Pronostico rispettato, ma quanti rimpianti…

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5 giugno 2012

PESARO – Sarà Siena-Milano la finale per lo scudetto per l’anno 2012, come ampiamente pronosticato da tutti gli addetti ai lavori dall’inizio del campionato. Ma se Sassari ha steso il tappeto rosso alla Montepaschi senza neanche provare a contrastare i campioni d’Italia finendo per perdere le tre partite con uno scarto medio di una ventina di punti, Pesaro ha provato in tutti i modi ad impedire all’EA7 Armani Jeans l’accesso alla finale, lottando per tutte e quattro le gare e cedendo solamente davanti all’infinito roster milanese.

Che coreografia all'Adriatic Arena

Che coreografia all'Adriatic Arena

Anche il 3 a 1 per l’Emporio Armani era il risultato più pronosticato e il più giocato dagli scommettitori, ma la Scavolini Siviglia ha insinuato nella mente di Scariolo e dei suoi collaboratori il dubbio che la serie potesse finire anche diversamente, se un paio di situazioni avessero girato in maniera favorevole alla Vuelle. Milano non ha commesso l’errore di Cantù, che si è fidata troppo del fattore campo, pensando che bastasse disputare la “bella” al Pianella per battere Pesaro. L’EA7 Armani Jeans ha capito che bisognava chiudere al più presto la serie per non arrivare a una gara cinque dal pronostico imprevedibile con tutta la pressione dalla parte dei favoriti.

E’ stata una quarta partita meravigliosa per l’intensità messa sul parquet dalle due formazioni, degna di una semifinale tra squadre dalla lunga tradizione, con giocate anche spettacolari pur tra errori a volte banali per la stanchezza derivante dal giocare ogni 48 ore e dal nervosismo che inevitabilmente assale i giocatori man mano che il cronometro si avvicina allo zero. La forza di Milano è stata di trovare in questa serie ogni volta un protagonista diverso per vincere le partite: da Mason Rocca a JR Bremer, da Melli al greco Fotsis, mentre la Scavolini Siviglia non poteva permettersi soluzioni diverse dall’affidarsi al suo quintetto, che l’ha portata fino a un passo dalla finale.

Rimarrà scolpito nella memoria collettiva degli amanti della pallacanestro lo splendido colpo d’occhio che l’Adriatic Arena ha offerto lunedì sera. Se avete voglia andate a riguardarvi la partita in televisione, per apprezzare al meglio l’effetto che un palazzo pieno produce, sembrava di essere in un arena Nba o in un palazzetto spagnolo o greco, con diecimila persone festanti ed entusiaste.

Si deve ripartire da questo patrimonio per pianificare la prossima stagione, Pesaro dispone di uno zoccolo duro di appassionati di 4/5.000 persone, disposte a fare l’abbonamento per l’amore che nutre verso la Vuelle al di là del valore reale della squadra. Ma per coinvolgere gli altri 5.000 servono risultati e giocatori come Hackett, nei quali anche i ragazzini possono identificarsi. Nel programmare la stagione 2012-13 che si prospetta difficile per il ridimensionamento del budget, si dovrà considerare anche questo fattore.

 

I PIU’ …

Marco Cusin
Quando la condizione fisica lo sostiene, rimane uno dei migliori pivot del campionato, per la sua verticalità e per l’attenzione difensiva. Bravo nel chiudere gli spazi e nello sporcare diverse conclusioni al di là delle sole due stoppate che le statistiche gli assegnano.

Daniel Hackett
Magari il 4 su 15 dal campo era certamente migliorabile, ma apprezziamo maggiormente chi è in grado di procurarsi 15 tiri in una partita, sfidando ogni volta i raddoppi sistematici della difesa milanese, rispetto a giocatori che nei momenti decisivi non si prendono la responsabilità di provare a vincere gli incontri.

Pubblico
I 9.613 spettatori paganti lunedì sera all’Adriatic Arena mandano in archivio uno dei record storici della Vuelle, che resisteva da una Scavolini-Fortitudo Bologna degli anni ’90. L’Inferno ha provato anche la discesa sul parquet per incitare maggiormente i suoi beniamini. Vedere l’astronave stipata con quasi 10.000 persone rimarrà uno dei momenti indimenticabili di questa stagione e dell’intera storia della Victoria Libertas.

 

… E I MENO DELLA SFIDA NUMERO 4 PESARO-MILANO

Rimbalzi
L’unico rimbalzo preso da Jones per la Scavolini Siviglia nel primo quarto entra nel libro dei record negativi della Legabasket. Pesaro finisce dominata da Milano (39-28) come è sempre accaduto in questa serie, concedendo anche 11 carambole offensive che hanno contribuito in maniera determinante alla vittoria dell’EA7 Armani Jeans.

Tiri liberi
Ancora una percentuale sotto il 70% dalla lunetta per Pesaro, uno dei vizi storici di questa stagione che la Vuelle si è portata dietro fin dalle prime partite. Milano invece sbaglia solo tre liberi, con la chicca di un due su due di Mason Rocca.

Tiro da tre
Non è stata una serie con grandissime percentuali dai 6,75, tutte e due le formazioni hanno tirato malino, un dato per tutti: in questi playoff James White ha un 4 su 21 da tre, cifre assolutamente indegne per dei playoff scudetto.

 

I MOMENTI CHIAVE DELLA SEMIFINALE PESARO-MILANO

Sono due i momenti che hanno deciso la semifinale in favore dell’Armani Milano:

• il primo è arrivato al trentaduesimo minuto di garauno, quando Pesaro è in vantaggio di sei punti (59-53) dopo aver ribaltato l’inerzia dell’incontro, l’Armani, che pensava di incontrare una Scavolini Siviglia stanca per la gara cinque contro Cantù disputata appena tre giorni prima, comincia a temere di non essere così superiore alla Vuelle e un nervosismo evidente assale Scariolo e i suoi giocatori. Qui Pesaro commette due errori grossolani su facili conclusioni che l’avrebbero portata fin sul più 10, Milano ringrazia e con tre triple consecutive di Bremer ribalta completamente il match. La Scavolini Siviglia accusa il colpo e nel finale sbaglia i liberi del possibile riaggancio, con la sensazione di aver perso un’occasione unica per espugnare il Mediolanum Forum

• il secondo momento chiave è arrivato nell’ultimo quarto di gara quattro: Milano segna soli 3 punti in 7 minuti, la Scavolini arriva fino al 61-65 ma tutto quello che Pesaro produce di buono in difesa viene vanificato da 5 attacchi frettolosi con tiri da 9 metri di Jones. Un contropiede concluso da Hickman con un tiro da tre sul primo ferro, un paio di forzature di White e lo zero su due dalla lunetta di Hackett. L’EA7 Armani Jeans ringrazia e, pur segnando un solo canestro su azione in 10 minuti, grazie alla freddezza dalla lunetta riesce a portare a casa la vittoria decisiva per l’accesso alla finale.

Probabilmente Milano sarebbe arrivata lo stesso in finale: troppo profondo il roster lombardo per una Scavolini Siviglia costretta a spremere il suo quintetto (in campo sempre con un minutaggio superiore ai 30 minuti). Rimane però il rammarico per un paio di occasioni che se avessero girato a favore della Vuelle, avrebbero magari portato la serie ad una gara cinque dall’esito imprevedibile. Ma alla fine hanno vinto i più forti e non rimane che ringraziare questo gruppo per le grandi emozioni che ci hanno fatto vivere in questi mesi.

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