PesaroFano Italservice, Cavanhi: “Qui sono stato benissimo. Non conosco il futuro”

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8 maggio 2012

PESARO – Bologna-Madrid e poi Madrid-Florianópolis. Luciano Cavanhi è il primo calciatore dell’Italservice PesaroFano a tornare in patria. Ancora non si sa se quello del portiere originario del sud del Brasile è un addio o un arrivederci. Aspettando il giorno delle decisioni definitive, i biancorossi-granata vogliono dirgli grazie. Per quello che ha fatto dentro ma anche fuori dal campo.

luciano cavanhi

“Sono io che dico grazie a voi – dichiara Luciano Cavanhi prima di imbarcarsi per il lungo viaggio intercontinentale – Da voi mi sono trovato benissimo. Ho conosciute persone bravissime e soprattutto serie e oneste. Sono stracontento di questa stagione al PesaroFano”.

 

Anche dal punto di vista sportivo, vero? D’altronde il campionato s’è protratto fino ai playoff di A2, abbandonati senza sconfitte ma solo in virtù d’un peggior piazzamento in stagione regolare. “Eravamo qualificati fino a 19 secondi dalla fine – racconta Cavanhi riferendosi al 3-3 di Cagliari maturato nei supplementari dopo lo 0-0 del palaFiera – C’è un po’ di rammarico ma anche la consapevolezza di aver lottato alla pari con una squadra, quella sarda, che a priori era stata allestita per vincere il campionato direttamente. Il momento più bello e quello più brutto della stagione? Beh, il più brutto quando abbiamo rimediato due o tre sconfitte di fila che potevano mettere in dubbio la nostra salvezza diretta. Il più bello dopo aver vinto la gara col Domus Chia. Vero che affrontavamo il fanalino di coda, ma è con quei tre punti che abbiamo avuto la certezza della salvezza, che poi era l’obiettivo stagionale. Chiaramente il raggiungimento dei playoff ci ha riempito di gioia. Un momento storico per la società che mai li aveva colti”.

 

Che farà adesso Cavanhi? “Non lo so – la risposta vaga – Intanto vado in Brasile, a Florianópolis dove abitano i miei genitori, e mi godo la sosta di quattro mesi. La mia idea sarebbe quella di aprire un’attività, precisamente un ristorante. Se ce la faccio a breve smetto col calcio a 5, altrimenti torno in Italia”.

 

L’auspicio è che possa tuffarsi nella nuova avventura dal prossimo anno. Il futsal italiano ha bisogno di un guardiano come lui che, a dispetto delle 36 primavere, ancora salta da un palo all’altro come un grillo a difendere la propria porta con manone prodigiose. Ciao Luciano. Anzi, speriamo arrivederci.

 

 

Ulteriori info su www.pesarofano.it .

 

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