Fano: ristrutturazione case coloniche, Cna soddisfatta

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24 maggio 2012

Casa colonica

FANO – CNA di Pesaro e Urbino e CNA Costruzioni esprimono viva soddisfazione per l’approvazione in via definitiva del Piano particolareggiato – in particolare la variante relativa alle cosiddette B5 – ovvero le case coloniche e gli edifici rurali del comprensorio comunale. Un risultato che ha premiato l’impegno della CNA che su questo versante ha condotto una lunga battaglia e speso molte energie sottoponendo la questione in tutti questi anni nelle varie sedi istituzionali e creando un’inedita sensibilità sul tema degli edifici rurali e la cultura del paesaggio.

L’approvazione definitiva dello strumento urbanistico permetterà finalmente di sbloccare una situazione pesante come quella che sta attraversando l’intero settore dell’edilizia nella nostra provincia ed in particolare del comprensorio fanese (sono più di 1.000 le imprese che operano nel comune di Fano). L’approvazione del piano potrà finalmente dare il via libera ad una serie di interventi di qualificazione e ristrutturazione nel territorio comunale.

“Si tratta – ribadisce il presidente provinciale dell’Unione Marco Rossi – di una bella iniezione di energia per un settore (quello dell’edilizia e dell’impiantistica), in perdurante stato di difficoltà”.

Secondo la CNA le costruzioni classificate come B5 nel territorio comunale sono approssimativamente 130 e su queste si potrebbero operare una serie di interventi come ampliamenti e ristrutturazioni che migliorerebbero non solo il decoro e l’immagine del comprensorio comunale, ma che darebbero forte impulso all’economia e ad un settore in affanno.

“Sarà un’operazione – dice il presidente della CNA di Fano Davide Gattoni – che avrà come duplice obiettivo quello di riqualificare l’immagine del territorio e di ridare fiato a tante piccole imprese e all’economia”.

“Questo – spiegano Rossi e Gattoni – perché all’operazione si potranno unire interventi collegati all’attuazione del Piano Casa che prevedono aumenti di cubatura e riqualificazione delle abitazioni secondo le norme legate al risparmio energetico. Si tratta per di più di interventi che consentirebbero agevolazioni fiscali per i cittadini nella misura del 36 e del 55%”.

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