Dalmonte chiede “etica, professionalità, orgoglio”

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21 maggio 2012

PESARO – Aveva premesso che avrebbe parlato solo dopo le singole partite, ma oggi ha deciso di incontrare gli organi d’informazione. Coach Dalmonte sente la difficoltà del momento, l’importanza di non andare in vacanza dalla sera del 22 maggio. Domani sera si gioca gara 3 (arbitri Facchini, Paternicò e Lanzarini). La Scavolini Siviglia è sull’orlo del baratro, dopo due partite in salita disputate a Cantù.

Scavolini Siviglia-Treviso, time out Luca Dalmonte

Coach Luca Dalmonte e i suoi ragazzi (foto Giardini)

“Ieri sera, in sala stampa, ho usato un termine cercato per l’occasione: esorcizzare. Ribadisco il concetto: non voglio pensare al futuro, al possibile ritorno al “Pianella” per gara 5 eventualmente in programma sabato sera. Voglio occuparmi solo del presente, che è martedì sera. Se non c’è il presente, non ci sarà il futuro. E’ inutile che andiamo a pensare in proiezione futura. Dico solo che abbiamo una partita a disposizione per segnare un punto e accorciare le distanze. Punto. Mi rendo anche conto di dire una stranezza, ma serve per capire meglio: finire una partita 74-47 o 74-73 cambia poco, è sempre un punto per chi vince. Cantù sarebbe comunque sul 2-0. Noi, e per noi intendo la mia squadra, dobbiamo metabolizzare la sconfitta in questi termini. Oggi sappiamo che serve un impeto, un fuoco, un orgoglio, chiamiamolo come vogliamo. Può anche non avere un nome. L’importante è che abbiamo qualcosa che ci sostenga e che poi si butti dentro il campo”.

Questo a livello mentale. E tatticamente?
“Dopo due partite, credo che entrambe abbiamo una profonda conoscenza su come si preparano le partite”. In verità, domenica sera, coach Trinchieri ci ha detto che confida – nelle 48 ore a disposizione prima di gara 3 – di scoprire, grazie al lavoro degli assistenti Molin, Brienza e Perego, ringraziati per il gran lavoro fatto per gara 2, ulteriori opportunità per migliorare e scoprire come mettere ancor più in difficoltà Pesaro.

“Due cose fondamentali per la nostra vittoria: grazie all’eccellente lavoro dei miei assistenti tra la notte di venerdì e la giornata di sabato, abbiamo trovato la chiave per ripreparare una buona partita – ha detto l’unico milanese amato dai canturini -. Inoltre sono un allenatore fortunato: i giocatori mi ascoltano. Finita gara 1, avevo delle sensazioni. Rivista la partita, avevo chiaro che potevamo migliorare sensibilmente in difesa…”. Si è visto in campo, lo confermano i 47 punti concessi.

Salutiamo Trinchieri e torniamo a Dalmonte: vero che nei playoff perdere di 1 o di 50 cambia poco per il risultato del confronto, ma moralmente è diverso, per una squadra e per la tifoseria.
“Lo decidiamo noi cosa cambia… Credo che sarà compito di ognuno di noi estrarre dal proprio io quella fiducia che fa parte del nostro mestiere. Etica, professionalità e orgoglio sono ingredienti fondamentali per i playoff”.

Sì, vero, ma come è possibile – in un playoff – iniziare con un 10-32 in gara 1, recuperare e poi fare gli stessi errori a inizio del terzo parziale di gara 2? Alla luce di tutto questo cosa dovete fare in gara 3?
“E’ chiaro che di fronte alla tipologia di questi errori, serve una reazione forte. E’ un passaggio determinante, a maggiore ragione davanti a errori eclatanti. Indipendentemente dal giocare la terza partita in 96 ore, è importante aggiustare due cose, non puoi sistemarne sette. Conta, però, come l’affronti. E quindi come reagisci agli errori, come riesci a resettare per non essere condizionato. Gara 3 è comunque una nuova partita, che non si porta dietro i numeri delle due precedenti”.

Il lunedì della Scavolini Siviglia è stato questo: alle ore 17,30 riunione tecnica, poi due cose sul parquet e lavoro con il preparatore atletico Venerandi. Quindi tutti a casa a riposare in attesa di gara 3. Subito dopo i biancorossi si sono allenati i canturini.

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