Sirressi ai Fedelissimi: “Siete la mia droga, però vado a Torino”

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25 maggio 2012

URBINO – Parole toccanti per salutare tifosi che le rimarranno nel cuore. Per sempre. Sceglie Facebook e la pagina dei Fedelissimi Imma Sirressi, libero pugliese classe ’90 che ha scelto di abbandonare la Robur Tiboni per accasarsi a Torino.

Imma Sirressi

Imma Sirressi (foto Marco Giardini)

“Ciao a tutti amici miei – scrive sul social network più famoso – scusate, avrei voluto scrivervi prima, ma sono in ritiro e ho avuto problemi di connessioni. Vi sarà sicuramente giunta voce della mia scelta a Torino. E’ stata una scelta molto molto dura per me ma ho scelto di rischiare questa volta prendendo un’altra strada. Rischiare perché qui con voi a Urbino mi sentivo a casa, avevo trovato la mia tranquillità, la serenità, la stima da parte di tutti. E’ stata la stagione più bella e indimenticabile della mia vita, e in tutte le partite – e dico tutte (belle o brutte che ho fatto) – ci ho messo sempre il cuore e l’anima proprio perché volevo ricambiare il vostro sentimento, il vostro amore verso questa squadra. L’idea di immaginarvi sudati, tristi quando perdevamo, senza fiato o senza voce dopo esser tornati a casa, mi spingeva a volervi regalare emozioni sempre più grandi, a non fermarmi mai anche se il dito rotto mi faceva male. Voi e il vostro calore eravate una droga per me. Adrenalina pura che scorreva nel sangue. Nn so se vi ho delusi lasciandovi, probabilmente sì… ma c’è più della metà del mio cuore che è praticamente TUTTA GIALLA E BLU… tutta… io vi adoro.. e mi mancherete tanto. Con tanto affetto. Il vostro angelo:)”.

La maggior parte dei Fedelissimi ha apprezzato questa lettera aperta scritta con il cuore. C’è chi ha commentato “Semplicemente IMMensA”, chi l’ha ringraziata pubblicamente per quanto fatto per i colori del club ducale. Qualcuno, come è normale, va controcorrente dicendo di non capire la scelta di Sirressi. Opinioni rispettabilissime. Al di là di tutto, non si può non apprezzare uno sport – il volley in rosa – dove il contatto e calore umano vengono prima di ogni altra cosa, con le atlete che si mischiano coi tifosi e viceversa per creare un tutt’uno inscindibile. Che il calcio, ma non solo quello, impari.

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