Raffaello, Laboratorio Teatro Scuola : il 29 maggio va in scena “Tempo di uomini liberi”

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26 maggio 2012

URBINO – Il progetto di laboratorio teatrale dell’I. I. S. “Raffaello” si propone di agire su due fronti: quello comportamentale-relazionale e quello dell’approccio con i testi. In sintesi, si intende stimolare nei ragazzi motivazione, conoscenza di sé, capacità di gestire le emozioni e le relazioni; d’altro canto li si vuole invitare ad un approccio più consapevole ed approfondito con i testi della letteratura teatrale.

Il laboratorio è stato riattivato lo scorso a.s., raccogliendo una tradizione dell’Istituto “Raffaello” dopo alcuni anni di interruzione. Il saggio dello scorso anno ha messo in scena lo spettacolo di prosa “Romeo è morto”, che ha fatto registrare una lusinghiera partecipazione di pubblico.

Il laboratorio teatrale attivato per il corrente a.s. 2011/2012 coinvolge ventotto studenti dell’Istituto, appartenenti a diverse classi e differenti indirizzi di studio (classico, linguistico, tecnico economico).

Il saggio conclusivo metterà in scena uno spettacolo dal titolo “Tempo di uomini liberi”. Si tratta dell’adattamento di “Lo stato d’assedio”, opera teatrale scritta da Albert Camus nel 1948, all’indomani del secondo conflitto mondiale; un’allegoria che, rileggendo il mito letterario della peste, prende di mira i regimi totalitari del Novecento fondati sul terrore, ma il cui messaggio di libertà e moralità è ancora straordinariamente attuale.

 

Tempo di uomini liberi narra gli avvenimenti che hanno luogo in una città che passa dalla staticità del governo al caos organizzato dalla dittatura imposta dalla Peste.

 

Grande partita, stasera: occasione perfetta per dimostrare il proprio attaccamento alla città, per stare con gli amici. Ma la calma della statica Cadice viene sconvolta da un segno: il passaggio di una cometa. Segno di guerra o segno di nulla?

Presto la vita della città marina, dei suoi abitanti e dei suoi giovani amanti – Diego e Vittoria, Pablo e Marina – viene sconvolta dall’arrivo di due minacciose figure: la Peste e la Morte, sua segretaria. Segreti passati riaffiorano, dubbi e debolezze vengono a galla, lo status quo si capovolge: chi prima aveva il potere ora non è più nessuno, gli emarginati rivestono posizioni di comando. Ma “l’ordine” portato dalla Peste può essere veramente tollerato? E se si vuole combattere, come lo si può fare?

Per una volta, la risposta non è né l’amore né la forza: ma un uomo coraggioso può trovare il modo di far cigolare i meccanismi del nuovo ministero…

 

Quest’opera offre molti spunti di riflessione, riproducendo una realtà storica tristemente vicina a noi, presentando tutta la forza, ma anche la debolezza, che ci rende umani, che ci rende liberi.

 

Referenti del progetto sono i professori Federica Cesaroni e Giuseppe Puntarello; per la sua realizzazione ci si è avvalsi, per il secondo anno consecutivo, dell’indispensabile collaborazione di un operatore teatrale, l’attore anconetano Simone Levantesi, che ha seguito i ragazzi durante le ore di laboratorio ed ha curato adattamento e regia del saggio finale.

 

Lo spettacolo andrà in scena presso il teatro “Sanzio” di Urbino il giorno martedì 29 maggio alle ore 21.

 

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