“Sisma, finanziare con patrimoniale o capitali scudati”

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21 maggio 2012

PESARO – Finanziare il fondo nazionale della protezione civile «non con la tassa della disgrazia, ma con la patrimoniale o un prelievo aggiuntivo sui capitali scudati rientrati dall’estero». Ribadisce la solidarietà all’Emilia Romagna, Matteo Ricci e dopo avere dato «la disponibilità, se richiesto, a inviare tecnici e mezzi nei luoghi colpiti dal sisma», scrive al presidente del consiglio Mario Monti. Tornando, tra l’altro, sulla tassa della disgrazia.

Ricci parla, ad ascoltarlo il presidente della repubblica Napolitano

Si legge nel testo indirizzato al premier: «Anche il recente terremoto che ha coinvolto l’Emilia Romagna e le regioni limitrofe dimostra la necessità inderogabile che nel nostro Paese si mantenga un’ampia solidarietà nazionale. Non è pensabile, né tantomeno possibile, lasciare i territori abbandonati al proprio destino dopo eventi tragici e luttuosi. Quando un territorio subisce una calamità naturale, deve scattare un meccanismo di solidarietà nazionale, altrimenti il Paese non sta insieme. Così è oggi per l’Emilia e così deve essere per i danni che le Marche e la Romagna hanno subito nel terremoto bianco dello scorso febbraio». Perciò, Ricci auspica che «il consiglio dei ministri stanzi, per questi nefasti avvenimenti, le risorse necessarie a ripristinare, quantomeno, i danni subiti». Ma il presidente della Provincia specifica: «Ritengo, tuttavia, che le risorse non possano essere trovati attraverso marchingegni non solidali e ingiusti come la famigerata “tassa della disgrazia”». E dunque propone altre strade: «Patrimoniale sui grandi patrimoni o tassazione seria ed equa sui capitali scudati rientrati dall’estero». Proprio sabato scorso, Ricci ha incontrato il capo della protezione civile Franco Gabrielli, a Pesaro per un convegno. «Mi ha detto che la protezione civile ha piani e programmi per le emergenze, ma non ha i fondi per il dopo emergenza. Noi proponiamo queste vie: chi ha di più, dia di più».

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