Dalla Dama Bianca all’esodo, sale la nostalgia

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5 giugno 2012

PESARO – Applausi da quando sono scesi sul parquet a quando sono usciti dal campo dopo un’interminabile saluto ai tifosi, una breve permanenza negli spogliatoi, poi di nuovo lì, in mezzo al campo. Sembrava non volessero andare via, quasi sentissero nella pelle e nel cuore che poteva essere l’ultima volta in biancorosso.

Le luci si spengono, la festa è finita?

Fuori dagli spogliatoi, mentre il pullman di Milano lasciava il parcheggio, ancora tifosi, parenti e amici ad attendere. E ancora applausi. Poi tutti insieme a cena, perché Simone Flamini ha fatto riaprire – per una sera – il covo preferito, Dama Bianca, al lato della chiesa del Porto. Dopo gli applausi, una serata di festa, nell’intimità che protegge e asciuga le lacrime con un sorriso.

Non giocheranno più insieme, le strade si dividono. C’è chi dovrà attendere e chi ha già altre proposte, alcune ricche, altre interessanti. “Peccato – ha detto Luca Dalmonte a fine gara – perché un gruppo così non lo ritrovi più”.

Ma su Hickman – l’ha anticipato Mirko Facenda – c’è un colosso del basket mondiale fuori dagli States: il Maccabi Tel Aviv allenato da David Blatt, americano, e quindi una garanzia. Sarebbe l’ennesima scalata della carriera incredibile di Ricky, del ragazzo di Winston Salem cresciuto stagione dopo stagione, fino a diventare il giocatore da fermare a tutti i costi. Milano ha sfidato Pesaro cercando di togliere Hickman dal gioco. Un incredibile banco di prova per la finale, perché contro Siena faranno altrettanto, anche se il Montepaschi ha una riserva, che riserva non è e si chiama Zisis. Ma che partendo dalla Legadue Ricky sia arrivato a essere considerato come McCalebb è la conferma del grande lavoro fatto a Pesaro. Non a caso lo vorrebbero anche i campioni d’Europa dell’Olympiacos Pireo. E chissà che qualche dritta alla squadra del porto di Atene non sia arrivata da Nikos Bourousis. Ricky è pressato da tempo, ma ha resistito, attendendo un’offerta pesarese, che non è arrivata, che non poteva arrivare, per le note ragioni.

Partirà anche Hackett. Canterebbe Battisti che uno scoglio non può arginare il mare. Onde che arrivano da Milano e da Cantù, ma anche da Valencia e Vitoria. Chiamano le migliori italiane e le migliori spagnole. E stupisce che si sia chiamato fuori il Barcelona, che pure lo scorso anno aveva messo Daniel nella lista dei giocatori interessanti. Gli esperti scommettono che alla fine andrà a Milano, dove il general manager è Gianluca Pascucci che ha allenato Daniel nei ragazzini della Vuelle.

A White – scrive ancora Facenda – sono interessati i Charlotte Bobcats, una delle squadre peggiori della Nba. Sarebbe perfetta per James, giocatore da stagione regolare, da numeri e spettacolo.

Jones si è trovato benissimo a Pesaro. E con lui la sua famiglia. Chissà che per Jumaine non possa esserci ancora un futuro in riva all’Adriatico. E magari anche per Lydeka, che però dovrebbe avere altre offerte. Giocatori come lui, con pregi e difetti, piacciono agli allenatori.

L’unico che ha un contatto per la prossima stagione è Daniele Cavaliero, ma i contratti sono fatti per essere stracciati e per essere cambiati. Il tempo e il budget diranno cosa succederà. E così per Cusin, che ha un 2 più 1 ed è quindi alla scadenza delle due stagioni, e pure per il capitano, il leader silenzioso, lo stopper in campo e in panchina. Che le lacrime di Simone a fine partita siano un segnale del possibile distacco? Budget piccolo o grande, per uno come Flamini dovrebbe esserci sempre un posto, ma ci accorgiamo che scriviamo con il cuore, sconosciuto alle aride cifre.

Chi allenerà la nuova Vuelle? Ci risulta che a coach Dalmonte piacerebbe restare. Intanto va a lavorare con la Nazionale e c’è chi ipotizza che potrebbe seguire Pianigiani se davvero al coach senese verrà offerta la panchina del Cska Mosca. Ammesso e non concesso che Ettore Messina prosegua a lavorare per i Lakers e non subisca il richiamo di Mosca. “Nostalghia” non è solo il titolo di un grande film di Andrej Tarkovskij.

Anche noi, a scrivere di un gruppo che sembra in procinto di dividersi, viene già la nostalgia.

Peccato, perché con loro abbiamo sognato addirittura l’Eurolega, che invece appartiene solo a Siena e Milano, anche se Cantù sta facendo di tutto perché le venga assegnata una wild card, per un invito ai preliminari. Ma la concorrenza è enorme, a partire da Alba Berlino e Galatasary Istanbul. Impossibili da superare anche per una Victoria Libertas che porta diecimila appassionati all’Adriatic Arena.

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