Bocelli: “Fano, teatro-gioiello con amici di lunga data”

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2 giugno 2012

FANO – Andrea Bocelli a pochi giorni dalla sua partecipazione alla Messa di Gloria di Puccini che chiude la Stagione Lirico Sinfonica del Teatro della Fortuna racconta il suo rapporto con l’opera di Puccini, con i suoi compagni di palcoscenico e con una terra, quella marchigiana, che conosce profondamente e a cui è sentimentalmente legato per ragioni familiari.

Andrea Bocelli - tenore

Il grande tenore Andrea Bocelli

“Puccini entra nel cuore della gente – racconta –  La sua sensibilità, capace dei superbi frutti operistici che tutti conosciamo, la possiamo ritrovare e riscoprire, in nuce, anche nella terra fertile dei suoi vent’anni.

Per certi versi è ancora più intrigante, e alla luce del poi, commuovente, godere di queste sue partiture giovanili, germogli che pur non avendo l’astuzia compositiva figlia dell’esperienza, pur destreggiandosi tra impeti e cagionevolezze, hanno in sé la forza travolgente, il marchio evidente del puro genio.

Sono molti i motivi che fanno, di questa mia presenza concertistica a Fano, un appuntamento cui tengo particolarmente, un’occasione professionale e personale che vivo con gioia e con particolare impegno…”

Bocelli continua: “Perché sono in una località che amo molto: a Fano si respira il profumo della storia, da Giulio Cesare a Carlo Magno, al governo pontificio… Proprio come nella mia Toscana, qui il passato e il presente convivono, entrambi gloriosi, in una civiltà che si mostra nei monumenti e nei palazzi storici ma anche nell’attualità delle manifestazioni culturali, dell’accoglienza turistica, della qualità di vita.

Perché canto in un teatro-gioiello, che propone una risposta acustica ineccepibile e che, in ragione delle sue vicissitudini storiche, oggi può vantare un’esteriorità ottocentesca (che si sposa magnificamente col repertorio proposto nel concerto di chiusura della stagione) e un cuore tecnologico viceversa moderno.

Perché condivido l’interpretazione di una partitura che ho già frequentato, cui sono molto legato, con colleghi di prim’ordine che sono anche amici cari, di lunga data: il podio di Marcello Rota, il baritono Gianfranco Montresor, entrambi artisti con i quali ho condiviso tante avventure artistiche e umane.

Perché, infine, la “Messa di Gloria” è porzione di un programma intenso e coerente, che coinvolge tra l’altro “Crisantemi”, elegia che contiene una delle melodie più struggenti e commuoventi dell’intero corpus pucciniano (melodia che ritroveremo peraltro nel finale di “Manon Lescaut”). Vorrà dire che, quando non sarò impegnato a cantare, mi mimetizzerò fra il pubblico per ascoltare!”

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