Gli Amici della Ceramica sul Mengaroni: “Un patrimonio che esula dal numero di iscritti”

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24 maggio 2012

PESARO – Claudio Giardini, presidente dell’associazione Amici della Ceramica di Pesaro, scrive una lettera per salvare l’istituo d’arte. “Sulle vicende che in questi giorni interessano il Mengaroni di Pesaro (già scuola d’Arte, già istituto d’Arte ed ora liceo artistico) – scrive a Ministero per i Beni e le Attività culturali, Ministero della Pubblica Istruzione, assessore alla cultura della Regione Marche, direttore generale dell’Ufficio Scolastico Regionale e presidente della Provincia di Pesaro-Urbino – mi sento autorizzato, a nome dell’Associazione “Amici della Ceramica “di Pesaro, ad intervenire in virtù del personaggio di cui la Scuola porta il nome, Ferruccio Mengaroni, uno dei più interessanti ceramisti italiani operanti tra la fine dell’ Ottocento e il primo quarto del Novecento”.

“Non sento di addentrarmi nelle logiche delle riforme scolastiche avvenute in Italia dal 1969 al 2008-2010 (ministro Gelmini) – continua Claudio Giardini – che ritengo comunque si siano esplicate in maniera sempre più approssimata ma, alla luce di una ponderata valutazione che in campo scolastico dovrebbe prevalere intorno ad una scuola intesa come formazione e palestra culturale. Il solo pensiero che ci sia chi crede che le strutture scolastiche debbano essere gestite come la filiera di una produzione commerciale fa inorridire. Siamo al ragionamento della cecità burocratica che misconoscendo il valore della scuola la vuole ancorare a logiche di gestione che si allontanano sempre più dalla presa di coscienza culturale. Se il numero degli iscritti è 575 e non 600 come richiesti dalla normativa, ha senso parametrare il valore di un istituto scolastico al numero dei suoi alunni? Il liceo artistico Mengaroni di Pesaro deve essere letto in termini di resa culturale collocata al suo territorio, per cui se si vuole formare una popolazione scolastica pronta a caricarsi sulle spalle la creatività del futuro si decida e si dialoghi su come sganciarla da logiche che cincischiano intorno al raggiungimento di parametri numerici e si privilegi la potenzialità di avere un corpo insegnante che esplichi la sua didattica in un ambiente idoneo e competente per l’accrescimento social culturale degli studenti”.

“Questo liceo – la chiosa del presidente dell’associazione Amici della Ceramica – per i professori e per i molti studenti che ha avuto e per quello che gli stessi hanno rappresentato in campo artistico artigianale sia nel territorio che a livello nazionale, può fregiarsi a ragione del titolo di alma mater di questa città. Le istituzioni cittadine pesaresi che, mi auguro per loro intima convinzione, hanno recepito lo spirito di questa situazione si adoperino con determinazione a che questo istituto non abbia a soffrire l’incongruenza di un sistema che più che sviluppare spesso uccide i suoi componenti. Volendo essere concreti perché questa scuola sia dotata di una reale autonomia, chiediamo sia decretata una deroga al numero degli iscritti. Solo in ultima istanza, posto che per norme legislative non possa ritenersi che 575 alunni siano equiparabili con un po’ di buon senso al limite di 600, è auspicabile l’accorpamento del liceo artistico ”Ferruccio Mengaroni“ di Pesaro e del liceo artistico “Adolfo Apolloni “di Fano, piuttosto che a qualsiasi altro istituto superiore snaturandone l’identità”. Firmato Claudio Giardini, presidente associazione “Amici della Ceramica” di Pesaro.

Un commento to “Gli Amici della Ceramica sul Mengaroni: “Un patrimonio che esula dal numero di iscritti””

  1. Esistono ragioni più profonde che hanno,nel tempo, condotto
    al rischio di penalizzare l’istruzione artistica a Pesaro,
    istituzione storicamente rilevantissima per la cultura della città.
    Ne parlammo tempo fa in una nostra lettera e in un articolo che segnalavano -raccontando fatti e
    rilevando storici problemi per individuare cause e proporre soluzioni-una sorte comune anche
    ad altri territori della nostra e di altre regioni italiane.
    Riproponiamo i testi della lettera e dell’articolo pubblicato sulla rivista
    educationdue.0 edita dal gruppo RCS.
    La redazione di
    Atelier Architetturaescuola

    http://www.educationduepuntozero.it/politiche-educative/impara-l-arte-l-istruzione-artistica-la-riforma-4031594098.shtml

    “Esistono più a Pesaro l’Istituto d’Arte e il Liceo artistico!
    La domanda è legittima e non si tratta solo una questione nominale.
    Pare che il Liceo Artistico “F.Mengaroni” si sia trasformato in Istituto di Istruzione Superiore.(I.I.S.)
    Questa sarà l’unica dicitura ufficiale in base alla recentissima delibera del Consiglio Regionale sulla programmazione
    della rete scolastica per il 2012-2013 che sembra prevedere a Pesaro la convivenza di un liceo artistico e un istituto professionale destinato principalmente all’assolvimento dell’obbligo scolastico.
    Come mai nessun altro liceo artistico delle Marche ha perso la sua esclusiva peculiarità di percorso liceale
    nè attualmente prevede al suo interno l’istruzione professionale che era ed è tuttora appannaggio privilegiato degli IPSIA?
    Alcuni Licei artistici della regione infatti hanno proposto e in qualche caso attivato percorsi musicali (Fermo e Macerata) o coreutici (Ascoli), altri hanno proposto nuovi indirizzi sempre nell’ambito artistico liceale.
    A Pesaro, dove è ben presente e noto il Conservatorio che ha sempre fatto parte della famiglia dell’istruzione artistica, anche se poi transitato al settore parauniversitario dell’Alta Formazione Artistica e Musicale, come mai l’indirizzo musicale è in un LIceo scientifico?
    C’è una ragione nel rendere pletorica l’offerta di indirizzi dei percorsi liceali a fronte di una domanda non proprio adeguata e contemporaneamente scegliere la convivenza con percorsi professionali mirati in specie all’assolvimento dell’obbligo scolastico? Cosa ne pensano gli esperti di istruzione artistica? Non si contribuisce anche così a mettere la parola fine per l’istruzione artistica che tanto ha fatto nel tempo per il made in Italy e per la tutela del patrimonio culturale?”
    La redazione di Atelier Architetturescuola
    Gennaio 2012

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