Rinaldi (Giovane Italia): “Tornino il merito e l’etica, ma no alla demagogia”

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29 maggio 2012

PESARO – “Il problema non è più soltanto politico, ma anche sociale. I ragazzi sono stanchi di dover sopportare il peso delle scelte sbagliate compiute dalle passate generazioni, e ovviamente questo crea delle conseguenze sconcertanti, appunto, come quella di non partecipare alle manifestazioni dello Stato del 2 giugno complice anche il sistema scolastico che con nostalgia sessessantottina spinge i giovani ad indignarsi”.

Mario Alberto Rinaldi

Mario Alberto Rinaldi, coordinatore provinciale della Giovane Italia

Lo scrive Mario Alberto Rinaldi, 21 anni, responsabile della Giovane Italia, movimento giovanile del centrodestra. “Ritengo – continua – che limitarsi alla indignazione non serva a nulla se non a rischiare l’allontanamento ulteriore dalle istituzioni. Giusto l’appello lanciato ieri dal Presidente della Repubblica Napolitano, il web non sostituisce i decisori e non serve se a migliorare la nostra vita anzi rischia di allontanare dalla società reale e quindi dalla politica. Proprio raccogliendo l’appello del Presidente voglio rispondere che se dobbiamo dare le spallate alle porte di partiti, ci siamo”.

“Sono sempre tutti pronti a dire che i giovani sono il futuro, che dobbiamo coinvolgerli nelle istituzioni, nella politica, nell’associazionismo. Però poi quando è ora di prendere le decisioni serie non vengono quasi mai interpellati. Le riforme vengono annunciate da anni ma alla fine sul mondo del lavoro il dibattito è fermo alle tutele dei lavoratori con regole ottocentesche, lasciando fuori da ogni tipo di tutela proprio coloro che il lavoro non c’è l’hanno. Le generazioni precedenti hanno creato un mondo del lavoro senza meritocrazia e senza spazio per le novità costringendo i migliori ad andarsene all’estero. La prima vera riforma che serve al nostro Paese è quella del “Merito” e dell’”Etica”.

La responsabilità sta anche nel non abbandonarsi alla protesta o alla demagogia, cioè il movimentismo online contro la politica è fine a se stesso se poi nessuno viene sostituito. Quindi secondo me la soluzione sta nella partecipazione attiva e convinta. Serve una Primavera Italiana di riscoperta dei valori civili e dell’impegno sociale con proposte per ritrovare la speranza nel futuro.
Lo stesso prefetto Attilio Visconti ha dichiarato di essere dispiaciuto della mancata partecipazione delle scuole, e dei giovani studenti, e questo, forse, dovrebbe farci pensare appunto che dobbiamo cambiare qualcosa anche in queste celebrazioni forse sarebbe bene far nascere dal basso il senso delle istituzioni perché si possono cambiare gli uomini che ci rappresentano ma non si posso aggredire le istituzioni. Le stesse per le quali diverse generazioni di giovani italiani sono morti. Allora se la politica ha fallito, chiediamoci perché c’è così tanta differenza tra i diciottenni del dopoguerra e quelli dell’era di internet, non limitiamoci a taggare le cose che magari ci scaricano addosso altri strateghi dai capelli bianchi che mirano a occupare spazi. E’ arrivato il momento di cambiare tutto, basta con la superficialità, basta con l’indifferenza, basta con il populismo e non credo che il cambiamento lo possiamo lasciar fare, stavolta lo dobbiamo fare noi, con passione.

Gli schemi che si pensava fossero giusti fino ad oggi, sono tutti completamente sbagliati, e sta a noi prendere in mano una penna e tracciare le nuove linee che ci permettano di staccarci da questo periodo di stallo e riportarci a una nuova fase, la crisi si supererà con esempi di impegno e sacrificio come hanno fatto quelle generazioni che rimboccandosi le maniche hanno portato l’Italia dalle macerie della guerra e della povertà alla vetta delle potenze mondiali”. Firmato Mario Alberto Rinaldi (facebook.com/marioalberto.rinaldi, twitter:@MarioARinaldi https://twitter.com/#!/MarioARinaldi).

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