A Cagli “Venerdì Santo”, 30 scatti d’autore per ripercorrere la processione delle confraternite

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25 maggio 2012

CAGLI – Dal 27 maggio si apre a Cagli, presso la chiesa di S. Giuseppe, la mostra fotografica Venerdì Santo, che in 30 scatti d’autore ripercorre la processione delle confraternite che ogni anno si ripete a Cagli, nella notte del venerdì santo.

agli, Processione del Cristo Morto, Venerdì Santo  Fotografia di Donatello Trisolino © 2012 - Scuola di fotografia Santa Maria del Suffragio Fano

agli, Processione del Cristo Morto, Venerdì Santo (foto Donatello Trisolino © 2012 - Scuola di fotografia Santa Maria del Suffragio Fano)

La mostra è un progetto della Scuola di Fotografia Santa Maria del Suffragio di Fano in collaborazione con la Confraternita di Santa Maria del Suffragio di Fano. E’ Carlino Bertini, priore della confraternita istituita agli inizi del XVII secolo, ad introdurre l’atmosfera del luogo e a descrivere le sensazioni di un momento di fede che si ripete, immutato, da secoli nella cittadina cagliese: “No, la nostra non è una rievocazione storica di un fatto che ha cambiato la storia dell’umanità, la nostra processione è un momento di fede che si perde nel tempo. Quando le tenebre avvolgono la terra succede qualche cosa di diverso, di grande, di enorme: un evento straordinario. A frotte i confratelli chiusi nel loro sacco, coperti dalla buffa, convergono presso un oratorio, quello del SS. Crocefisso. Un fruscio di vesti nel riverente silenzio della città e piedi nudi che non fanno rumore sull’acciotolato di Cagli. Sacchi diversi ad indicare le diverse realtà confraternali, sacchi che contraddistinguono il sodalizio, indossati con orgoglio, tramandati da padre in figlio. Il sacco non è solo un segno di appartenenza a quella o a questa confraternita ma riveste l’uomo nuovo e viene portato per i valori che esso rappresenta. Mettere la cappa non è un gesto superato, superfluo o inutile ma è segno e testimonianza di una presenza cristiana che ha una definizione ed una collocazione ben precisa. Una lunga teoria di confratelli percorre le strade di Cagli in un silenzio suggestivo che vuole ricordare la morte di un giusto, un momento di fede, di penitenza, di amore e di carità”.

 

Un reportage fotografico con caratteristiche e problematiche fuori dal comune: soggetti mobili in scarse e variabili condizioni di luce e l’obbligo di non turbare lo svolgimento della cerimonia per strette vie cittadine che non permettono l’accesso e la convivenza col soggetto.

Uomini scalzi che ripercorrono ogni anno le stesse pietre, in un’atmosfera d’altri tempi. Pochi attimi per pensare a cosa raccontare di quelle visioni suggestive cariche di significato, spirito e tradizione.

Sei autori – Giorgia Arteconi, Stefano Bramucci, Maria Luisa Palazzi, Luca Pucci, Edoardo Serretti e Donatello Trisolino – che con occhi diversi hanno condiviso le stesse emozioni in trenta immagini fatte di dettagli, di mossi e di istantanee.

La mostra fotografica Venerdì Santo e il relativo catalogo sono stati curati e realizzati dalla Scuola di Fotografia Santa Maria del Suffragio.

Dal 20 al 30 agosto la mostra sarà ospitata all’interno della manifestazione I Segreti del Suffragio: fede, arte, cultura e musica a Fano dal 1618 presso la Chiesa del Suffragio in Piazza Cleofilo nel centro storico di Fano.

Altre tappe della mostra sono in fase di programmazione. Per informazioni e aggiornamenti è stato creato un sito web www.scuoladifotografia.info/reportage. Per info www.facebook.com/scuoladifotografia o scuoladifotografia@gmail.com.

Un commento to “A Cagli “Venerdì Santo”, 30 scatti d’autore per ripercorrere la processione delle confraternite”

  1. Giuseppe Aguzzi scrive:

    Credo che Carlino Bertini, abbia saputo cogliere in pieno il significato della nostra Processione del Cristo Morto, che da secoli percorre penitenzialmente le vie di Cagli, la sera del Venerdì Santo.
    Significato profondo che a molti sfugge, ma che si rivela nell’intimità del cappuccio calato sul viso e nella penitenza dei piedi nudi sull’acciotoloto.
    Grazie Carlino per quanto hai saputo esprimere

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