Da Hackett a Berlusconi, incontri ravvicinati a Brunate

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19 maggio 2012

COMO – Da Cusin e Hackett a Silvio Berlusconi. E’ davvero intensa la giornata di alcuni giornalisti pesaresi al seguito della Scavolini Siviglia. Digerita – male – la doppia pizza del venerdì sera, la prima al “Pianella”, la seconda alla Vecchia Napoli, il sabato mattina è stato dedicato all’incontro con i due giocatori della Vuelle Daniel Hackett e Marco Cusin, senza alcun dubbio i migliori biancorossi in campo la sera prima. Poi un pranzo in riva al lago di Como, sotto la pioggia e la scelta se fare un salto in Svizzera, magari a depositare i 50 euro “guadagnati” con il gratta e vinci durante il viaggio, o dare uno sguardo ai rami del lago dalla terrazza della funicolare che porta a Brunate.

Marco Bedinotti con Silvio Berlusconi

Marco Bedinotti con Silvio Berlusconi

Meglio Brunate, anche per tornare presto all’albergo di Cantù. Giunti a Brunate, Elisabetta Ferri sceglie di visitare il grazioso paese. Chi scrive, Marco Bedinotti e Mirko Facenda si fermano nella zona del belvedere e si accorgono del clima di eccitazione che regna negli esercizi pubblici. Un uomo urla: “La bandiera del Milan!”. E poi attacca ad un albero un gagliardetto rossonero. Arriva un venditore di miele e olio. “Ma davvero Silvio….”. Non riusciamo a captare la conclusione della frase. Irrompe una biondina con la fotografia del Milan. Subito incollata all’albero, poveretto.

“Arriva Silvio, arriva Silvio!” esclama l’uomo del gagliardetto. E tutti sembrano particolarmente eccitati. Penso che dopo la sconfitta della sera prima, è la seconda brutta notizia della trasferta canturina.

Purtroppo è vera. Arriva davvero Silvio Berlusconi, scortatissimo dalla sicurezza che si vede nei servizi televisivi. Scende dalla carrozza della funicolare. Ha difficoltà a salire la scala. Lo seguono i turisti, molti sono stranieri. Quasi tutti hanno una macchina fotografica. E scattano a ripetizione. Berlusconi è fermato da tre ragazze. “Di chi sono queste belle figliole?” esclama, e la abbraccia. Anche Marco Bedinotti ferma il leader del Pdl. Li fotografiamo insieme. Berlusconi sembra uscito dal museo delle cere. Appare finto, sformato dal cerone, con i capelli similcapelli e i tacchi veri. Sorride a tutti, anche a chi lo ignora. Nessun applauso, niente contestazioni.
Dicono giochi in casa perché qui veniva da ragazzino. “Ma vedrai che deve acquistare qualcosa” commenta il milanista del gagliardetto. La visita è breve, circa 30 minuti. Poi via di corsa, con le Audi blu scortate dalla polizia.

“Se vinciamo domani a Cantù – esclama un giornalista – lo portiamo anche a Pesaro, martedì”. Confido di più nella carica di Daniel Hackett, nell’orgoglio di Flamini e Cavaliero, nella voglia di spaccare il mondo che ha Cusin, nel desiderio di rivincita che anima gli americani. Ci hanno raccontato di un Jumaine Jones arrabbiatissimo. Ci mancherebbe di dovere ringraziare Berlusconi per una vittoria della Vuelle.

Un commento to “Da Hackett a Berlusconi, incontri ravvicinati a Brunate”

  1. Giorgio Giommi scrive:

    Ciao Luciano, ma che brutto incontro avete fatto….berlusconi con il nostro basket, c’entra come un maiale in chiesa, poi se veramente portasse fortuna, come dici tu……”lo vorremmo a Pesaro” mi spiace ma il sottoscritto fuggirebbe in Uganda, Paese molto più credibile dell’Italia di Berlusconi………….avete avuto la fortuna che non fossi presente………….di sicuro avrei rischiato la galera, penso che un porco che gira con la scorta, non è pensabile sia una persona onesta………..ma forse non era lui per come lo hai descritto….penso sia un meccanismo che gli assomigli…. tipo robot, uscito dal museo delle cere………..e con una batteria al “litio”…..spero si esarica presto…….la batteria……………..

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