Ex Amga, replica del sindaco: “Io non confondo le acque”

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29 maggio 2012

PESARO – “Io confondere le acque? Se c’è qualcuno che lo sta facendo sono senza dubbio le società proprietarie dell’area ex Amga che hanno inviato l’annuncio ai giornali”. Così il sindaco Luca Ceriscioli replica alle “accuse” di aver ricevuto la  scrittura privata già nel 2010 e di essere quindi al corrente da tempo anche del contenuto.

Luca Ceriscioli 4

Il sindaco di Pesaro Luca Ceriscioli

“Non sono mai stato in possesso della scrittura, che mi è stata consegnata dalla Procura della Repubblica di Pesaro il 9 maggio scorso – continua il sindaco -. Gli incontri con le società proprietarie sono sempre avvenuti alla presenza di più persone, che possono confermare quanto dico. Anche nell’ultimo incontro, avvenuto alla presenza degli avvocati, è stato chiesto di poter visionare l’atto, di cui conoscevamo l’esistenza, ma le proprietà ex Amga si sono ben guardate dal consegnarcelo”.

Successivamente, il documento è stato chiesto dal Comune alla Procura.

“Una volta ricevuto l’atto – sottolinea  Ceriscioli – si è capito perché questo non sia mai stato inviato al Protocollo del Comune, nonostante le numerose lettere e raccomandate  trasmesse sulla questione ex Amga, né tanto meno depositato dai firmatari al Tar o al Tribunale civile di Pesaro, ove pendono i contenziosi da loro promossi”.

“Quel documento – conclude il sindaco –  contiene infatti l’ammissione della conoscenza delle attività svolte”.

Testualmente la scrittura riporta: “Il comparto edificatorio ‘PN 5.6 CENTRO DIREZIONALE BENELLI’ insiste in gran parte sull’area di risulta della ex sede Aspes; su tale area negli anni 1960/1970 circa insisteva  ancora l’impianto per la produzione di gas metano, ottenuto tramite la combustione di carbone. Pertanto nel sottosuolo potrebbero essere presenti rifiuti e scorie industriali”.

E ancora: “Tutte le spese che dovessero essere sostenute per la bonifica e lo smaltimento di eventuali rifiuti e/o scorie industriali, da trattare come materiale inquinante, eventualmente emergenti dagli scavi di sbancamento, ovunque fossero rinvenuti, saranno comunque a carico di tutti i lottizzanti in proporzione ai rispettivi millesimi di partecipazione al comparto edificatorio”.

 


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