Festival della felicità, si apre giovedì con un concerto

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22 maggio 2012

ANCONA – Il festival della felicità si aprirà con un giorno d’anticipo, giovedì 24 maggio: «Abbiamo voluto dedicare – ha spiegato Matteo Ricci nella conferenza stampa regionale a Ancona – un concerto di giovani studenti, nel cortile del collegio Raffaello a Urbino, alle vittime del terremoto dell’Emilia e dell’attentato di Brindisi». Anche perché, ha aggiunto il presidente della Provincia di Pesaro e Urbino, «con il festival, tra l’altro, guardiamo a una società e a un futuro incentrati sulla legalità e sulla solidarietà». Poi il senso dell’iniziativa: «Per 30 anni la ricerca delle felicità è stato un diritto dimenticato dalla politica. E le risposte che sono arrivate, basate sul successo, sui soldi facili, sull’apparire, sul disimpegno, si sono dimostrate sbagliate.

Un momento della presentazione avvenuta ad Ancona e andata in diretta su www.pu24.it

Il trauma collettivo della crisi ha rimesso in fila i valori che contano: con il festival ci interroghiamo concretamente su un nuovo modello di sviluppo che serve non solo a resistere ma anche a innovare. Basato sul lavoro, sulla giustizia e sul bene comune. Non sono obiettivi fuori luogo, anche in mesi come questi, perché parliamo di politiche e scelte decisive per il territorio.». Le Marche e la provincia di Pesaro e Urbino «non raggiungeranno mai il primato della ricchezza, ma puntano a quello della qualità della vita e del benessere del persone». Anche partendo dalla misurazione del Bes, il benessere equo e sostenibile, che il presidente dell’Istat Enrico Giovannini, direttore scientifico del festival, sta già sperimentando nella provincia di Pesaro e Urbino. «E che sarà testato, dopo Pesaro, anche in cinque città metropolitane». Accanto a Ricci, l’assessore regionale Pietro Marcolini presenta la seconda edizione della manifestazione. Con 60 eventi, otto giorni di convegni, dibattiti e spettacoli, 20 dibattiti scientifici, 20 presentazioni di libri, 140 ospiti, 30 giornalisti di testate nazionali. E l’anteprima nazionale del sondaggio Ipsos sulla felicità. «L’ambizione – sottolinea l’assessore regionale – parte dal famoso discorso di Robert Kennedy sul Pil. E all’inadeguatezza del prodotto interno lordo si riferì, nelle Marche, anche il precursore Giorgio Fuà, economista allievo di Gunner Myrdal, che lavorò nel team di John Kennedy. La sfida è connettere occupazione e capacità produttiva con cultura e qualità della vita». Per cui: «Il festival – nota Marcolini – propone non solo riflessioni ma anche progettualità concrete, a partire dalla misurazione del nuovo indicatore del progresso. In più, la qualità degli invitati e la ricchezza degli appuntamenti sono gli elementi che fanno la differenza, insieme alla distribuzione e all’articolazione su più centri della provincia, sia sul bacino di Urbino, sia su quello di Pesaro». Ancora Marcolini: «Nell’analisi costi-benefici, il festival è un investimento. Non è una fiammata spettacolare, ma pone basi solide e sintetizza nuove ispirazioni». Riccardo Corbelli, coordinatore filiali Banca dell’Adriatico, main sponsor: «Il nostro appoggio va al di là del logo, perché abbiamo sposato non un evento, ma un percorso preciso dentro il piano strategico della Provincia. E siamo anche dentro il comitato scientifico del festival con il responsabile del Servizio studi e ricerche Intesa Gregorio De Felice. La nostra collaborazione conferisce continuità alla storica partnership con l’amministrazione provinciale. Che parte da lontano e si è concretizzata nelle tante iniziative a sostegno delle giovani coppie, dei neolaureati, dell’imprenditoria giovanile e della cessione del credito ai fornitori, bloccata dai vincoli del patto di stabilità. Con questa iniziativa, con coraggio, guardiamo al futuro vicini al nostro territorio».

2 Commenti to “Festival della felicità, si apre giovedì con un concerto”

  1. Mary scrive:

    Il Festival della Felicità è sulle strade di Pesaro che da proprio GUSTO percorrerle con tutte le buche che si sono formate. Sono più o meno tutte rovinate poi le STRISCE PEDONALI che non si vedono più, specialmente fuori città.
    I soldi si dovrebbero spendere lì, questo si che sarebbe FELICITA’.
    Il Comune e la PROVINCIA sarebbero da denunciare per lo stato in cui si trovano!!

    • admin scrive:

      Caro lettore, per quanto riguarda buche e strade messe male ha perfettamente ragione. Ma il festival nasce anche per questo. Per capire come utilizzare al meglio le poche risorse disponibili, iniziando da oggi impostare una nuova cultura, un nuovo modo di progettare il presente e il futuro. Il festival, lo ricordiamo ancora una volta, è finanziato dai privati. Anzi, proprio grazie al Festival l’anno scorso il nostro bellissimo territorio ha avuto per diversi giorni una ribalta nazionale, con la presenza di diversi esponenti culturali e politici nazionali e internazionali, con ricadute positive per il turismo. Speriamo che anche questa seconda edizione possa accendere riflettori importanti sui nostri problemi concreti, a partire da infrastrutture e lavoro.

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