Scariolo preoccupato, Dalmonte chiede equità di giudizio

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30 maggio 2012

PESARO – Due partite in una. Due partite agli antipodi. Sommando primo e ultimo parziale, la Scavolini Siviglia ha subìto 57 punti (26 + 31). Nei due parziali di mezzo, solo 27; praticamente quanto Milano ha realizzato nel periodo d’apertura, 4 punti in meno di quelli concessi negli ultimi 10 minuti.

Quando la Scavolini Siviglia ha difeso da Scavolini Siviglia, la poderosa macchina da guerra di Sergio Scariolo è andata in tilt, ha cozzato contro un muro, si è piantata sulle rampe. E ha tirato male, malissimo. Nei 20 minuti centrali, le scarpette rosse hanno totalizzato le seguenti cifre: 5/15 da 2 (33,3%); 3/10 da 3 (30%); 8/12 ai liberi (66,7%). Esattamente il contrario di quanto concretizzato nel primo (11/15 da 2; 0/5 da 3; 4/5 ai liberi) e nell’ultimo quarto (3/5 da 2; 5/8 da 3; 10/10 dalla lunetta).

Ora voi direte che le partite durano 40 minuti. Vero, ma è dal secondo e terzo parziale che la Victoria Libertas deve partire se vuole tornare a Pesaro con la semifinale in equilibrio per non essere obbligata alla seconda clamorosa rimonta.

Milano è lunga, lunghissima, anche quando fa a meno di Radosević e Scariolo può tenere in panchina per quasi tutto il secondo tempo (2’45” nel terzo parziale, poi solo panchina) quel Bourousis che aveva scavato il solco nel primo quarto segnando 10 punti con ¾ dal campo e 4/5 ai liberi.

Siamo stati concentrati, lucidi – ha commentato l’allenatore lombardo – mettendo sul parquet quanto preparato in allenamento. Ma contrariamente al solito non siamo usciti bene dall’intervallo. E la Scavolini Siviglia è squadra che non si scompone, che non molla, che ha un livello di fiducia altissimo. I loro meriti e probabilmente il nostro calo di concentrazione hanno riaperto la partita. Fortunatamente, alla fine siamo stati solidi in difesa, attenti, perdendo qualche palla di meno. Inoltre, poiché tutti i giocatori hanno avuto il loro momento buono, siamo riusciti a preservare le energie e la fiducia per ribaltare una situazione che stava cominciando a preoccupare”.

Come ha riconosciuto Scariolo, Pesaro ha dimostrato di potersela giocare. E Dalmonte ha intenzione di giocarsela fino in fondo. E ha chiesto equità di giudizio agli arbitri designati per le semifinali. Non pensate male, il coach romagnolo non ha detto che la sua squadra ha perso per situazioni esterne, anzi ha riconosciuto gli errori commessi, però… “se il fallo fischiato a Fotsis a 5 secondi dalla fine è fallo, allora deve essere fischiato sempre…”.

Scavolini Siviglia-Milano, Franco Del Moro, Sergio Scariolo, Valter Scavolini
Scavolini Siviglia-Milano, all’andata: Del Moro, Scariolo e Scavolini. Foto Giardini

Detto questo, anzi chiesto questo, Dalmonte sottolinea gli errori all’inizio e alla fine: “Le nostre palle perse nei primi 10 minuti (5; ndr) hanno regalato facili contropiede a Milano. I troppi errori ai liberi nell’ultimo quarto (5/11 – 45,5%; ndr). Loro ci hanno aggredito nel primo tempo, obbligandoci a pensare troppo. Ma siamo riusciti a rientrare in partita gestendo meglio la palla e togliendo loro il contropiede”. I numeri e le parole per dimostrare che la Scavolini Siviglia deve crederci, che l’orco non è poi così cattivo. Anzi, la sensazione è di avere gettato via un’occasione d’oro. Sperando che non diventi irripetibile.

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