione era di provare a correre tutta la maratona. Forse sarà stata l’adrenalina che mi ha sostenuto, ma sono riuscito nell’intento. Ho tagliato il traguardo dopo 3 ore 54 minuti e qualche secondo. E’ stato bellissimo! Dopo la partenza, per circa 30 chilometri, sono andato molto bene e malgrado un po’ di preoccupazione perché era la mia prima maratona, mi sono addirittura divertito correndo. Il percorso è straordinario, l’organizzazione semplicemente super. Le difficoltà sono arrivate in discesa, da San Costanzo al ponte sul fiume Metauro. Gli ultimi 7 chilometri sono stati di vera crisi, ma ho resistito e sono felice di esserci riuscito. Dopo la delusione del sabato sera, una domenica positiva, anche se il lunedì è durissimo e ho difficoltà a piegare le gambe…”.

Il suo dovrebbe essere un esempio per i giocatori…
“Non ne hanno bisogno, i ragazzi hanno corso tantissimo durante tutto l’anno. Il gruppo è giovane, ma molto coeso. Abbiamo lavorato bene insieme, nessuno si è tirato indietro. Certo, se dicessi loro di correre per 40 chilometri, non lo farebbero, ma grazie al loro impegno ci siamo salvati tranquillamente”.

La incontro spesso sulla pista ciclabile. Si allena tutti i giorni?
“Un giorno sì e uno no. Correre mi piace, è un’importante valvola di sfogo contro lo stress della mia professione. Amo correre sulla pista ciclabile del mare, arrivare sino a Fano: il percorso è molto bello, corri e vedi il mare, la spiaggia. Ma anche la Panoramica San Bartolo è ricca di fascino. A Pesaro siamo molto fortunati, non ci manca niente”.

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