Se Mason Rocca finisce nel ripostiglio…

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3 giugno 2012

PESARO – Rocca tenuto in panchina da Scariolo. Uomo decisivo nelle due sfide di Milano, finisce nel… ripostiglio. Sembra incredibile come un’immagine possa fotografare una situazione meglio di mille parole. A fine partita, Pierpaolo Rivalta, il giornalista pesarese impegnatissimo a bordo campo nelle semifinali trasmesse da Rai Sport (in quattro giorni è andato due volte a Milano e due volte a Siena, adesso finalmente due partite in… casa), intervista Mason Rocca davanti a un… ripostiglio. E’ la scritta che compare dietro l’italoamericano: ripostiglio, una stanza in zona spogliatoi.

Obiettivo gara 4, anche i fotografi sembrano crederci...

Nel ripostiglio è finita la voglia di Milano di chiudere la serie, ma anche uno dei giocatori simbolo dei successi nelle gara 1 e 2.

“Pesaro ha dimostrato di essere una grande squadra – commenta il giocatore che ha scelto di vivere nelle Marche, sulle colline del verdicchio -. Lo sapevamo, ma non siamo riusciti a rientrare in campo dopo l’intervallo con la giusta intensità e loro ne hanno approfittato. La cosa positiva che dopo non abbiamo mollato, cercando di recuperare, anche se non siamo riusciti a vincere la partita perché è ovvio che in una partita così non puoi lasciare tanti punti di vantaggio a una squadra come la Scavolini Siviglia, soprattutto sul suo campo. Lunedì sera, però, saremo pronti”.

Anche Mason Rocca è rimasto impressionato dalla cornice di pubblico…

“E’ molto bello, stimolante, i tifosi sono carichi, i giocatori pure. E’ la bellezza dei playoff, mi piace tantissimo”.

Ai tifosi pesaresi è piaciuta tantissimo la prova di Daniele Cavaliero, che ha fatto un lavoro incredibile in difesa su Bremer e ha rotto – finalmente – il gelo in attacco.

“Quando le cose non funzionano in attacco, bisogna trovare un modo per aiutare la squadra. Nelle prime due partite ho avuto molte difficoltà in attacco. Mi sono detto di cercare di essere più aggressivo anche per trovare passaggi per i miei compagni. Ma adesso pensiamo alla partita di lunedì perché vogliamo provare a tornare a Milano”.

Grande la difesa del terzo quarto, quando avete concesso solo 12 punti.

“E’ la nostra chiave. Se riusciamo a chiudere in difesa, in attacco abbiamo giocatori di grande talento e in campo aperto possiamo fare male. Non possiamo prescindere dalla difesa”.

A trovare un neo, il fatto di esservi fermati troppo presto, consentendo a Milano di recuperare troppi punti.

“E’ vero, ma forse avevamo speso molto e abbiamo pagato, ma è stata una bella serata, accontentiamoci”.

Notizie dagli altri campi: a Bologna – sponda Virtus – puntavano, a leggere le cronache locali, sui cugini Diener per sostituire Koponen che va in Russia e altri che partiranno. Niente da fare, “La Dinamo Banco di Sardegna è particolarmente lieta ed orgogliosa di comunicare che è stato raggiunto l’accordo per la riconferma in biancoblu del funambolico tandem americano composto da Travis Diener e Drake Diener. I cugini di Fond du Lac, indiscussi protagonisti della Lega A 2011-2012, hanno firmato il contratto che li legherà alla società del presidente Stefano Sardara per la stagione 2012-2013, terza consecutiva al PalaSerradimigni per il regista prossimo ad ottenere la cittadinanza italiana, settima italiana e seconda isolana per l’esterno portato per la prima volta in Italia da coach Meo Sacchetti. La Dinamo piazza quindi un doppio grande fragoroso colpo di mercato per la sua stagione e per l’intera Lega A, riuscendo a trattenere a Sassari due dei migliori e riconosciuti talenti del nostro campionato, giocatori di classe cristallina e livello assoluto, seguiti con insistenza dai più importanti club italiani ed europei”.

Infine, un doveroso omaggio a Sandro Gamba, un grandissimo della pallacanestro italiana che oggi festeggia gli 80 anni. I tifosi più giovani magari non lo conoscono, ma Sandro è stato sempre un avversario di Pesaro. Dopo avere giocato nell’Olimpia, a dispetto di una ferita procuratagli dai soldati tedeschi a fine Seconda Guerra Mondiale, Rubini lo volle suo assistente. Durante il riscaldamento i tifosi della Vuelle lo prendevano di mira. Lui – vero signore – sorrideva. Poi – incredibile a dirsi – passò a Varese, la “nemica” di Milano, ottenendo altri successi. Ha vinto due Coppe dei Campioni, 12 scudetti e guidato l’Italia al primo titolo europeo (Nantes 1983). Nel 2006 è stato inserito nella Naismith Memorial Basketball Hall of Fame, nell’arca della gloria della pallacanestro mondiale. Auguri!

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