Terremoto in Emilia, trema anche Pesaro

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20 maggio 2012

SAN FELICE SUL PANARO (Modena) – Un terribile sisma ha scosso l’Emilia, stanotte pochi minuti dopo le 4. Il terremoto, di magnitudo 6 della scala Richter, ha causato sette vittime: tre italiani e un marocchino che lavoravano in due diversi capannoni nel Ferrarese, precisamente a Sant’Agostino, oltre a tre persone decedute a seguito a malori (una ultracentenaria sempre nella ferrarese Sant’Agostino, una donna tedesca di 37 anni residente per lavoro nel Bolognese, precisamente a Sant’Alberto di San Pietro in Casale, e una 86enne di Vigarano Mainarda, sentitasi male dopo la scossa della mattina e deceduta dopo il ricovero all’ospedale). Il bilancio parla anche di 50 feriti e di circa 3.000 sfollati, anche se quest’ultimo dato al momento è difficilmente quantificabile con una certa precisione. Danni enormi al patrimonio artistico-culturale.

Il sisma è stato sentito anche nel Pesarese. “Ero ancora sveglio e il letto ha cominciato a tremare – ha raccontato un giovane – Ho avuto uno spavento incredibile”. “Sono quasi finito fuori dal divano – ha aggiunto un signore residente a Montecchio di Sant’Angelo in Lizzola – Che paura”.

Si mobilita anche la Provincia di Pesaro e Urbino, col presidente Matteo Ricci che ha fatto sapere che “i nostri tecnici e mezzi sono pronti a partire se servirà. Grande paura ma adesso pronti ad aiutare”.

 

Il presidente Matteo Ricci offre disponibilità all’aiuto nelle zone terremotate. Ricci: Solidarietà e anche subito pronti ad aiutare

PESARO – “Per il secondo giorno consecutivo il Paese si è svegliato colpito da un evento luttuoso seppur di segno completamente diverso rispetto al vile attentato di Brindisi. Voglio esprimere a nome degli abitanti di questa provincia la più ampia solidarietà alle popolazioni colpite dal terremoto. Già da questa mattina, attraverso la rete della protezione civile, abbiamo messo a disposizione i nostri tecnici e i nostri mezzi. Se richiesto saremo subito pronti a partire per portare, ancora una volta, il nostro aiuto. La solidarietà nazionale è un bene a cui questo Paese non può rinunciare”.

 

La chiesa di San Felice sul Panaro

Quel che resta della chiesa di San Felice sul Panaro (foto presa da Twitter)

 

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