Fano Yacht Festival, il sipario è blu… Marche 2013

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14 maggio 2012

FANO – Si è chiuso ieri il Fano Yacht Festival sotto un cielo tutt’altro che estivo, ma con soddisfazione da parte degli organizzatori. Da giovedì a sabato, favorevole anche il clima, il Salone è stato occasione per riunire tutte le voci più importanti e autorevoli della nautica italiana.

“Siamo soddisfatti di aver realizzato anche quest’anno la manifestazione – dichiara Roberto Marchetti, Adriatic Festival – Certo, siamo consapevoli della non facile situazione, e il Fano Yacht Festival è risultato uno specchio della realtà economica, ma abbiamo voluto confermarlo e inizieremo già a pensare alla nona edizione, certi del suo apporto per il business della nostra regione e della nautica nazionale. Andiamo fieri in particolare dell’interesse ottenuto dai convegni e dalle tavole rotonde che hanno animato il dibattito sulle prospettive del settore e sulle proposte per il futuro. È emersa con chiarezza l’esigenza di fare sistema, unendo risorse ed energie da parte di tutti i settori che riguardano la Blue Economy: un’esigenza che finalmente troverà risposta con Blu Marche 2013”.

Fano Yacht Festival 2012, il Tg5 intervista Cino Ricci

Sui prossimi scenari interviene ancora il Presidente del Consorzio Navale Marchigiano Gianluca Fenucci: “Quest’anno abbiamo aperto il Salone con lo spirito del ‘navigare controcorrente': guardando al tempo burrascoso di oggi sembra di vedere un perfetto parallelismo fra l’attuale situazione economica e la nostra tenacia.

Dobbiamo guardare al presente con coraggio, caparbietà e fiducia nella progettazione del futuro, analizzando con lucidità il momento, senza entusiasmi ma nemmeno con rassegnazione.

Controcorrente vuol dire fare autocritica sotto due aspetti: uno di mercato e l’altro di sistema. Siamo di fronte a un mercato sempre più esigente e competitivo, che non può prescindere dallo scenario internazionale, e per poterlo intercettare dovremo essere più uniti nello sforzo, rilanciando il Distretto del Mare, passando dalla ‘convivenza’ alla ‘collaborazione’.

Il cambiamento deve passare per due livelli: industriale e di marketing. Dobbiamo creare un marchio di settore ed in questo Blu Marche 2013 rappresenta un progetto strategico. L’obiettivo è quello di alzare al massimo il livello dell’offerta relativa all’economia regionale del mare, dalla nautica alla pesca fino a tutta la filiera, in un’ottica integrata che mantenga l’identità di ciascuna iniziativa, potenziandola grazie alla più ampia adesione di attori. Il nostro futuro dipende da noi”.

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