Solidarietà: il conte Pinoli ospite sei famiglie emiliane

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4 giugno 2012

PESARO – Ha annunciato che ospiterà per una settimana nei suoi alberghi sei famiglie tra quante hanno perso i propri cari nel terremoto dell’Emilia, invitando suoi colleghi albergatori a fare altrettanto. Il conte Alessandro Marcucci Pinoli lo ha comunicato al termine della presentazione del libro L’attimo in cui siamo felici di Valerio Millefoglie, che lo ha visto sul palco dei relatori insieme alla psicologa Maria Rita Parsi e all’autore del volume.

Incontro con Pinoli, Parsi e Millefoglie al festival della Felicità

Incontro con Pinoli, Parsi e Millefoglie al festival della Felicità

“Offrirò un soggiorno per una settimana a sei famiglie tra quelle colpite da questi gravi lutti, ho sei alberghi e posso ospitarle ora o quando vorranno”, ha detto Pinoli, che ha elogiato l’autore del libro per aver saputo scovare la felicità anche nei momenti più difficili della propria vita e di quella altrui. Poi ha raccontato un’esperienza vissuta in Bolivia. “Nei villaggi ho visto gente molto felice, nonostante fosse poverissima. La gente è serena perché ha altri valori, soprattutto l’amicizia. E questo lo si ritrova anche nei piccoli paesi, dove c’è un legame più stretto tra le persone”. Felicità come solidarietà e apertura all’altro. “Ci sono tanti modi per uscire dall’angoscia – ha detto Maria Rita Parsi – ma soprattutto contano il condividere con gli altri e la creatività. L’energia di vita che si contrappone alla morte è la capacità di cambiare progettando. Fermo restando che la felicità è un passaggio, un momento, ho visto persone che hanno trovato grande sollievo nel poter dialogare e gestire il dolore”.

“Ho voluto individuare momenti di gioia nell’arco di una settimana – ha spiegato Valerio Millefoglie – invitando le persone a compilare un questionario sui loro personali momenti di felicità. Hanno risposto anche carcerati e senzatetto, ho incontrato vedove che mi hanno raccontato alcuni attimi felici del loro matrimonio. Tante le piccole-grandi felicità di ogni giorno. Mi ha colpito un’insegnante, che aveva provato felicità quando il proprio allievo autistico l’aveva abbracciata”.

“E’ una cosa bellissima – ha commentato la Parsi – perché i bambini autistici rifiutano gli abbracci e quando lo fanno vuol dire che si stanno aprendo al mondo. Ecco, forse la felicità è proprio aprirsi al mondo”.

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