Varotti: “Pesaro è l’unico Comune contro il turismo”

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8 maggio 2012

PESARO – “Bene hanno fatto i consiglieri comunali Di Domenico e Biagiotti ad evidenziare che basterebbero pochi e semplici accorgimenti per tagliare sprechi inutili e, quindi, ridurre il peso delle tasse che il sindaco Ceriscioli e la sua giunta hanno deciso di far pagare a cittadini e imprese”.

Amerigo Varotti, direttore Confcommercio Pesaro e Urbino

Amerigo Varotti, direttore Confcommercio Pesaro e Urbino

Amerigo Varotti, direttore provinciale di Confcommercio, all’indomani del successo conseguito a Gabicce Mare da Associazione Albergatori e Confcommercio con la non introduzione della Tassa di soggiorno e che conferma l’analoga vicenda che ha visto responsabilmente il Comune di Fano a revocare la già deliberata tassa, rivolge la sua attenzione sul Comune di Pesaro, “l’unico Comune della Provincia che ha lavorato e deliberato contro il turismo e contro gli imprenditori turistici trattati solo come mucche da mungere”.

“E’ dal mese di novembre, dopo la grande manifestazione ed il corteo pubblico contro la tassa di soggiorno – continua Varotti – che invitiamo gli enti locali a ridurre i costi gestionali, i costi della politica, gli sprechi inutili. Invece il sindaco ed il Comune di Pesaro han preferito tassare pesantemente cittadini e imprese per far quadrare il proprio bilancio senza effettuare tagli e risparmi. In ogni famiglia quando diminuiscono le entrate si riducono i costi e si elimina il superfluo. A Pesaro no: basta mettere nuove tasse e tutto si risolve!”

“Ma imprese e cittadini non ne possono più – chiosa il direttore di Confcommercio Pesaro e Urbino – non sono in grado di sopportare le tasse che il Comune ha sfrontatamente deciso di applicare. E’ ora che si taglino costi e sprechi. Che senso ha avere 11 assessori quando città con quattro volte la popolazione di Pesaro ne hanno 3 o 4 in meno? Quale è l’utilità del direttore generale e di tanti dirigenti con i loro premi di produttività? A cosa servono tutte quelle commissioni consiliari ed il numero delle loro riunioni? Come è pensabile non tagliare i costi dell’Ufficio di Gabinetto del sindaco? A Pesaro non si affronta il problema: si tosano e tassano cittadini e imprese che non ne possono più. Poi magari si piangono lacrime di coccodrillo se qualche piccola impresa chiude i battenti soffocata dalle tasse o diminuiscono le presenze ed i ricavi turistici”.

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