Scariolo in vista di gara 2: “Con Pesaro vietato rilassarsi”

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30 maggio 2012

PESARO – Verso gara 2 portandosi dietro quel che ha insegnato gara 1. Si gioca alle ore 20,35 al Forum (orario stile baseball statunitense, arbitrano Cerebuch, Paternicò e Seghetti) e Sergio Scariolo si augura innanzi tutto di rivedere il pubblico della prima partita.

Scavolini Siviglia-Milano, Sergio Scariolo

Sergio Scariolo (foto Giardini)

“Sono molto felice per la cornice che abbiamo avuto in gara 1. Ringraziamo i nostri tifosi con grande affetto, sono stati un fattore importantissimo. Più volte abbiamo percepito, nel corso della stagione, questa ritrovata fiducia e comunione d’intenti. E’ stata una bellissima atmosfera, non solo cromaticamente. Abbiamo superato insieme la partita più difficile di un playoff che pone di fronte due squadre qualificatesi una in tre sole gare, l’altra in cinque. E’ normale, in questo contesto, qualche alto-basso di competitività tra una squadra più rilassata e l’altra carica di adrenalina e ricca di entusiasmo che riesce a mantenere di solito fino alla fine. Entrando nel merito, fino a che abbiamo eseguito il piano partita, siamo andati molto bene. Loro ci hanno puntualmente castigato quando ci siamo dimostrati poco pronti. Bravi noi a mantenere i nervi saldi, a stringere di più le maglie difensive, a trovare buone combinazioni offensive. Alla fine abbiamo vinto una partita molto importante in una serie a 5”.

Nicolò Melli Mvp, dicono in sala stampa: Scariolo è quasi… d’accordo.
“Non siete fuori strada di molto. Ci ha dato un’iniezione di energia nel momento in cui mancava in altri compagni. Ha fatto alcune giocate – rimbalzi e stoppate – importanti. Gli abbiamo dimostrato fiducia tenendolo in campo in un momento delicatissimo, come già successo. Ha ripagato bene. Adesso la speranza è che questo gli dia fiducia per giocare con pazienza in attacco, prendendo i suoi tiri. Ha libertà di farlo. Intanto, se produce questa sostanza acquisisce il diritto di stare in campo”.

Contro Venezia vinceste facilmente gara 1 e lei commentò che non era un bene. Infatti si è visto nelle due partite successive. Il fatto che abbiate sofferto con Pesaro è beneaugurante per giovedì?
“Beneaugurante? Dipende da come la prenderemo. Sarà senz’altro molto utile se sapremo utilizzare il messaggio che la Scavolini ci ha mandato….”. Scavolini Siviglia, Sergio: chi vive in Spagna non può dimenticarlo…

“Pesaro è una squadra grande sul perimetro, molto ricca di talento, con buonissimi giocatori di uno contro. Ci siamo resi conto che è una squadra forte, molto forte. Se non lo fosse, non avrebbe fatto quello che ha fatto nei quarti di finale. Credo che da questo punto di vista sia utile avere disputato una prima partita difficile. Giovedì dovremo essere molto attenti. Non che non lo fossimo, perché abbiamo portato in campo con grande lucidità quel che avevamo preparato e le cose sono andate benissimo. Però abbiamo imparato che loro – anche sotto di 12 punti – non si scompongono e mantengono la loro fiducia. Non possiamo rilassarci, mai”.

Dieci giocatori utilizzati: Hairston più di tutti con 31 minuti; Gentile, quello meno presente, 14. Al contrario, Pesaro ha dovuto chiedere 36 minuti a Jones e Hickman, 34 ad Hackett, 33 a White e Dalmonte ha potuto contare su soli otto elementi, due dei quali – Cavaliero e Flamini – sul parquet solo 11 minuti. La vostra panchina lunghissima può essere la chiave della serie. Voi rotazione infinita, loro più stanchi.
“Intanto sono due squadre fedeli a se stesse. Noi abbiamo vinto tante partite nei quarti quarti perché abbiamo avuto giocatori freschi alla fine e crediamo che, se vogliamo sviluppare un progetto a medio-lungo termine, bisogna mantenere coinvolti tutti. In gara 1 non ha giocato Radosević perché non stava bene. Potrà farlo probabilmente giovedì sera”. Fedeli a se stesse? Onestamente fedeli al diverso budget. Ma non è proibito avere più giocatori a disposizione.

Certo che quando si può pescare in panchina uno come Jr Bremer, è più facile trovare una soluzione ai problemi.
“Eravamo indecisi se utilizzarlo. Vedevamo che stava meglio, pure se reduce da un infortunio. E allo stesso tempo notavamo che Dentmon era in condizioni perfette. Così abbiamo rischiato”. Ah che bel rischio!

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