Hackett: “Loro panchina lunga ma noi abbiamo cuore”

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29 maggio 2012

PESARO – Lo sapevano che erano attesi da un compito improbo, che una semifinale contro una squadra lunghissima avrebbe alzato l’asticella della difficoltà. Del resto – visto che i giorni dello sport italiano sono impregnati di scommesse, spesso poco edificanti – anche chi ha giocato qualche euro sul campionato di basket sapeva che una vittoria di Milano sarebbe stata pagata a 1,60, mentre quella di Pesaro a 6,50. Addirittura, prima della partita conclusa poco fa, la quota per Pesaro campione d’Italia 2012 era di 1 a 15. Ovvero 150 euro per 10 giocati al Better di Lottomatica. Come a dire che anche il mondo delle scommesse era conscio dell’impresa necessaria ai biancorossi per espugnare il Forum.

Daniel Hackett contro Milano

Archiviato il capitolo scommesse, va in archivio anche gara 1, che però se ne va con non pochi rimpianti. Intanto i troppi liberi falliti nell’ultimo parziale, quello che ha deciso la sfida. Già, se gli amici della lista civica ci perdonano l’ironia, i biancorossi in lunetta sembravano più LiberiControPesaro che LiberiXPesaro. E poi la panchina corta, cortissima, non tanto nei numeri quanto nella produzione: 31 punti e 88 minuti per Milano, solo 8 e 38 minuti Pesaro. Così, giovedì diventerà ancora più difficile, anche se – ha detto a fine partita Daniel Hackett intervistato dal pesarese Pierpaolo Rivalta, uno che nella Vuelle ha giocato – “nel terzo quarto avevamo portato la partita sui nostri binari. Poi è uscito Bremer che ha segnato triple che hanno spaccato la gara e noi non siamo riusciti a stargli dietro. E’ vero, loro hanno una panchina lunghissima e di qualità, ma noi siamo fiduciosi e convinti che con il cuore possiamo farcela. Adesso pensiamo a gara 2”.

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