Gli agricoltori pesaresi sono sempre in ginocchio

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4 giugno 2012

Campo innevato

PESARO – Centinaia di agricoltori sull’orlo del baratro a causa dei mancati rimborsi per i danni provocati dall’ultima eccezionale nevicata. Molti hanno già cominciato i lavori di ristrutturazione o riedificazione di capanni e stalle, o hanno già acquistato nuovi capi di bestiame, confidando nell’intervento annunciato della Regione, che però fino ad ora non c’è stato.

Cia, Confagricoltura e Copagri si stanno mobilitando. “La situazione è disperata”, dice Denis Bernabucci, direttore di Confagricoltura, che rivela un agghiacciante retroscena fino ad ora taciuto: “C’è anche chi, in campagna, ha visto morire la propria madre di freddo dopo cinque o sei ore di gelo, e ha dovuto tenere il cadavere in casa per tre giorni, con le finestre aperte, perché il suo podere non era raggiungibile per la neve. Dopo avere pagato un prezzo altissimo in termini di affetti familiari, questo agricoltore, assieme a tanti altri, ha dovuto fare i conti col crollo di stalle e capanni, senza avere un euro di aiuto per la ricostruzione. Un dramma familiare e lavorativo che non si cancella e sul quale le istituzioni devono mettersi una mano sulla coscienza: non si può lasciare l’agricoltura al proprio destino perché questo settore, con la crisi dilagante, è strategico per il futuro: alimentazione e turismo passano dalla terra”.

Claudio Nasoni, presidente di Copagri, rincara la dose: “Siamo alle prese con una situazione paradossale: gli agricoltori stanno spendendo i propri soldi per fare fronte ad una calamità naturale senza precedenti. Così si chiude”.

Il presidente della Cia Gianfranco Santi ha inviato una lettera al vicepresidente della Regione Petrini nella quale esprime, interpretando anche il pensiero degli altri due rappresentanti di categoria Denis Bernabucci (Confagricoltura) e Claudio Nasoni (Copagri), “preoccupazione e disagio nei confronti dei nostri soci per la mancanza di notizie in merito agli interventi di ripristino delle strutture ed impianti danneggiati dalle eccezionali nevicate del mese di febbraio 2012. Infatti, dopo una fase iniziale di estrema attenzione mostrata da parte sua e dagli uffici regionali nei confronti della suddetta calamità, che aveva portato a raccogliere migliaia di segnalazioni, a delimitare il territorio colpito con relativa stima dei danni subiti, a predisporre una specifica modulistica per consentire agli agricoltori di comunicare l’avvio dei lavori di recupero dei beni danneggiati (atto indispensabile per il riconoscimento delle spese pregresse), sono ormai settimane che, di fronte alle crescenti richieste degli agricoltori (soprattutto dei molti che hanno già avviato i lavori di ricostruzione ), che attendevano come più volte annunciato i bandi entro aprile ad purtroppo non si è in grado di fornire notizie utili in merito”.

Santi, Bernabucci e Nasoni invitano il vicepresidente della Regione Petrini “ad attivarsi per fare il punto sulla situazione e, per quanto possibile, ad accelerare le procedure di emanazione dei bandi (magari “a condizione”), così da venire incontro alle esigenze di tutti quei soggetti che in una così difficile congiuntura, economica e finanziaria, chiedono assicurazioni in merito all’esistenza o meno di un supporto pubblico a sostegno della ripresa delle attività colpite dalla calamità”.

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