Marito geloso maltratta la moglie per anni: arrestato

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10 maggio 2012

Violenza su donna

PESARO – Arrestato per maltrattamenti familiari. L’ufficio Minori della Questura di Pesaro e Urbino, in esecuzione di un provvedimento di custodia cautelare in carcere, ha tratto in arresto un cittadino marocchino di anni 40, residente a Pesaro, regolare sul territorio nazionale, disoccupato, indagato per maltrattamenti familiari.

La vicenda riguarda un nucleo familiare marocchino composto dai coniugi con un figlio di 7 anni, dove la donna, una 30enne operaia, solo recentemente ha trovato il coraggio di recarsi in Questura per denunciare un sistema di vita caratterizzato da maltrattamenti, violenze e segregazione, seppure terrorizzata dalla possibilità che il marito potesse in qualche modo venire a conoscenza della sua iniziativa e sottoporla a ritorsioni.

La straniera, nella circostanza, riferiva ai poliziotti di aver patito, durante l’intera vita matrimoniale, le condotte violente del marito, persino quando si trovava in stato di gravidanza.

In particolare ha raccontato di essere rimasta vittima di veri e propri pestaggi, nel corso dei quali il consorte, accecato da una esasperante gelosia, la attingeva con calci e pugni e la colpiva con un bastone. Il figlio della coppia, come detto di soli 7 anni, si trovava costretto ad assistere a tali scene ed in più occasioni tentava di difendere la madre frapponendosi al padre.

La donna per lungo tempo aveva tenuto nascosto il proprio triste stato, sia per timore del consorte ma anche per vergogna.

La successiva attività investigativa esperita dall’ufficio Minori consentiva di acquisire elementi di riscontro alle dichiarazioni della donna, provocando l’emissione da parte dell’autorità giudiziaria di un provvedimento cautelare di allontanamento dell’uomo dall’abitazione familiare, finalizzato a salvaguardare la moglie e il figlio minore dalle sue violenze. Ciò nonostante l’uomo continuava a tentare di avvicinare la consorte, presentandosi alla sua abitazione, anche nel cuore della notte, suonando insistentemente il campanello e pretendendo di entrare.

Per tale motivo l’autorità giudiziaria, anche in considerazione dei deleteri effetti per la serenità del bambino provocati da tale situazione, aggravava la misura, disponendo la custodia cautelare del cittadino marocchino che, tratto in arresto dall’ufficio Minori con la collaborazione della squadra mobile, veniva condotto presso la casa circondariale di Villa Fastiggi dove ora è rinchiuso.

L’ufficio Minori della Questura conferma, quindi, il proprio ruolo di importante punto di riferimento per tutte le donne maltrattate, spesso in ambito familiare, che sempre più di frequente non esitano ad infrangere il muro di omertà e di paura per denunciare la loro condizione di disagio e chiedere aiuto al personale altamente qualificato e sensibile a tali tematiche che vi presta servizio, con una media di 60 segnalazioni per maltrattamenti o atti persecutori all’anno.

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