Forza Vuelle, imita… il Napoli

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27 maggio 2012

PESARO – Un pesarese subito protagonista nelle semifinali scudetto. E’ l’arbitro Gianluca Mattioli che lunedì sera (ore 20,30 diretta su Rai Sport 1) dirigerà con Fabio Facchini.

La Scavolini Siviglia, lasciato il “Pianella”, ha raggiunto subito Milano, prendendo alloggio a pochi passi dal Forum. Coach Dalmonte ha preso una decisione molto intelligente, concedendo la serata libera ai giocatori con obbligo di rientrare alle 4,30. Una serata fra amici per scaricare l’adrenalina, per liberare la mente dopo la grande concentrazione necessaria per disputare cinque partite in 192 ore. Poi solo riposo, tanto riposo e lavoro di scarico, senza palla. Da lunedì preparazione di gara 1 sul parquet del Mediolanum Forum di Assago.

La Victoria Libertas torna in semifinale dopo otto stagioni. L’ultima volta nel 2003/04, l’ultima dell’indimenticabile Alphonso Ford.

Scavolini Siviglia-Avellino, stoppata Marco Cusin

Marco Cusin (foto Marco Giardini)

La prima volta trent’anni fa, nel campionato 1981/82. Fu contro la Sinudyne Bologna, quella passata alla storia per il canestro a fil di sirena di Zampolini.

Semifinale anche la stagione successiva, persa ancora – come la precedente finale scudetto – contro il Billy Milano.

L’anno dopo – 1984/85 – la Vuelle tornò in finale, superando Caserta nella semifinale entrata negli annali per la scazzottata tra Mike Silvester e i campani. Ma una volta di più la squadra allenata da Sacco s’arrese all’Olimpia Milano.

Per la regola in finale ogni tre anni, Scavolini di nuovo in semifinale (e in finale) nell’87/88. Il penultimo atto propose Pesaro contro Varese, superata di un punto (77-78) in gara 3 sul parquet di Masnago. E poiché la Vuelle non si fa mancare niente quando arriva ai grandi appuntamenti, questa gara passò alla storia per il primo ricorso alla moviola dedicata al basket. Aldo Giordani, durante la Domenica Sportiva, vivisezionò una palla rubata da Cook a Thompson. Questa volta, però, l’epilogo fu diverso: la Scavolini conquistava lo scudetto, contro la solita Milano. A proposito di corsi e ricorsi, qualcuno a Milano incomincia a fare gli scongiuri: ogni volta che il Napoli Calcio vince qualcosa, Pesaro fa altrettanto. Ah, domenica scorsa il Napoli ha vinto la Coppa Italia… per la felicità dei due soli giornalisti non juventini nell’automobile di tanti bianconeri. Parlarne allora, viaggiando sotto la pioggia dopo il diluvio di Cantù (meno 27) sembrava una bestemmia. Ma se succedesse ancora…

Fu semifinale anche nelle due stagioni successive. La prima ancora fa imbestialire i tifosi. La monetina finita su Meneghin annullò il risultato maturato in campo.

Immediata rivincita nel 1989/90, con Scariolo in panchina al posto del Vate Valerio Bianchini, passato a Il Messaggero Roma. E vittoria in semifinale contro Caserta, che prese una probante rivincita sui pesaresi l’anno dopo, nei quarti di finale.

Una sola stagione e poi – 1991/92 – con Alberto Bucci in panchina, la Vuelle torna tra le migliori quattro, anzi tra le migliori due, sconfitta in finale dalla Benetton. “Ancora oggi – racconta Fabio Facchini, che arbitrò gara 3, finita 97-98 – a Pesaro mi rimproverano un fischio su Daye…”.

Semifinale anche nel 92/93 e ancora ko con Treviso, diventata lo squalo degli anni Novanta.

Con Myers e Bianchini, tornato a Pesaro, la Victoria Libertas agguanta la finale 93/94, persa in gara 5 contro la Virtus Bologna giocando senza lo squalificato McCloud, punito per avere colpito con un pugno Claudio Coldebella. In semifinale, i biancorossi avevano superato dopo tre partite bellissime, finite tutte dopo un tempo supplementare, la Stefanel Trieste.

Dopo lunghe stagioni di assenza, il ritorno di Pesaro in semifinale avviene nel 2000/01, con la sconfitta (3-0) al cospetto della Fortitudo Bologna.

Quindi l’ultima apparizione – prima di quest’anno – nel 2003/04, ko con Siena.

Ora Pesaro prova a cambiare il trend. La finale manca dal 1993/94. Diciotto anni. Ma poiché il Napoli…

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