“Mengaroni”, Ricci e Morani chiedono di intervenire a Regione e Ufficio scolastico

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4 giugno 2012

PESARO – Il presidente della Provincia Matteo Ricci e l’assessore alla pubblica istruzione Alessia Morani hanno chiesto a Regione Marche e Ufficio scolastico regionale “un incisivo intervento, presso la Conferenza Stato-Regioni e il Ministero dell’Istruzione, a tutela e garanzia del necessario mantenimento delle autonomie scolastiche nel settore dell’istruzione artistica della regione”.

Alessia Morani

Alessia Morani, assessore provinciale alla pubblica istruzione

La difficile situazione del Mengaroni di Pesaro e degli altri licei artistici regionali è racchiusa in una lettera che i due amministratori hanno inviato al presidente della giunta regionale, al presidente dell’assemblea legislativa delle Marche e al direttore dell’Ufficio scolastico regionale. In particolare, per Pesaro, “il rischio accorpamento e relativa perdita di autonomia del liceo artistico Mengaroni (556 studenti nell’anno scolastico in corso, con aumento di 200 iscritti negli ultimi 10 anni) ha già destato gravi preoccupazioni sfociate con l’approvazione, con carattere d’urgenza, di una mozione di indirizzo nel consiglio comunale, di cui condividiamo le considerazioni, valutando altresì che l’attivazione, dal prossimo anno scolastico, di un nuovo indirizzo di studi professionale (articolazione artigianato artistico) approvato dalla Regione, trasformerà il Mengaroni in Istituto d’istruzione superiore comprendente più indirizzi di studio”.

Sempre secondo Ricci e Morani, “questo nuovo status ne aumenterà ulteriormente la complessità gestionale, moltiplicando, tuttavia, le opportunità formative nel segmento dell’istruzione artistica che, con la trasformazione in liceo, ha visto aumentare il rischio di dispersione scolastica”.

Più in generale, viene sottolineato come nelle Marche il dimensionamento scolastico non sembri trovare tregua. “Si devono ancora sperimentare gli effetti del taglio di 21 autonomie scolastiche (a fronte delle 10 richieste dal Miur), operativo dal prossimo anno scolastico, che già si prospettano ulteriori ridimensionamenti per le scuole con numero di studenti inferiore a 600 unità (400 nelle zone di montagna). Tutto ciò, nonostante nelle Marche il rapporto alunni/classi sia più alto della media nazionale e tra i più alti in Italia e senza che si tenga in debito conto la presenza di un numero sempre maggiore di istituti scolastici sovradimensionati di difficile gestione”.

Nella lettera viene ribadito che “un funzionale piano di programmazione della rete scolastica non può scaturire da mere operazioni ragionieristiche considerate da rigidi parametri numerici, ma deve misurarsi con l’effettiva realtà del territorio, tenendo conto dell’identità storica, culturale e progettuale legata anche al piano formativo degli istituti scolastici. Ristrutturazioni forzate, dettate esclusivamente da operazioni di taglio, possono solo creare disagio a tutta la comunità e mettere a repentaglio patrimoni immateriali non facilmente recuperabili”.

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