W il Giro ma Fano resta maglia nera delle piste ciclabili

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16 maggio 2012

 

 

di Enrico Fumante*

FANO – L’arrivo a Fano della tappa del Giro d’Italia ha evidenziato meglio di qualsiasi altra iniziativa quanto l’amore per le due ruote sia radicato nella nostra città e quale sia la vitalità del mondo degli amatori, non solo cittadini, ma nell’intera provincia.

Indiscutibilmente l’evento ha ridestato interesse verso l’uso della bicicletta, mezzo di trasporto pratico, salutare ed economico -basti per questo ricordare quanto costa oggi un litro di benzina- a tal punto che anche il Sindaco Aguzzi ha avuto modo di affermare d’essere sensibile e vicino al mondo delle due ruote.

Ma passata l’euforia e la festa per la carovana del Giro, i ciclisti fanesi e con loro quanti in concomitanza della bella stagione avrebbero il piacere d’intensificare l’uso della bicicletta, ritornano alla triste realtà, tutta locale, che ci vede maglia nera nella realizzazione di piste ciclabili.

Cavedish, il vincitore della tappa con traguardo a Fano. Foto Biagianti

E’ un dato incontrovertibile che in otto anni di governo del centrodestra le poche piste esistenti sono state abbandonate, lasciate prive di manutenzione e non adeguatamente segnalate, fino ad essere in alcuni casi utilizzate come parcheggio o corsia di sorpasso dai pochi indisciplinati, con il tacito assenso di un’amministrazione incapace di usare il “pugno duro” contro i trasgressori.

A suffragio di ciò bastano solo alcuni esempi di come sono e come invece potrebbero e dovrebbero essere i pochi percorsi ciclabili cittadini.

Prima fra tutte la pista ciclabile di viale Kennedy utilizzata da centinaia di studenti e famiglie: andrebbe ridisegnata e protetta con dissuasori e segnalazioni opportune. Lo stesso può dirsi per quelle lungo via Palazzi e via IV Novembre, dove addirittura in alcuni tratti la pista è stata cancellata per farne stalli di sosta.

La zona sud di Fano invece andrebbe letteralmente “rianimata” con una nuova la struttura che costeggi la statale Adriatica e via Piscane fino alla stazione ferroviaria; questo gioverebbe ai tanti concittadini che utilizzano le due ruote per recarsi in centro e che da Ponte Metauro al Bastione Sangallo potrebbero avere un collegamento protetto dal traffico della statale.Ma vengo all’ultima nata, che ovviamente saluto favorevolmente. Mi riferisco al tratto tra la zona Lido e Sassonia, molto utilizzata per gli spostamenti tra le due spiagge, la quale però andrebbe maggiormente protetta con altri dissuasori e segnalazioni poiché, specie nelle ore serali, viene già utilizzata da automobilisti indisciplinati come parcheggio. Inoltre andrebbe completata fino al mercato ittico e se ciò non fosse possibile per incompatibilità con gli spazi ed i regolamenti vigenti, andrebbe almeno previsto un percorso pedonale protetto in modo da portare a compimento una volta per tutte il tanto agognato collegamento Lido – Sassonia.

Perché i fanesi abbiano un termine di paragone, peraltro sconcertante, basta citare la vicina città di Pesaro che ad oggi ha una rete di 65 km di piste di cui 33 realizzati dal 2006; Pesaro in virtù anche degli sforzi fatti è stata nominata da Legambiente eccellenza della Regione Marche, mentre a Fano spetta la triste Maglia Nera.

*Coordinatore Circolo Pd centro-mare

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