L’ispettore dell’Asur finisce in carcere

di 

2 giugno 2012

FANO – Nel pomeriggio di ieri, 1 giugno 2012, si sono aperte le porte del carcere per l’ispettore di igiene dell’ASUR che era stato arrestato nei giorni scorsi su ordinanza di custodia cautelare del GIP di Pesaro e posto agli arresti domiciliari, con le accuse di concussione, peculato e truffa ai danni dello Stato.

L’uomo è stato condotto nel carcere di Pesaro. Per lui il quadro accusatorio si è aggravato in quanto non ha rispettato le disposizioni che nell’ordinanza di custodia cautelare suddetta gli erano state prescritte, fra le quali il divieto di comunicare con persone diverse dai familiari cosa, invece, che il 55enne aveva più volte fatto con grave pericolo di inquinamento delle prove. L’attività investigativa condotta dai carabinieri aveva fatto emergere l’illecita condotta del pubblico ufficiale che, nel comune di Fano ed altri Comuni limitrofi che rientravano nella giurisdizione dell’Asur del quale è dipendente, ingenerando il timore di controlli ispettivi sfavorevoli sul fronte igienico sanitario, induceva numerosi esercenti di bar e ristoranti a consegnargli denaro contante, beni di consumo ed altre utilità ( complessivamente per diverse migliaia di euro), con il pretesto di destinarli ad un’attività di sovvenzione e sponsorizzazione a favore di una squadra di calcio della zona che milita in terza categoria, della quale è tecnico- dirigente. L’uomo, inoltre, aveva spesso utilizzato l’autovettura di servizio dell’ASUR per scopi privati non dedicandosi al lavoro quando era in servizio. Sul fronte delle indagini sono molti i commercianti che cominciano a presentarsi spontaneamente negli uffici del Comando della Compagnia CC di Fano denunciando le pressioni subite già da diversi anni dal pubblico ufficiale che, sovente, minacciando la chiusura del locale, riusciva ad ottenere somme anche di qualche migliaio di euro con la scusa della sponsorizzazione della squadra di calcio. Gli investigatori sospettano che i commercianti vessati dall’ispettore siano molti, anche alla luce delle numerosissime segnalazioni, gran parte delle quali ancora anonime, pubblicate sui blog dei siti web locali, ed invitano ad uscire dall’anonimato denunciando presso le Autorità competenti gli episodi di malcostume dei quali sono rimasti vittime.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>