Istat, la sfida: i migliori sindaci per la qualità della vita

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1 giugno 2012

PESARO – I temi del festival, secondo il presidente Istat Enrico Giovannini, «sono indubbiamente complessi, ma è in questo momento che si progetta il futuro». E, in particolare, «il nuovo paradigma incentrato sul benessere equo e sostenibile, che deve necessariamente passare non solo dalla dimensione nazionale ma anche da quella locale». Una prospettiva, dunque, calata nelle «urbes», nelle città. «Una sfida per gli amministratori locali – evidenzia il presidente Istat – che aiuta la democrazia, perché si pone in relazione all’ “accountability”, ovvero a rendere conto alla cittadinanza di quello che si fa». Di qui, il progetto Urbes sugli indicatori del Bes. Che ha messo in rete una serie di città metropolitane, tra cui Bologna, Roma, Milano, Cagliari, Bari. Pronte a misurarsi sullo stesso terreno di Pesaro e Urbino, quello della qualità della vita. Un fermento che testimonia la validità del dibattito in corso, a tutti i livelli. E Giovannini, alla fine, lancia l’idea: «Arriveremo, il prossimo anno, al “City 4Bes” (gioco di parole con la nota rivista americana, ndr), la classifica dei sindaci più virtuosi sul benessere equo e sostenibile».

Ceriscioli, sindaco di Pesaro

Nel confronto, il sindaco di Pesaro Luca Ceriscioli è determinato: «Crediamo nella sostenibilità. E siamo interessati alla misurazione del controllo della nostra azione. Anche per questo, la verifica dell’avanzamento del programma viene fatta ormai in tempo reale, tramite il sito del Comune». Ceriscioli fa gli esempi di progetti legati ai temi in questione, «dalla bicipolitana», alle «multe morali» dei bambini, legate alla crescita del senso civico. E aggiunge: «Lavorare per rete, creare connessioni nelle città, in direzione della sostenibilità, abbatte le resistenze iniziali dei cittadini al nuovo modo di vivere». Per l’assessore alla Protezione civile di Venezia, Pierfrancesco Ghetti, «gli indicatori devono essere utili. E dovrebbero consentire serie storiche, periodi congrui per la valutazione delle tendenze». Mentre il sindaco di Bolzano, Luigi Spagnolli, prima spiega «i meccanismi dell’autonomia», poi auspica che «il Pil venga integrato con indicatori della qualità della vita come strumento di misura dei sistemi di governo, senza però ingabbiare gli amministratori locali. Che devono comunque avere un margine di manovra nelle scelte». Il vicesindaco di Bologna Silvia Giannini: «Gli indicatori cambiano gerarchie a seconda delle situazioni e delle contingenze. Non devono essere troppi, altrimenti rischiano di creare confusione. E vanno costruiti guardando alle nuove generazioni». Il senatore Walter Vitali sottolinea «Il rapporto annuale sul Bes Istat-Cnel si accompagni al confronto con un set selezionato di indicatori nelle città che partecipano al progetto». E Carlo Mochi Sismondi, presidente del forum Pa, conclude: «Una città è felice se è ricco il suo capitale sociale. Le parole guida? Partecipazione, integrazione, condivisione».

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