Dalmonte e il playoff: “Affamati contro il blasone”

di 

16 maggio 2012

PESARO – A poco più di 30 ore dal primo salto a due dei playoff 2011/12, in programma domani sera a Siena (Montepaschi-Cimberio Varese) e Sassari (Banco di Sardegna-Canadian Solar Bologna), coach Luca Dalmonte racconta i sentimenti che vive personalmente e da allenatore della Scavolini Siviglia.

Scavolini Siviglia-Venezia, Luca Dalmonte

Luca Dalmonte (foto Marco Giardini)

Nei giorni in cui, sull’onda dell’entusiasmo per la finale di Eurolega, gli amanti del basket santificano il proprio sport, dimenticando che anche altre discipline sanno regalare altrettante emozioni (fare l’elenco richiederebbe lo spazio dedicato oggi alla Vuelle), la domanda finale della tradizionale conferenza stampa è: può la Scavolini Siviglia imitare l’Olympiacos Pireo e soprendere il Cska, pardòn, la Bennet Cantù?

“Questa – è la risposta intelligente del coach romagnolo – è la storia dello sport…”. Come potete leggere, non ha detto “è la storia del basket”. Perché è vero, è la storia dello sport, fin dai tempi di… Davide e Golia. Nereo Rocco, il Paròn, un grande personaggio dello sport, del calcio, al quale la città di Trieste tributa fino al 31 luglio un omaggio con una mostra curata da Gigi Garanzini, rispondeva così quando, prima di una partita, gli auguravano: vinca il migliore. “Speremo de no”. Sarebbe il trionfo dell’ovvietà, della banalità se vincesse sempre il migliore. Non varrebbe neppure la pena di gareggiare. Invece no, “La storia dello sport racconta che il meno forte si impegna per ribaltare i pronostici, per guadagnarsi lo spazio attribuito al migliore. Nessun parallelismo con Olympiacos e Cska, ma è la legge dello sport, il fascino dello sport. Lavorarare tutti i giorni per superare chi ti precede. E l’avversario più forte è uno stimolo, non un limite”.

Che la Bennet Cantù sia più forte lo dice la storia, quella passata, ma in particolare la più recente. Finalista nell’ultima Coppa Italia e nella precedente, finalista nella finale scudetto 2011. Protagonista in Eurolega.

“E’ una serie motivante, intrigante. Abbiamo la consapevolezza della forza di Cantù, costruita negli anni, creando un sistema, un’identità di attacco e di difesa. Nelle ultime due stagioni è stata la squadra che ha tenuto testa a Siena, sia in campionato sia nelle Final Eight di Coppa Italia. Ha vissuto una stagione europea da protagonista. Da debuttante, ha sfiorato l’accesso alle Top 16, giocando partite di altissimo livello in campo e fuori. Tutto ciò è per noi fonte di grande motivazione. Contro un avversario di questo valore, dobbiamo essere motivati, aggressivi. Loro hanno solidità difensiva e forza mentale per giocare 24 secondi senza soluzione di continuità, di intensità, sia in attacco sia in difesa. Hanno distribuzione di responsabilità offensiva sui cinque giocatori, tutti molto coinvolti, pronti in tutte le situazioni: pick&roll, uscite, post basso, soprattutto di prendersi un tiro, di giocare per gli altri. Una distribuzione che esalta il sistema di Cantù. La conseguenza è molto semplice. E allo stesso difficile. Eviterei allora di fare analisi sugli assenti o su chi sta recuperando… Pensiamo, invece, a quale partita ci aspetta. La loro abitudine, maturata negli ultimi anni, a giocare in Italia e in Europa partite da dentro o fuori, dà alla Bennet un vantaggio rispetto alla nostra, che non può contare su questa preparazione. Noi, però, possiamo mettere sul piatto la voglia, la volontà, l’ambizione, la fame per andare oltre le difficoltà che ci propone la qualità dei brianzoli. Per andare oltre il nostro obiettivo stagionale, che è quello di non accontentarci di partecipare ai playoff…”.

Il “Pianella” è un fattore campo determinante?
“Nessun dubbio che il palasport canturino possa incidere. Anche qui, però, deve intervenire la motivazione, la certezza che decide chi gioca dentro il campo. Vogliamo andare oltre, non vogliamo arrenderci alla forza dell’avversario o al fattore campo”.

Alcuni innesti hanno cambiato il volto della Bennet.
“Cantù ha cambiato pelle con intelligenza, con lungimiranza. Ha trasformato il roster per necessità e ha lasciato il pick&roll puntando – con giocatori quali Basile, Markoishvili e Mazzarino – sulle uscite dai blocchi. L’arrivo in corsa di Perkins ha dato talento, iniziativa, una variabile emotiva dentro un sistema di assoluto controllo. L’assenza di Shermadini dà meno percentuali al gioco interno…”. Come insegnano le convenienze e inconvenienze teatrali, spesso da una situazione difficile (leggi un cantante che perde la voce ed è sostituito all’ultimo momento) nascono gioielli inattesi. Come canta Fabrizio De Andrè in “Via del Campo”, “dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori”. Brunner, portato via a Montegranaro, giocando pochi minuti, sembrava un pesce fuor d’acqua. Ora è tornato protagonista e sarà un ostacolo in più sulla strada della Vuelle.

“Questo significa che se Cantù può proporre diversi volti all’interno di una stessa partita, immaginate di un turno di playoff. Ecco l’importanza di essere capaci anche noi di cambiare interpretazione. Ci sono due punti a mio modo di vedere determinanti in chiave playoff, a prescidere dall’avversario: la capacità – a maggiore ragione in una sequenza così ravvicinata, una partita ogni 48 ore – di resettare immediatamente dalla sirena alla successiva palla a due; l’abilità di trasformarsi in poche ore, di essere camaleonti per proporre qualcosa di diverso. Ecco, come dicevo prima, loro sono abituati. Ma per noi deve essere uno stimolo, non un’angoscia”.

Due squadre che amano la difesa, che hanno un sistema difensivo. In questi casi ben difficilmente la chiave è la propria metà campo.
“Servirà equilibrio tra il nostro sistema e le qualità individuali. Tenendo conto che il livello si alza, dovremo sposare il nostro talento con il sistema su cui abbiamo lavorato per mesi. Se invece ci intestardiremo nelle soluzioni individuali o faremo troppa leva sulla nostra organizzazione, rischieremo di sbattere contro il muro di Cantù. Servirà equilibrio e soprattutto giocare 24 secondi per volta con la massima attenzione, in difesa e in attacco. Loro sono capaci di portare allo sfinimento la difesa e l’attacco avversario”.

Coach, lei ha detto che bisogna evitare di parlare degli assenti, ma in queste sfide ci si aggrappa a tutto, anche alle assenze altrui. Detto che Shermadini appare non recuperabile per i quarti di finale, da Cantù raccontano che pure Micov dovrà guardare. Lei, però, è convinto di trovarselo di fronte fin dalla prima partita.
“In un sistema che conosce a memoria, un giocatore così intelligente, di altissimo livello di disponibilità, è pronto per giocare. E sarà in panchina già venerdì sera. Di questo non ho dubbi. Correrà e farà riscaldamento e se ci sarà bisogno non si tirerà indietro”.

E Cusin?
“Ha lavorato con noi. L’infortunio è azzerato, la condizione è comunque buona, servirà uno sforzo importante da parte sua per prendere subito il ritmo partita. Una cosa è certa: il ritorno in gruppo di Cusin, vuoi per il momento, visto che siamo a poche ore dai playoff, ha dato una bella spinta a tutto il gruppo”.

La Scavolini Siviglia si allena anche stasera e domani mattina lavorerà sul parquet dell’Adriatic Arena. Alle ore 16 di domani partenza per Cantù, anzi per Arosio, dove la comitiva biancorossa si fermerà fino a domenica sera. Tra un partita e l’altra solo lavoro lieve.

“Non mi piacciono le promesse virtuali, ma una cosa la voglio dire: la squadra – singolarmente e come gruppo – vuole fare il massimo. Ciò non significa promettere risultati, ma garantire la presenza assoluta, seria, professionale. Ci crediamo”.

A dirigere la sfida di Cantù sono stati designati Cerebuch, Pozzana e Filippini. Sahin, Chiari e Weidmann per Siena-Varese; Lamonica, il pesarese Mattioli e Quacci dirigeranno Sassari-Bologna; Cicoria, Lanzarini e Vicino per Milano-Venezia.

Una correzione sulla programmazione televisiva: abbiamo scritto giorni fa che gara 1 tra Cantù e Pesaro sarà trasmessa in diretta da Rai Sport 1 e gara 2 di domenica da TVRS. Purtroppo non è possibile, perché tutte le partite si giocano alla stessa ora e Rai Sport ne trasmette almeno una in diretta. Di conseguenza le televisioni private possono offrire solo la differita. TVRS trasmetterà sabato sera la differita di gara 1 e lunedì sera la differita di gara 2. Eppure sarebbe bastato anticipare gara 2 alle 18,15 di domenica per garantire un importante servizio. Garantita, invece, la diretta di Radio Città.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>