Jumaine, se ci sei batti un colpo…

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19 maggio 2012

CANTU’ – Sarebbe un peccato se i tifosi biancorossi, colti dallo sconforto per la disastrosa partenza della propria squadra con venti punti da recuperare dopo pochi minuti, avessero deciso di spegnere il televisore – a proposito grazie a Mamma Rai per l’ennesimo cambio di canale deciso all’ultimo momento e per la mancata diretta della partita di domenica – perché si sarebbero persi la reazione della Scavolini Siviglia, arrivata all’ultimo minuto con la palla del meno uno, sprecata da Hickman con un affrettato tiro da tre in contropiede.

Scavolini Siviglia-Treviso, Jumaine Jones

Jumaine Jones (foto Giardini)

La Scavolini Siviglia, dopo lo scellerato primo quarto in completa balia dell’avversario, si è aggiudicata tutti e tre i restanti parziali, dimostrando di non voler uscire troppo presto da questa serie, ma di credere nella possibilità di rendere la vita difficile agli uomini di Trinchieri, magari non tutti hanno dato il cento per cento – vedi la disastrosa perfomance di Jumaine Jones – ma il bello dei playoff è che c’è subito la possibilità di riscattarsi, anche per chi ha completamente bucato la partita. Per provare ad espugnare il Pianella, non si dovrà più concedere alla Bennet un avvio come quello di venerdì, con la Vuelle completamente ferma a guardare i tiratori canturini bombardare il canestro pesarese, sapendo di trovarsi di fronte la migliore squadra del campionato nella percentuale del tiro da tre, infatti una volta aggiustata la difesa sul perimetro – due sole le triple segnate da Cantù negli ultimi trenta minuti – Pesaro è pian piano risalita nel punteggio, con gli avversari in difficoltà nell’attaccare l’area. Come spesso è accaduto in stagione, sono stati i rimbalzi offensivi lasciati ai canturini a fare la differenza nel finale, vanificando tutto il buono fatto in difesa, ma se il tuo miglior rimbalzista ha deciso di non presentare la sua faccia migliore la situazione sotto i tabelloni si fa complicata.

 

IL MOMENTO DELLA SQUADRA:

 

Dal trio americano ci si aspettava sicuramente un maggior contributo, già detto della disastrosa serata di Jumaine Jones completamente fuori partita, anche White e Hickman non hanno giocato al massimo delle loro possibilità: il miglior realizzatore biancorosso non è riuscito a trovare soluzioni diverse alle conclusioni rapide in contropiede, faticando troppo contro la difesa schierata finendo per forzare diversi tiri, il play biancorosso non può permettersi in questi playoff di uscire allo scoperto solo nel secondo tempo, ma deve garantire il suo apporto per tutti i quaranta minuti se la Scavolini Siviglia vuole coltivare ancora il sogno della semifinale. Confortante il rientro di Marco Cusin, troppo importante per gli equilibri della squadra il suo apporto – rimane sempre il miglior pivot italiano del campionato – per poter permettersi il lusso di privarsene, speriamo che la distorsione alla caviglia procuratosi nello scontro fortuito contro Leunen, non sia così’ grave da impedirgli di scendere sul parquet nella seconda sfida, in un’annata nella quale il centro friulano è già stato bersagliato dalla sfiga troppe volte. Sulla voglia di spaccare il mondo di Daniel Hackett non esistevano i dubbi, troppo attaccato alla maglia il figlio di Rudy per non dare il 100% in questi playoff, rimanendo lucido per tutta la partita con assist per i compagni e indiscussa leadership, anche se per blasone ed esperienza, altri componenti della rosa dovrebbero prendersi la responsabilità di guidare la Scavolini Siviglia verso le semifinali.

Riuscire a rimontare da meno ventidue senza affidarsi solamente al tiro da tre, può essere confortante per Dalmonte che sa di non dipendere solamente dalla mira dei suoi tiratori, ma vincere gli incontri facendo 4 su 21 dai 6.75 non è possibile nella pallacanestro moderna e se il meno affidabile dei tuoi cecchini è l’unico che ci prende da fuori, la situazione si fa preoccupante, non amiamo il tiro a segno che è diventato il basket degli anni Duemila, ma bisogna adeguarsi al momento storico e al sistema di gioco avversario e già da domenica non si dovranno sbagliare le tante chance che la difesa canturina ti lascerà dal perimetro.

Abbiamo perso la prima occasione di espugnare il Pianella, lasciando comunque intravedere di potersela giocare alla pari con la Bennet, non è il momento di lasciarsi prendere dallo sconforto ma di incanalare la rabbia per la sconfitta nella voglia di rivalsa, riuscendo magari ad evitare i troppi battibecchi con la terna arbitrale per i contatti duri subiti dai canturini e cominciare ad usare i gomiti, questi sono i playoff e non giochi da signorine.

 

I PIU’ …………

 

Marco Cusin: Ci è mancata nell’ultimo mese la sua fisicità e il suo atletismo, giocatore spesso sottovalutato questo Cusin, anche dalla tifoseria pesarese abituata alla sua assenza senza pensare che è l’unico saltatore puro del roster biancorosso, nove punti, cinque rimbalzi e due stoppate nei venti minuti sul parquet, per domenica la priorità e di fasciargli per bene la caviglia infortunata e metterlo in condizione si dare il suo buon contributo.

 

Daniel Hackett: Se comincerà a mettere con regolarità anche il tiro da tre, gli si apriranno ancora di più le porte dei grandi team europei, una spina nel fianco nella difesa canturina che tenta di fermarlo con le buone e con le cattive (otto falli subiti), il suo attaccamento ai colori biancorossi servirebbe anche al trio USA.

 

Reazione: Ormai è una costante della Scavolini Siviglia 2012 il saper reagire ai momenti di difficoltà, pochissime le partite perse dalla Vuelle con ampi margini, molte quelle risolte in volata, anche a Cantù Pesaro ha saputo risalire dal meno ventidue, arrivando a un solo possesso dagli avversari, magari si dovrebbe evitare di prendere tutti questi break all’inizio degli incontri.

 

…….. E I MENO DELLA SFIDA CANTU’ – PESARO

 

Tiro da tre: Ben 17 errori su 21 tentativi, molti di questi senza una reale opposizione della difesa canturina, maggiormente preoccupata di coprire l’area colorata lasciando parecchia libertà sul perimetro, per vincere la seconda sfida si dovranno migliorare sensibilmente le percentuali.

 

Jumaine Jones: Certamente i dodici giorni di pausa non li hanno giovato dal punto di vista fisico, Jones è apparso ancora troppo lento con gli avversari che gli sfuggivano come anguille nelle valli di Comacchio, anche in attacco non ha mai cercato la conclusione da sotto, accontentandosi di sparacchiare da otto metri, una partita storta gli si può perdonare, due consecutive no, Jumaine se ci sei batti un colpo.

 

Simone Flamini: Non tanto per il rendimento del capitano, in difficoltà contro Markoishvili come il resto dei compagni, ma per i soli otto minuti concessigli da coach Dalmonte che ha preferito lasciare sul parquet Jones per 32 minuti, nonostante l’evidente giornataccia dell’americano.

 

DAGLI ALTRI PARQUET

 

Quattro vittorie casalinghe, nessuna sorpresa nella prima giornata dei quarti di finale, Siena va subito avanti di venti nei primi minuti, vivendo di rendita nel resto del match contro Varese, Milano dopo un avvio equilibrato, travolge Venezia di trenta punti, Sassari vince con merito contro Bologna, in una sfida che difficilmente vedrà saltare il fattore campo.

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