White, Jones e Hickman: i tenori alla prova del fuoco

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23 maggio 2012

PESARO – Trentasette partite ufficiali disputate da ottobre a maggio dalla Scavolini Siviglia e il tifoso biancorosso ancora si domanda quale sia la vera Vuelle, quella brutta vista domenica sera, incapace di far canestro per due azioni consecutive riuscendo a segnare la miseria di 47 punti o quella spumeggiante di martedì, con azioni e giocate spettacolari che le hanno permesso di realizzare 91 punti per una vittoria meritatissima contro una formazione d’Eurolega? La risposta è semplice: nessuna delle due. Dopo aver visto tutte le partite possiamo dare le nostre motivazioni: la prima è che il quintetto base biancorosso è quello di maggior talento della Lega, con giocatori capaci di produrre punti e spettacolo e di non soccombere nei duelli chiave contro gli avversari diretti, la seconda è che la panchina della Vuelle è la meno produttiva del campionato, facendo calare inevitabilmente la qualità realizzativa del quintetto sul parquet. Se i cinque titolari non bucano la partita, la Scavolini Siviglia in una partita secca può giocarsela contro qualunque formazione avversaria, ma basta che uno dei cinque tenori stecchi per far tornare la Vuelle una squadra normale con tutti i problemi conseguenti, è il rovescio della medaglia dell’acquisto di talenti come White e Jones, incapaci di passare sui match senza lasciare la loro impronta, sia in modo positivo che negativo, ma non essendo partiti con l’ambizione di vincere lo scudetto, non ci sentiamo in grado di criticare la scelta estiva della società, che ha permesso ai tifosi biancorossi di vincere più delle scorse stagioni e di godere di partite spettacolari come la terza contro la Bennet.

Thanksgiving Day Scavolini Siviglia, White, Jones e Hickman tagliano il tacchino

White, Jones e Hickman alla prova del fuoco. Foto Giardini

Completamente diversa la situazione di Cantù, che ha fatto del “sistema di gioco” e dell’intercambiabilità degli uomini il proprio punto di forza, guardando giocare la formazione di Trinchieri non si notano quei momenti di calo che caratterizzano la Vuelle, con ogni atleta che a turno può diventare protagonista, da Mazzarino a Leunen, da Perkins a Brunner, la produzione offensiva rimane costante (78, 74, 78 i punti realizzati nelle tre sfide contro Pesaro), pur condizionata dalla scelta primaria di affidarsi con regolarità al tiro da tre, vero punto di forza canturino per tutta la stagione soprattutto dopo l’infortunio di Shermadini, sicuramente a lunga scadenza il gioco della Bennet è più affidabile di quello della Scavolini Siviglia, ma il bello dei playoff è che non sempre la squadra più forte riesce a passare il turno – vedi il sorprendente tre a zero subito dalla Virtus Bologna contro Sassari – e la Vuelle ha tutte le carte in regola per provare a vincere giovedì sera per ritornare in terra brianzola con tutta la pressione che una quinta partita riesca a mettere alla formazione favorita.

 

IL MOMENTO DELLA SQUADRA

Si temeva che la sfida di martedì fosse l’ultimo atto della stagione biancorossa, soprattutto dopo la batosta presa a Cantù appena 48 ore prima, invece fin dalle prime battute si è notata la voglia della Vuelle di rimanere dentro la serie, adeguandosi al corri e tira degli avversari, i primi cinque minuti sono stati di altissimo livello, con conclusioni rapide e precise da ambo le parti, la Bennet sembrava una macchina perfetta, ogni tiro trovava il fondo della retina con dieci triple a segno nei primi venti minuti, ma la Scavolini Siviglia non si è demoralizzata, rientrando pian piano guidata dal talento di Jones, per poi superare e distaccare gli ospiti grazie a un White finalmente versione playoff, magari con qualche atteggiamento sopra le righe, ma con tanta qualità cestistica, a dirigere il tutto la sapiente regia di Hickman, sempre attento a mettere in ritmo i compagni, senza trascurare la fase difensiva dove ha dovuto marcare a rotazione tutte le guardie avversarie.

Una nota di merito anche ai 3353 spettatori paganti che non hanno fatto mai mancare il loro incitamento ai biancorossi, siamo ancora lontani dall’ “effetto Pianella”, anche per l’ambiente dispersivo dell’Adriatic Arena, ma per la sfida di giovedì sera non ci sono più alibi per non presentarsi ai botteghini per fare il biglietto, avendo dimostrato la Vuelle di crederci ancora nel passaggio del turno, servirà una presenza maggiore dal punto di vista numerico per rendere l’astronave un posto sgradito dagli avversari, nei playoff non si può lasciare nulla d’intentato, sia dalla gente sulle gradinate, sia dai protagonisti sul parquet, potrebbe essere l’ultima occasione di vedere una squadra di alto livello a Pesaro, con la brutta aria che tira per la prossima stagione, doveroso esserci per non aver rimpianti futuri.

 

I PIU’ ………

Rimbalzi
Tutto più semplice quando si riesce a dominare i tabelloni (28-15), bravissimi i biancorossi a non lasciare a Cantù le seconde chance in attacco – i due soli rimbalzi offensivi lasciati alla Bennet sono il record stagionale – da rimarcare le sette carambole prese da White e i due tap-in di Jones, attento nel seguire il contropiede intervenendo a rimorchio dopo gli errori dei compagni, piccoli particolari che fanno la differenza.

Tiro da tre
Sembrava una macchina perfetta la Bennet dai 6.75, ma guardando le percentuali, sono stati i biancorossi ad uscire vincitori dalla sfida nel tiro da tre, con un 62%, frutto di un 10 su 16 complessivo, finalmente tutti hanno dato il loro contributo con la ciliegina della tripla del capitano, arrivata ancora una volta nel momento più delicato.

Jumaine Jones
Gli vogliamo troppo bene e come succede in tutti i grandi amori quando si viene traditi, come accaduto nelle prime due partite della serie, ci si rimane male, ma siamo pronti a dimenticarci tutto e perdonarlo appena ritira fuori una prestazione come quella di martedì, devastante nel primo tempo e in pieno controllo nella seconda parte, a Jumaine il compito di non deluderci più.

 

…. E I MENO DELLA TERZA SFIDA PESARO – CANTU’

Daniele Cavaliero
Ancora una partita sottotono per il triestino, troppo confusionario in attacco dove sembra aver perso tutte le sue certezze, in difesa prova a fare qualcosina, anche se si perde un paio di volte Mazzarino sui blocchi, comunque sempre troppo poco per un rendimento ancora insufficiente.

Panchina
Solo 11 punti dalla panchina, anche se rispetto alle ultime uscite si sono notati miglioramenti, il contributo del trio che si alza dalla panca deve salire di uno step per sognare la quinta partita.

Andrea Cinciarini
L’arrivo di Perkins gli ha fatto perdere il quintetto e anche una buona dose di fiducia nei propri mezzi, per il più giovane dei fratelli Cinciarini qualche problema nel ritrovare le sue sicurezze.

 

DAGLI ALTRI PARQUET

Sassari con due incredibili canestri allo scadere, elimina Bologna con un secco e imprevedibile tre a zero, facendo ricredere quelli che speravano di finire quinti per affrontare la banda di Sacchetti, Siena si complica la vita perdendo di tre a Varese pur rimanendo in vantaggio sul 2 a 1 nella serie, Venezia non riesce a fermare Milano, perdendo all’ultimo minuto sotto i colpi di Hairston dopo essere stati avanti per tutta la partita, un peccato per la Reyer protagonista di una grandissima stagione, ma l’Armani vola verso la probabile conquista dello scudetto.

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