Scavolini Siviglia, nel nome di Valter

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21 maggio 2012

PESARO – Difficile rimanere ottimisti dopo aver perso di 27 una partita quasi senza domani, che è costata alla Vuelle lo zero a due nella serie, facendo già diventare la partita di martedì sera l’ultima spiaggia per i ragazzi di Dalmonte. E’ vero che nei playoff non conta di quanti punti si perda e, ad esempio, Bologna è nella stessa situazione della Scavolini Siviglia, dovendo rimontare anche la Canadian dallo zero a due nella serie contro Sassari, ma se vieni sconfitto di due lunghezze all’ultimo secondo del supplementare, torni a casa arrabbiato come una bestia ma con la certezza di giocartela alla pari del tuo avversario, se invece rientri nella tua città dopo essere stato sotto di venti nella prima partita, cercando la rimonta nel finale, e se non hai provato neanche a reagire nel secondo incontro, le certezze che ti hanno sostenuto per l’intera stagione ti vengono a mancare, dubitando delle reali possibilità di portare il tuo avversario alla quinta partita. Quello che preoccupa del momento biancorosso sono i soli 47 punti segnati, record negativo stagionale e una delle peggiori prestazioni in assoluto nella storia dei playoff, frutto di una difficoltà estrema nel prendersi le conclusioni – ben 17 in meno della Bennet – e della cronica percentuale da serie minori nel tiro da tre e dalla lunetta, accentuata dalla serata completamente negativa di Hackett, che tante volte ha tirato fuori la Vuelle dai momenti bui di questa stagione. Non si è salvato nessuno nella serataccia canturina: Jones ha cercato di combinare qualcosina a inizio match, finendo poi per abbandonare presto ogni velleità di ben figurare, Hickman ha aggiustato le percentuali e il tabellino quando la partita era già saldamente in mano alla Bennet, soffrendo più del dovuto la marcatura di Perkins, White si è acceso e spento ad intermittenza come le lucine dell’albero di Natale, non incidendo comunque nell’economia del match, la coppia di lunghi Cusin-Lydeka ha faticato nella lotta sotto le plance, confermando il periodo negativo del pivot lituano e la panchina è stata il solito buco nero, dal quale non si riesce ad estrarre qualche spiraglio di luce. Anche coach Dalmonte non sembra avere più il controllo della situazione, con parecchi cambi mal digeriti dai suoi giocatori. Tutto finito allora? Non ancora, perché nonostante tutto la difesa pesarese continua a funzionare, pur con qualche passaggio a vuoto di troppo e Cantù rimane un avversario alla portata della Scavolini Siviglia, come la regular season ha ampiamente dimostrato, tutti hanno l’obbligo morale di provare ad allungare la serie, dagli americani che forse già sapranno di non rimanere a Pesaro nella prossima stagione per questioni di budget, all’allenatore, tentato dalle sirene romane, per finire con il pubblico che non si meriterebbe di uscire da questi playoff con un secco tre a zero.

 

IL MOMENTO DELLA SQUADRA

E’ nei periodi più difficili che si deve rimanere vicini alla tua squadra del cuore, capiamo che rimontare da zero a due è un’impresa che poche volte è riuscita nella storia dei playoff italiani, sappiamo anche come sono arrivate queste sconfitte, con l’umiliante meno ventisette subito domenica in Brianza, con i tuoi beniamini apparsi troppo nervosi e forse qualcuno già con la testa alle vacanze estive, non aiuta neanche la diretta della Rai, che potrebbe far desistere parecchie persone dal presentarsi all’Adriatic Arena e, dulcis in fondo, comprendiamo che in tempi di crisi anche spendere 20/25 euro per l’acquisto del biglietto, può far sballare l’economia di una famiglia, ma martedì sera alle 20.30 l’astronave non può rimanere mezza vuota e confidiamo che almeno i 4000 fedelissimi che hanno seguito la Scavo per tutto l’anno, si presentino in Via Gagarin per sostenere la squadra dall’inizio, riservando gli eventuali fischi di disapprovazione al termine dell’incontro.

Scavolini Siviglia-Venezia, Richard Hickman

Hickman, foto Giardini

Se si vuole convincere il presidente onorario Valter Scavolini a rimanere anche per la prossima stagione, almeno come co-sponsor, non bisogna concedergli l’alibi dei soli 2000 paganti quando le partite sono fuori abbonamento, ma servirebbe un pubblico numeroso e caloroso come nei momenti belli, per indurre il presidentissimo a non abbandonare la su amata Vuelle. Per gli eventuali processi a giocatori, società e allenatore abbiamo tutta l’estate davanti, ma tutta Pesaro ha il dovere di crederci ancora.

 

I PIU’ ………

Difficile salvare qualcosa in una partita nella quale la Vuelle ha segnato 47 punti, per un 39 totale di valutazione, finendo dominata in ogni voce statistica.

 

……… E I MENO DELLA SFIDA CANTU’ – PESARO

Tiro da tre: Due sole triple messe a segno dalla Scavolini Siviglia, per “merito” di Hickman, la prima solamente a sette minuti dalla sirena, sembrava impossibile fare peggio di 48 ore prima, ma la Vuelle si è impegnata per riuscire nell’impresa.

Tiri liberi: Ancora nove liberi falliti dai biancorossi, molti dei quali con il punteggio ancora rimediabile, che hanno impedito alla Vuelle di rimanere in linea di galleggiamento, non perdonabile il 4/8 di James White.

Recuperi: Due sole palle recuperate in quaranta minuti, altro record negativo stagionale per una difesa che non hai mai cercato di anticipare le mosse dei canturini.

 

DAGLI ALTRI PARQUET

Otto partite disputate e nessuna vittoria in trasferta, alla faccia di quelli che dicono che nei playoff il fattore campo ha una importanza relativa, se Siena non ha avuto grossi problemi nel regolare Varese, molto più combattute le altre due sfide, con Sassari che ringrazia Drake Diener per l’incredibile canestro decisivo nell’ultimo secondo del supplementare e Milano che deve aspettare l’ultimo minuto per aver ragione di una combattiva Umana Venezia.

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